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Tuesday, October 20, 2026

Milano brucia, il rap prende la parola (e la piazza si spacca): da Marracash a Kid Yugi, ma anche Sayf, Ghali e Artie 5ive. Tutte le dichiarazioni

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Milano brucia, il rap prende la parola (e la piazza si spacca): da Marracash a Kid Yugi, ma anche Sayf, Ghali e Artie 5ive. Tutte le dichiarazioni

Quando in Italia succede qualcosa di grosso, prima o poi arriva il momento in cui qualcuno chiede: e i rapper? Stavolta la risposta è arrivata in fretta, senza bisogno di sollecitazioni. Sui disordini milanesi del 17 ottobre gli artisti hanno detto la loro dove sono di casa, tra post e stories. A dettare la linea, e a incassare gli applausi più rumorosi e le critiche più feroci, è stato Marracash.

Il rapper della Barona parte da lontano, e lo fa con una frecciata a un certo modo di fare militanza. La protesta da tastiera, dice, non lo ha mai convinto: è “troppo facile, cheap, non costa niente”. Per lui l’impegno si misura sulla distanza, con le scelte, i testi, i concerti.

Poi la sentenza: “Con le buone non cambi le cose. Aspettavo questa reazione da tempo e credo che siamo solo all’inizio (…) Chi mi conosce sa bene da che parte sto. Le diseguaglianze sociali sono la mia battaglia, alla ribellione ho dedicato la mia vita”.

Marracash si guarda indietro e rivendica di aver anticipato tutto: “Un anno fa da un palco dicevo che il potere capisce solo il potere e che è ora che il popolo mostri il proprio”. Due anni fa, ricorda, aveva già dato alle stampe un album dal titolo che non lasciava dubbi, “È finita la pace”.

Il rapper poi ha risposto alle critiche: “Io dico queste cose da sempre, dalle prime canzoni. Cambiate artista». Lui la violenza la condanna, assicura, ma allarga il campo: c’è quella di “quando la polizia manganella gli studenti, quando ci sono i caschi senza numero di matricola, lo scudo penale”. E c’è quella che pesa su una generazione “senza futuro, che studia per niente, distrutta dagli psicofarmaci, messa ai margini davanti a una vetrina di status symbol che non avrà mai”. Il verdetto finale è una frase sola: “Esistono molte forme di violenza“.

A mettere un like sono stati Guè, Sayf e Artie 5ive. Tra chi ha lasciato un commento di sostegno c’è anche l’eurodeputata Ilaria Salis.

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