Addio a Maurizio Cremonini, il maestro del minibasket

La pallacanestro italiana perde una delle figure che più hanno contribuito alla crescita del minibasket. Maurizio Cremonini è morto nella notte tra domenica 18 e lunedì 19 ottobre, a 70 anni, stroncato da un infarto. Nato a Brescia, aveva fatto dell’insegnamento attraverso lo sport la propria missione, accompagnando generazioni di giovani e istruttori in un percorso che andava ben oltre il campo da gioco.
Cremonini aveva assunto un ruolo centrale nella struttura tecnica della Federazione italiana pallacanestro, occupandosi della formazione e dello sviluppo del settore minibasket. Il suo lavoro non si limitava alla trasmissione delle competenze tecniche: al centro del suo approccio c’erano la crescita dei ragazzi, il valore educativo del gioco e la responsabilità di chi insegna. Una visione che lo aveva reso un punto di riferimento anche fuori dai confini italiani, grazie ai progetti condivisi con la Fiba, la federazione internazionale.
La notizia ha colpito profondamente la Fip. Il presidente Giovanni Petrucci, insieme al Consiglio federale e al personale della Federazione, ha espresso dolore per la scomparsa, ricordando le qualità umane e professionali di Cremonini: la capacità di affrontare questioni complesse con semplicità, l’ironia e l’umiltà con cui metteva a disposizione la propria esperienza. La Federazione lo ha ricordato non soltanto come formatore, ma soprattutto come educatore, convinto che lo sport potesse lasciare un segno nella vita delle persone.
Alla famiglia si stringe il mondo della pallacanestro, che perde un professionista stimato e un uomo che ha dedicato gran parte della propria vita a trasmettere conoscenze, valori e passione. Il suo contributo continuerà a vivere nel lavoro degli istruttori e nelle generazioni cresciute grazie al minibasket.
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