Kiev attacca centro logistico del colosso russo Ozon e una raffineria a Saratov

IL PUNTO - Ucraina, raid su un centro commerciale a Pavlohrad e tensioni sui cieli: la scia di sangue oscura i tentativi di negoziato
Le discussioni diplomatiche e gli sforzi per avviare un negoziato in Ucraina continuano a fare soltanto da sfondo a una guerra che, sul campo, non sembra conoscere sosta. Tra raid quotidiani, attacchi incrociati e tensioni internazionali, il bilancio delle vittime torna ad allungarsi drammaticamente.
L'ultimo drammatico episodio si è consumato in pieno giorno a Pavlohrad, dove un attacco russo ha colpito in pieno un centro commerciale. Le bombe hanno causato devastazione, provocando almeno 4 morti e oltre 60 feriti, tra cui tre giovani di 13, 14 e 15 anni.
Dal Canada, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha diffuso le immagini della distruzione, tra edifici sventrati e auto in fiamme, lanciando un nuovo appello alla comunità internazionale: "Il mondo vede cosa sta facendo la Russia. E l'Ucraina riceverà sostegno".
Il giallo del drone in Moldavia e la carenza di munizioni
Mentre le immagini di Pavlohrad si sommano a quelle dei raid su Kiev e Sumy, a livello diplomatico ed europeo ha fatto discutere il caso del drone russo precipitato in Moldavia. Inizialmente si era parlato di un velivolo che aveva "quasi colpito" l'aereo presidenziale di Zelensky, ma le autorità di Chisinau e fonti di Kiev hanno ridimensionato l'accaduto. Il drone è esploso a circa 160 km dall'aeroporto della capitale moldava, causando ritardi nei voli ma senza rappresentare un pericolo immediato per la delegazione ucraina.
Tuttavia, la situazione nei cieli rimane critica per Kiev. Secondo quanto riportato dall'Economist, l'Ucraina sta esaurendo le scorte di missili AIM-120 e AIM-9 destinati agli F-16 per intercettare i missili da crociera e i nuovi droni a reazione Geran-4 e Geran-5, oltre a fare i conti con la scarsità di munizioni per i sistemi Patriot. In risposta a questo fabbisogno, il Canada ha garantito uno stanziamento di 350 milioni di dollari canadesi per la difesa aerea e l'adesione al programma europeo Freyja.
Attacchi in territorio russo e la linea dura del Cremlino
La guerra continua a varcare i confini anche sul fronte opposto: si registrano morti e feriti nei raid ucraini a Voronezh e Belgorod, mentre a Sochi, nota località balneare sul Mar Nero, un attacco di droni marini ha provocato otto feriti tra i civili.
Nonostante il costante spargimento di sangue, il Cremlino non mostra segni di apertura. Il portavoce Dmitry Peskov ha ribadito che le condizioni della Russia per un negoziato restano immutate rispetto a due anni fa: ritiro delle truppe ucraine, riconoscimento dell'annessione delle quattro regioni contese (Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson) e rinuncia di Kiev all'ingresso nella NATO. Esclusa anche qualsiasi tregua sugli impianti energetici: la Russia continua ad puntare sulle infrastrutture elettriche ucraine in vista dell'inverno, definendole il vero "tallone d'Achille" del Paese.
Ombre di guerra ibrida tra NATO e Russia
Sullo sfondo di un possibile incontro tra Zelensky e Donald Trump a fine settembre a New York, la tensione tra Mosca e l'Occidente si arricchisce di nuovi capitoli di "guerra ibrida".
Secondo la Reuters, i sottomarini della NATO avrebbero intercettato nelle acque artiche dei sommergibili russi intenti ad addestrarsi all'uso di armi in grado di tranciare i cavi sottomarini strategici. Contestualmente, Mosca ha reso noto l'arresto da parte dell'FSB di un'ex guardia dell'ambasciata britannica, accusata di preparare atti di sabotaggio per conto dei servizi di Kiev. Un quadro complesso che rende le prospettive di pace sempre più lontane.
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