Iran: "Lo Stretto di Hormuz rimane chiuso se non verranno soddisfatte le nostre condizioni"

Tensione in Israele: Eisenkot attacca Netanyahu dopo il caso Flydubai e chiede responsabilità sul 7 ottobre
L'ex capo di Stato maggiore e leader del partito Yashar!, Gadi Eisenkot, ha lanciato un duro attacco contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a seguito del sventato dirottamento del volo Flydubai diretto a Tel Aviv. Eisenkot ha collegato direttamente la sfiorata tragedia al rifiuto del governo di istituire una commissione d'inchiesta statale sugli eventi del 7 ottobre 2023, affermando che "chi teme la parola responsabilità e fugge dall'indagine sulla verità mette ogni giorno Israele in pericolo".
Nel suo intervento su X, Eisenkot ha definito il salvataggio di circa 180 passeggeri israeliani — reso possibile solo grazie all'eroismo dell'equipaggio — la dimostrazione di un "terribile fallimento" sistemico. Il principale sfidante di Netanyahu in vista della tornata elettorale del 27 ottobre ha inoltre puntato il dito contro la gestione del Ministero dei Trasporti, denunciando la presenza di piloti originari di "Stati nemici" e sostenendo che le falle emerse sul caso Flydubai confermano le gravi carenze della leadership attuale nella tutela della sicurezza nazionale.
Stati Uniti, espulsi due diplomatici iraniani rimasti a New York dopo l'ONU
Due membri della delegazione iraniana che aveva partecipato all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York sono stati espulsi dagli Stati Uniti per non aver rispettato l'ordine di lasciar il Paese. A darne notizia è la testata Axios, citando fonti del Dipartimento di Stato americano guidato dal Segretario Marco Rubio.
Secondo quanto ricostruito dalle autorità statunitensi, i due funzionari erano rimasti in territorio americano ben oltre la conclusione dei lavori delle Nazioni Unite e a diversi giorni dall'ultimatum formale inviato alla missione di Teheran. Rintracciati a New York, i diplomatici sono stati presi in consegna dalle forze di sicurezza ed espulsi dal Paese, confermando la linea di massima fermezza adottata da Washington nei confronti dei rappresentanti iraniani.
Mondo politico in agitazione: Trump avverte Teheran prima del rally in Ohio
Prima di imbarcarsi sul Marine One alla Casa Bianca per raggiungere l'Ohio, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rilasciato nuove e perentorie dichiarazioni alla stampa sul dossier iraniano. Affermando che "l'Iran è stato decimato" e che avrebbe "virtualmente abbandonato qualsiasi piano per ottenere un'arma nucleare", il Tycoon ha sottolineato di essere pronto a prendere una decisione imminente sulla rotta da seguire con Teheran.
Nel suo consueto stile diretto, Trump ha precisato che la risposta americana potrà avvenire "con le buone o con le cattive", lasciando aperta la porta a una linea dura qualora non si giunga a un accordo definitivo. Le parole del presidente giungono in un momento di forte pressione diplomatica ed economica condotta da Washington, ricalcando la fermezza già ribadita dal segretario alla Difesa Pete Hegseth nel confermare l'obiettivo prioritario di neutralizzare il programma nucleare iraniano.
Nuova escalation in Medio Oriente: raid su Sana'a, attacco ad Aramco e vertice segreto a Camp David
Si riaccende violentemente la tensione tra l'Arabia Saudita e i ribelli Houthi del Yemen. Nelle ultime ore, l'emittente vicina al gruppo filoiraniano, Al-Masirah, ha accusato il Regno saudita di aver sferrato circa 26 raid aerei sulla capitale Sana'a e attacchi missilistici contro le infrastrutture di telecomunicazione nella roccaforte di Saada. Quasi contemporaneamente, fiamme e dense colonne di fumo sono state avvistate levarsi da un impianto della compagnia petrolifera statale Saudi Aramco alle porte di Riad, a seguito di un attacco rivendicato dai ribelli con droni e missili balistici.
Mentre il conflitto sul campo si inasprisce, dall'altra parte dell'Oceano la crisi mediorientale è finita al centro di un vertice ad alto livello a Camp David. Alla riunione riservata — presieduta dal vicepresidente americano JD Vance e a cui hanno partecipato il segretario di Stato Marco Rubio, il capo del Pentagono Pete Hegseth, il direttore della CIA John Ratcliffe, il capo degli Stati Maggiori Congiunti Dan Caine e l'inviato Steve Witkoff — sono state discusse le prossime strategie per contenere l'Iran e gestire l'offensiva saudita in Yemen. L'assenza del presidente Donald Trump, impegnato in tour elettorale in vista delle midterm, confermerebbe comunque la linea dura dell'amministrazione americana, mentre il Tycoon continua ad rassicurare gli elettori sull'imminente fine delle ostilità e sul calo del prezzo dei carburanti.
Una compagnia irachena trasporta 2 milioni di barili attraverso Hormuz
La compagnia statale Iraq Oil Tankers Company ha comunicato di aver trasportato 2 milioni di barili di greggio attraverso lo Stretto di Hormuz a bordo di una superpetroliera. Lo riporta Al Jazeera. Secondo il direttore generale dell'azienda, è la prima volta in decenni che Baghdad effettua un trasporto del genere.
il presidente iraniano Pezeshkian annuncia "nuovo assetto" per gestire sanzioni
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha affermato che il governo ha adottato un "nuovo assetto per gestire" le sanzioni economiche, definite "queste circostanze particolari". "Il piano del nemico negli ultimi mesi e' stato quello di tagliare le arterie vitali del Paese con l'obiettivo di mettere sotto pressione il nobile popolo iraniano", ha dichiarato il presidente iraniano in un post su X, "la pressione economica si è intensificata, ma per grazia di Dio, con il sostegno del popolo e le misure adottate dai nostri colleghi di governo, non abbiamo permesso che gli obiettivi del nemico nella guerra economica si realizzassero"
Stabilimento Aramco attaccato dagli Houthi (@HormuzLetter)
L'IDF conferma attacco per eliminare Al-Amoudi alto esponente di Hamas presente a Gaza
Le forze armate israeliane e lo Shin Bet hanno confermato di aver condotto un attacco a Gaza contro Ali Ahmed Al-Amoudi, indicato da diversi media israeliani come il "braccio destro" dell'ex leader di Hamas, Yahya Sinwar, e attuale vice presidente dell'ufficio politico del movimento nella Striscia. Secondo le Idf, Al-Amoudi è il più alto esponente di Hamas presente a Gaza. L'esercito israeliano sostiene che Al-Amoudi fosse direttamente coinvolto nelle attività di Hamas e nella ricostruzione dell'organizzazione, e che fosse stato assistente personale di Sinwar, partecipando anche alle decisioni relative all'attacco del 7 ottobre. L'attacco è stato condotto, secondo le Idf, mentre Al-Amoudi si trovava in un appartamento utilizzato da Hamas per attività operative. Non sono stati forniti dettagli sull'esito dell'operazione.
raid israeliano a Gaza a Beit Lahya (@DmodosCutter)
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