Trump: “Anche in Italia le proteste hanno a che fare con l’immigrazione. Se l’Europa non chiude i confini è finita”
“Come in Francia anche in Italia le proteste hanno a che fare con l’immigrazione“. Anche Donald Trump ha detto la sua su quanto sta accadendo in Europa, con varie proteste tra Francia e Italia per il caro vita. Lo ha detto parlando con i giornalisti alla Casa Bianca. “Francia e Italia sono paesi peggiori di quello che erano”, ha aggiunto. “Se l’Europa non chiude i confini è finita”, ha detto ancora il tycoon, ponendo l’accento su quanto accaduto a Milano lo scorso weekend, con diversi negozi devastati e saccheggiati, con le violenze che hanno riguardato soprattutto la zona di Piazza Duomo e dintorni. “È una polveriera pronta a esplodere, è molto triste per me assistervi – ha detto ancora Trump – Noi abbiamo chiuso le frontiere, non entra nessuno e stiamo facendo uscire tutte queste persone. Tutti quelli che sono entrati illegalmente se ne stanno andando“.
I numeri degli interventi di polizia in Italia dell’ultimo fine settimana comprendono 32 arrestati, di cui 13 stranieri e 23 minorenni, e 28 denunciati, tra i quali 15 stranieri e 23 minorenni. Per 174 delle persone accompagnate in Questura è scattato invece il fermo di prevenzione di polizia, introdotto dal decreto sicurezza del 2026, all’articolo 11 bis. Un quadro che riporta al centro il tema della partecipazione di giovanissimi agli episodi di violenza e delle difficoltà nel contenere gruppi mobili e frammentati. La procura di Milano ha chiesto il carcere per sei maggiorenni devastazione e resistenza aggravata per le violenze di sabato, stessa richiesta per altri cinque maggiorenni per quanto avvenuto domenica.
In Francia, invece, sono 2.513 i fermi di polizia effettuati in Francia dall’inizio delle proteste degenerate in caos e devastazioni questo fine settimane, 67 le persone incarcerate: è quanto ha riferito in serata il ministro francese della Giustizia, Gérald Darmanin, intervistato da TF1. Il Guardasigilli ha inoltre annunciato di aver inviato “una direttiva a tutte le procure di Francia, chiedendo di procedere con una qualificazione giuridica legata alla criminalità organizzata”. Ciò consentirà, in particolare, di estendere la durata dei fermi da 48 a 72 ore e di ricorrere a strumenti quali la geolocalizzazione e le intercettazioni telefoniche: questo permetterà di stabilire “dove si trovavano le persone nel momento in cui venivano saccheggiati i negozi o attaccate le sedi municipali”.
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