CNN TürkMezitli’de 65 yaş üstü vatandaşlara göz sağlığı desteğiInquirerCPP honors top female NPA leader slain in Agusan del SurPunchNigeria, Indonesia trade tops $3bn annually — envoyESPNTransfer rumors, news: USMNT defender Richards to move to Inter?Bollywood HungamaVashu Bhagnani hospitalised in London amid Income Tax searches at 12 locations linked to him, Rakul Preet Singh, and Panorama Studios: Reportالنهار"فلاي دبي": الرحلة 1073 المتجهة من دبي إلى تل أبيب تعرضت لواقعة أثناء تحليقها والطائرة هبطت بسلام في تبوك في السعودية وجميع الركاب بخيرBillboardTom Morello Rocks Out For Politically-Charged ‘Kimmel’ Performance: WatchFotogramasCarlos González, sobre actuar con Glenn Close en 'La bola negra': "Pensaba que una actriz con una carrera tan grande y con trabajos tan humildes y concretos tenía que ser encantadora"n-tvTypklassen der Kfz-Versicherung: Für wen das Autofahren 2027 teurer wirdThe South AfricanHere’s how South Africa’s 9 provinces spend their billionsRTL BoulevardZieke werknemer loopt marathon, en vangt 60.000 euro na onterecht ontslagDaily MailCustomers at Asian supermarket in east London form separate male and female queues as they wait in line for discounted cooking oil
The Daily Newsstand · Free, Always
Wednesday, September 30, 2026

La Cassazione sull’assoluzione dei pm De Pasquale e Spadaro: “Non ci fu rifiuto di atti d’ufficio, le chat non consegnate non contenevano elementi di prova”

Translate

La Cassazione sull’assoluzione dei pm De Pasquale e Spadaro: “Non ci fu rifiuto di atti d’ufficio, le chat non consegnate non contenevano elementi di prova”

Icona dei commenti Commenti

Il fatto non sussiste, la formula dell’assoluzione e ora sono state depositate le motivazione della Cassazione sul caso dei pm Eni-Nigeria, finiti sotto processo a Brescia. Si trattava “di un atto che implicava delicate valutazioni discrezionali, proprie del pubblico ministero titolare del processo” e “non vi fu un atto di rifiuto penalmente rilevante, una omissione imputabile”, anche perché la decisione “fu sostanzialmente rimessa al Procuratore della Repubblica di Milano e al Procuratore aggiunto di quello stesso ufficio” all’epoca, che di fatto avallarono” il loro “convincimento”. E la “mancata acquisizione delle chat segnalate” dal collega e pm Paolo Storari “non solo non riguardava decisivi elementi di prova a discarico, ma non fu” nemmeno “indebita”.

Lo scrive la Cassazione nelle motivazioni della sentenza con cui il 18 giugno, dopo due condanne in primo e secondo grado, ha assolto con formula piena, “perché il fatto non sussiste“, l’ormai ex procuratore aggiunto di Milano Fabio De Pasquale, in pensione anticipata, e il pm Sergio Spadaro, ora alla Procura europea, che erano imputati entrambi per rifiuto di atti d’ufficio per la gestione del procedimento Eni-Nigeria sul giacimento Opl245, in cui si ipotizzava una maxi corruzione internazionale da oltre un miliardo di euro. Processo che nel 2021 si concluse con l’assoluzione, poi definitiva, di tutti gli imputati, tra cui l’ad della compagnia petrolifera, Claudio Descalzi, e il suo predecessore Paolo Scaroni. Dopo il verdetto De Pasquale aveva lasciato la magistratura.

I due magistrati erano accusati di aver nascosto prove favorevoli alle difese. Tuttavia, per la Suprema Corte, “l’atto” che, per l’accusa, “avrebbero rifiutato, non era un atto doveroso, cioè obbligato”, ma potevano anche decidere di non depositare quelle chat nel processo, con una valutazione “discrezionale”. De Pasquale e Spadaro erano difesi dagli avvocati Massimo Dinoia e Fabio Federico.

View the original on Il Fatto Quotidiano →

KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.