In memoria di Maricarmen, la marcia silenziosa di Madrid

Decine di migliaia di persone in marcia nel centro di Madrid, almeno 20mila secondo le fonti di governo.
Un lungo serpentone silenzioso e commosso in memoria di Maricarmen Abascal, la donna di 87 anni sgomberata dalla sua casa il 23 settembre e morta mercoledì in ospedale. Lo sfratto brutale di una persona fragile, a opera di un fondo immobiliare speculativo, che ha attivato la mobilitazione di massa per il diritto alla casa e una riflessione nazionale sul disagio abitativo e sulle forze economiche che lo determinano.
In testa al corteo una grande corona di fiori arancioni, portata dai gilet arancio, colore del Sindicato de Inquilinas che guida le mobilitazioni e ha convocato la manifestazione con il motto: “Hasta siempre, Maricarmen!” e “Lottate per ciò che è vostro”, l'appello dell'anziana lanciato dall'ospedale ai manifestanti.
Sulla corona di fiori, una fascia bianca con su scritto: "Continueremo a lottare per te". Una grande immagine di Maricarmen ad aprire il corteo, con il messaggio: "È morta in servizio difendendo la sua identità".
Il corteo è partito dall'accampamento degli attivisti per il diritto alla casa che da molti giorni presidia la Puerta del Sol, il centro nevralgico della capitale spagnola. Ha percorso lungo le vie del centro i tre chilometri di distanza fino alla casa di Maricarmen, in via Alcalde Sainz de Baranda 46, dove la grande folla ha osservato un minuto di silenzio, accendendo le torce bianche dei cellulari in segno di omaggio. Il silenzio è stato infine rotto da un lungo applauso e dai cori dei manifestanti: "Maricarmen vive, la lotta continua"
La dolorosa vicenda di Maricarmen Abascal è stata l'interruttore che ha acceso la protesta, ma il tema della casa e del disagio abitativo è molto vivo in Spagna come in quasi tutta Europa: i processi di gentrificazione alzano i costi di acquisto e di affitto a livelli inauditi, espellono i ceti medi e popolari dai quartieri dalle città, mentre i fondi speculativi immobiliari si precipitano a sfruttare la situazione - nelle città spagnole più che altrove.
Il governo Sanchez, di centrosinistra, è caduto nei giorni scorsi proprio su questo.
Dopo aver proposto due decreti per alleviare la situazione e aiutare gli inqulini, si è visto sconfitto su questi in Parlamento da una inedita maggioranza di centrodestra perché un partito indipendentista catalano ("Uniti per la Catalogna", in catalano Junts per Catalunya, Junts o JxCat) legato ai proprietari immobiliari ha unito i propri voti a quelli dell'opposizione di destra (del partito Popolare) e di estrema destra (Vox). Il premier ha allora sciolto il Parlamento e convocato elezioni anticipate per il 29 novembre.
La portavoce del Sindicato de Inquilinas, Alicia del Rio, ha ricordato le altre vittime degli sfratti, "i cui volti non conosciamo e i cui nomi non si pubblicano". Ha citato i nomi di Olga, Javier, Marina e Amparo, persone che si sono tolte la vita pur di non finire in strada, senza un tetto.
Del Rio ha menzionato anche le tante persone anonime che non possono dormire, concentrarsi o avere cura in maniera adeguata dei propri figli perché vivono nel terrore degli sfratti: "Stanno rubando la loro salute, gli stanno rubando la vita".
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.