Le borse europee aprono in territorio positivo, ritracciano i prezzi energetici

Il petrolio rimane il principale elemento di rischio sui mercati. Ieri il prezzo del brent è schizzato a quota 109 dollari, stamattina ritraccia a 106 dollari al barile, ma segna comunque un aumento settimanale del 10% a causa dei flussi limitati attraverso Hormuz per i reciproci attacchi tra Stati Uniti e Iran.
E allo stesso modo si comporta il gas, che sulla piazza di Amsterdam è quotato a 80,7 euro/mgwh, in crescita del 12% su venerdì scorso.
Le borse europee aprono le contrattazioni in territorio positivo: Milano +0,7%, Parigi +0,5% e Francoforte +0,3%. Londra è sulla parità.
In forte calo, invece, le borse asiatiche nonostante la solidità di alcuni titoli tecnologici: Tokyo (-1,87%), Seul (-1,76%) e Shanghai (-1,23%).
A innescare l’avversione al rischio è anche l'aumento dei rendimenti obbligazionari, dopo la decisione ieri della Bce di aumentare i tassi d'interesse di 25 punti base. Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è stabile a 87 punti base, con il rendimento del decennale al 4,37%. Mentre il treasury Usa si avvicina alla quota psicologica del 5%, i mercati scontano al 70% la probabilità di un rialzo dei tassi anche della Fed , la prossima settimana. Con l'inflazione annuale alla produzione ha accelerato al 5,4%, cruciale sarà il dato che sarà pubblicato nel pomeriggio sull’inflazione dei prezzi al consumo.
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.