Subì violenze sessuali da sette ragazzi alla Cornell University, solo due espulsi: per gli altri un tema di punizione
Sono state riaperte le indagini circa le accuse di stupro di gruppo rivolte ad alcuni membri di una confraternita della Cornell University. L’evento risale, secondo la testimonianza della donna, ad ottobre 2024, quando sette studenti della prestigiosa università americana l’hanno costretta a bere alcolici e ad assumere droghe – marijuana e soprattutto ketamina – per poi violentarla per diverse ore. I fatti si sono svolti nei locali della confraternita Chi Phi del campus Ivy League, dove i ragazzi, consapevoli dell’incapacità di reagire della vittima, hanno successivamente scritto sul gruppo Whatsapp della confraternita “sesso gratis” invitando altri membri a partecipare.
Un’inchiesta interna del NY Times ha accertato due fatti: la ragazza ha denunciato le violenze due settimane dopo averle subite, a causa dello stato di shock in cui si trovava; nella trascrizione della sua relazione, lunga oltre 120 pagine, non è mai menzionata la parola “stupro“. L’inchiesta interna della Cornell University portò, oltre alla chiusura della confraternita Chi Phi, all’espulsione di due degli studenti denunciati, mentre per gli altri cinque la punizione fu quella di scrivere un tema sull’accaduto. Matthew Van Houten, procuratore distrettuale della contea di Tompkis, dopo aver annunciato la riapertura delle indagini, è stato sollevato dall’incarico di sovrintendere il caso; al suo posto la governatrice di New York Kathy Hochul ha nominato il procuratore generale dello Stato come procuratore speciale per le indagini sul presunto stupro di Cornell. “Le nuove informazioni hanno sollevato seri interrogativi su come è stato gestito questo caso e ho perso fiducia nella capacità del procuratore distrettuale della contea di Tompkins di supervisionarlo in modo imparziale”, ha dichiarato Hochul.
Lasciano un po’ a desiderare le parole del Presidente degli Stati Uniti su un caso che sta acquisendo sempre più rilevanza nel dibattito pubblico del Paese: “Non ne so molto, ma la Cornell è un’ottima università e sono certo che faranno la cosa giusta” ha affermato Donald Trump.
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