Nazionale, Bianchedi si dimette: 'Messi in discussione i miei valori'
Se comissariare la Federcalcio lo deciderà il Coni, la politica non c'entra: Andrea Abodi risponde così, da Milano, alle voci 'contro', da Ceferin e altri dirigenti europei che difendono l'autonomia Figc, a De Laurentiis che ha puntato il dito esplicitamente contro il ministro per lo sport e quello dell'Economia, Giancarlo Giorgetti. "E' evidente a tutti che la mia è una vicenda che ha poco a che vedere con lo sport..", aveva ribadito nei giorni scorsi il presidente federale, Giovanni Malagò, la cui elezione andrà sotto la lente di Giunta e Consiglio, dopo gli impegni della nazionale, per il mancato tesseramento.
Nel giorno in cui al Coni è arrivato il quarto e ultimo parere di giuristi sull'incidenza regolamentare del mancato tesseramento, e dall'altra parte si lavora ai contropareri degli esperti di Malagò, Abodi si è espresso sul contesto attorno a una decisione che, da parte Coni, non è solo giuridico: "Qui non c'è un tema né personale né politico. Il tentativo di metterlo su questo piano è un tentativo di confusione, della quale non ha bisogno un sistema che ha bisogno di ripartire. Nel momento in cui è il Coni che prende una decisione, metterla sul piano politico è una mortificazione nei confronti del Coni che credo che il Coni non meriti", le parole del ministro, che aspetta il confronto di Giunta e Consigli.
"Serve affrontare con decisione, ognuno con le proprie convinzioni, un argomento che comunque è sottoposto alla valutazione non di una persona ma di più persone, questo deve essere anche un fattore di garanzia: deciderà la Giunta, deciderà il Consiglio nazionale. Più garanzie di queste non ce ne sono. Ci sono dei pareri e chi ha la responsabilità, come la mia, di vigilare non sulle federazioni ma eventualmente sul Coni, non ha bisogno di intervenire e di aggiungere altro".
Abodi, dopo aver concordato con lo stupore di Petrucci per il dissenso di De Paola e Bianchedi, vice di Buonfiglio, sul commissariamento della federpesi ("normalmente questi rapporti così non durano molto nel ruolo e nella funzione"), ha anche 'blindato' Mancini. "Lui non è in discussione, la vicenda Figc non avrà ripercussioni sulla nazionale". Come da codice civile, gli atti firmati da Malagò non sono nulli (semmai annullabili), ma a pesare è la 'buona fede' del presidente.
Intanto oggi la Federcalcio ha inviato il primo dossier stadi per Euro 2032: come anticipato dall'Ansa, ci sono 13 città, con 14 impianti (per la Capitale oltre all'Olimpico il nuovo stadio Roma a Pietralata; per Napoli il Maradona). Sarà l'Uefa a indicare la rosa ristretta, dalla quale poi la Figc dovra' scegliere i cinque impianti. "Sono soddisfatto dal numero e dalla qualita' dei dossier - le parole di Malagò, che ha girato a Ceferin tutte le proposte italiane - Il lavoro svolto finora conferma la volontà condivisa di offrire a Euro 2032 città e impianti all'altezza di un grande evento internazionale".
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