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Saturday, September 19, 2026

Lo stadio San Siro compie 100 anni, la sua storia: “Il monumento iconico di Milano, dopo il Duomo e la Scala” | L’estratto

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Lo stadio San Siro compie 100 anni, la sua storia: “Il monumento iconico di Milano, dopo il Duomo e la Scala” | L’estratto

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Oggi, 19 settembre, San Siro compie cent’anni. Proprio mentre il suo futuro sembra già scritto: il Meazza è destinato all’abbattimento per lasciare spazio a un nuovo stadio, mentre a Milano resta aperto il confronto tra chi considera la demolizione necessaria e chi difende un monumento della storia e dell’identità della città.

In questo passaggio simbolico, San Siro 1926-2026. I 100 anni della “Scala del calcio” di Francesco Bogliari (Mind Edizioni, pagine 240, prezzo 28 euro) ricostruisce un secolo di vita dello stadio attraverso sport, architettura, politica, urbanistica e cultura popolare. Un prezioso viaggio nella memoria del Meazza, fondamentale per comprenderne il valore storico proprio nel momento in cui Milano discute del suo addio.

Di seguito un estratto del libro, per gentile concessione della casa editrice.

UN LUOGO MITICO
Il “primo” San Siro visse tredici anni (dal 1926 al 1939), il “secondo” sedici, compresa la sospensione bellica (dal 1939 al 1955). Sarà il “terzo” San Siro, quello del secondo anello, ad avere la vita più lunga: trentacinque anni (dal 1955 al 1990). E anche più ricca e piena.
È uno stadio esteticamente riuscito, all’avanguardia dei tempi per tecnologia e funzionalità: le sue scale elicoidali si possono annoverare tra i capolavori dell’architettura sportiva (e non solo) del secondo Novecento italiano.
È lo stadio che ospita due grandi finali di Coppa dei Campioni (Inter-Benfica 1-0 del 27 maggio 1965 e Feyenoord-Celtic 2-1 del 6 maggio 1970), la finale della Coppa Intercontinentale dell’8 settembre 1965 vinta dall’Inter contro gli argentini dell’Independiente; la finale di andata della Coppa Intercontinentale dell’8 ottobre 1969 vinta 3-0 dal Milan (che poi vincerà la Coppa) contro gli argentini dell’Estudiantes. Ma anche quindici partite della Nazionale (12 vittorie e 3 pareggi, nessuna sconfitta: un campo “amico” per gli Azzurri), tre incontri del campionato europeo del 1980 e 30 incontri delle tre edizioni del Mundialito per club 1981, 1983 e 1987. Ma anche una partita di rugby (Italia-Romania del 1988) e quattro mitici match di pugilato: Duilio Loi contro Carlos Ortiz del 1960 e del 1961, Benvenuti-Mazzinghi del 1965 e Mazzinghi-Kim Ki-soo del 1968.
Nel frattempo, nel 1957, era stato realizzato l’impianto di illuminazione, a opera della società elettrotecnica Buini & Grandi di Bologna, con 180 proiettori distribuiti su quattro tralicci agli angoli dello stadio, del costo di circa 33 milioni di lire dell’epoca (per la precisione 33.217.550).
L’impianto fu inaugurato con l’amichevole Milan-Fiorentina (campione d’Italia in carica) del 28 agosto 1957, vinta dai rossoneri per 4-0. L’onere finanziario dell’impianto fu sostenuto dal Milan, che negli anni successivi ricevette rimborsi tramite l’esenzione dal pagamento dei diritti dovuti al Comune per le partite in notturna fino ad avvenuta compensazione, mentre l’Inter per le notturne fu chiamata a pagare un sovrapprezzo del 3% dell’incasso. L’impianto verrà completamente rinnovato nel 1979. Dieci anni dopo, nel 1967, fu installato il primo tabellone luminoso elettronico.
Poi comincia l’era dei concerti, con Bob Marley, Pino Daniele e Edoardo Bennato nel 1980, Carlos Santana e Bob Dylan nel 1984, Bruce Springsteen nel 1984; e nel 1985 fu la volta dei Genesis e di David Bowie. È questo lo stadio che ha ospitato e accolto la generazione dei boomers. È il monumento iconico di Milano, dopo il Duomo e la Scala, e prima del Castello Sforzesco e della basilica di Sant’Ambrogio. Un luogo mitico, insomma.
Ma nemmeno il “terzo” San Siro (che venne intitolato al due volte campione del mondo Giuseppe Meazza in occasione del derby del 2 marzo 1980) è eterno. Già a metà degli anni Ottanta erano cominciate le discussioni sul suo ennesimo, necessario upgrade.
Nell’ottobre 1977 l’UEFA (Union of European Footballs Associations) aveva assegnato all’Italia l’organizzazione degli Europei di calcio del 1980 e San Siro fu uno degli impianti scelti per ospitare la manifestazione, ma a questo fine risultarono urgenti alcuni interventi per rinforzare soprattutto la struttura del primo anello edificata nel 1939. Fu varato un piano di ristrutturazione da 4 miliardi di lire che prevedeva la posa di mensole d’acciaio a stabilizzazione del secondo anello; al contempo vennero rifatti gli spogliatoi e le cabine stampa. I lavori, che sarebbero dovuti durare solo tre mesi, si protrassero dal 1977 fino all’inizio del campionato 1979-80, perché la ditta appaltatrice aveva riscontrato diverse incongruenze tra i progetti dell’estensione del 1955 e le realizzazioni effettive. Lo stadio poté così ospitare tre incontri della fase a gironi del campionato europeo: Italia-Spagna (0-0), Belgio-Spagna (2-1) e Cecoslovacchia-Paesi Bassi (1-1), per un totale, invero modesto, di poco più di 65.000 spettatori complessivi.

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