Banche, il Rapporto Abi: prestiti a famiglie e imprese in rialzo del 3,4%

La raccolta diretta è aumentata del 2,3%, mentre obbligazioni e depositi mostrano una dinamica positiva, con rendimenti in moderato incremento. I crediti deteriorati netti sono scesi a 28 miliardi, pari all'1,30% dei crediti totali
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Ad agosto 2026 il totale dei prestiti a imprese e famiglie è aumentato del 3,4% su base annua, in lieve accelerazione rispetto al +3,3% di luglio. La dinamica prosegue il percorso di espansione iniziato a marzo 2025, con livelli tornati a quelli di ottobre 2022. È quanto emerge dal Rapporto mensile dell'Abi. Per le famiglie si tratta del ventesimo mese consecutivo di crescita, per le imprese è il quattordicesimo.
Andamento dei tassi
Il tasso medio sul totale dei prestiti è stato pari al 4,19% (+0,02% rispetto al mese precedente). Il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è salito al 3,56% (+0,16%), mentre quello sui nuovi finanziamenti alle imprese è sceso al 3,66% (-0,13%).
Raccolta diretta e depositi
La raccolta diretta complessiva è cresciuta del 2,3% su base annua, confermando la dinamica positiva avviata a inizio 2024. I depositi, nelle diverse forme, sono aumentati dell'1,8% (+2,4% a luglio). La raccolta a medio e lungo termine tramite obbligazioni è salita del 6,0% (+5,7% il mese precedente). La raccolta indiretta, cioè gli investimenti in titoli custoditi dalle banche, ha registrato un incremento di 45 miliardi tra luglio 2025 e luglio 2026.
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Rendimenti della raccolta
Il tasso medio sui nuovi depositi a durata prestabilita è aumentato al 2,40% (2,39% a luglio). Il rendimento delle nuove emissioni di obbligazioni bancarie a tasso fisso è stato pari all'1,73%. Il tasso medio sul totale dei depositi (certificati di deposito, risparmio e conti correnti) è rimasto stabile allo 0,69%, mentre il tasso sui conti correnti è invariato allo 0,32%. Lo spread tra i tassi sui nuovi prestiti e quelli sulla nuova raccolta con famiglie e società non finanziarie è stato pari a 211 punti base.
Crediti deteriorati
A luglio 2026 i crediti deteriorati netti ammontavano a 28 miliardi di euro, in calo rispetto ai 28,6 miliardi di marzo e ai 29,1 miliardi di dicembre 2025. Dal picco di 196,3 miliardi del 2015 la riduzione supera i 168 miliardi. A luglio i crediti deteriorati netti rappresentavano l'1,30% dei crediti totali, in miglioramento rispetto a marzo 2026.
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