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Monday, October 12, 2026

Willie Peyote in concerto nei club ci insegna a rialzarci dopo uno schianto prolungato

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L'artista torinese porta sul palco la rabbia di una e più generazioni che non si arrendono e dimostra che la musica in questa epoca assediata dai sovranisti sa come fare...Resistenza. IL RACCONTO

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Un vero concerto militante. Quelli che chi oggi sfida la vita sotto i trent'anni, o galleggia poco più su, ha sentito raccontare da chi è più grande o a letto in qualche libro o ci si è incagliato in qualche documentario. Willie Peyote alias Gugliemo Bruno ha portato al Vox di Nonantola (sempre baluardo accogliente della musica indipendente) la data zero del suo Club Tour 2026 che partirà, ufficialmente, il 20 ottobre da Milano per poi fare tappa il 23 a Molfetta, il 24 a Napoli, il 27 e 28 a Bologna (prima data giàsold out), il 30 a Firenze, il 31 a Roma per poi traslocare il 3 e il 4 novembre a Venaria Reale (la data del 3 anche lei sold out) e chiudere il 7 a Padova. Ad accompagnare Willie Peyote sul palco la sua band formata da Daniel Bestonzo (tastiere), Dario Panza (batteria), Luca Romeo (basso), Damir Nefat (chitarra), Enrico Allavena (trombone) e Pugni (cori e chitarra acustica). Quest'ultimo, all'anagrafe Lorenzo Pagni, è colui cui è affidato l'opening act: il suo è un cantautorato ruvido ma potente ( è appena uscito il nuovo singolo Troppo Poco) e tanta parte del pubblico ha cantato con lui. E questa è una buona notizia, significa che la bella musica ha canali di diffusione magari un po' clandestini ma efficaci. Però Lorenzo una cosa non va fatta: accendersi una sigaretta all'interno del locale; vero che il concerto era finito e molta gente già stava guadagnando il ritorno a casa ma se vedono fumare te che fino a poco prima eri sul palco diventa legittimazione.

UN VIAGGIO LUNGO DUE ORE IN UN MONDO CHE METTE ANSIA

Oltre un'ora prima delle fatidiche ore 21 stampate sul biglietto, che poi tra l'apertura di Pugni e il veloce cambio palco sono diventate le 21.30 più che abbondanti, la gente ha cominciato ad affolare il Vox di Nonantola, tempio storico per la musica ma soprattutto un luogo che fa del rispetto e dell'educazione il suo biglietto da visita, per la data zero del Club Tour 2026 di Willie Peyote. L'artista torinese ha costruito una scaletta pescando nei suoi sei album con uno sguardo particolare al fresco Anatomia di uno Schianto Prolungato. La scelta dei brani e la loro "esibizione" sul palco ha accontentato il pubblico, felice per essere stato parte di un viaggio lungo due ore il cui punto di partenza "ufficiale" è il 2013 col debut album Non è il mio genere, il genere umano. I musicisti, oltre a essere straordinari, hanno spazi singoli e collettivi per sottolineare il valore dei testi di Willie: ci sono momenti in cui lo stesso artista si siede sul palco e ascolta affascinato la sua band e si respira un'aria da jammin. L'apertura è affidata a due brani del disco più recente e sono In Cerca di uno Schianto e Sapore di Marsiglia per poi retrocedere al 2017 con un brano che è una pietra angolare nel cantautorato italiano e si intitola Portapalazzo, che è anche il quartiere di Torino dove Gugliemo abita. Tra le altre arrivano Kodak e Willie Pooh poi come un urlo "munchiano" le coscienze vengono frustate da Io non sono Razzista ma... canzone del 2015 la cui ironia è drammaticamente reale: "Parla di equità, ce ne fosse la metà sSaremmo già da un pezzo in fuga in mare aperto. E parla di onestà, ce ne fosse la metà sareste già da un pezzo, prossimi all'arresto". Burrasca e Tua Madre donano, almeno melodicamente, dolcezza mentre Mai dire Mia (La Locura) ci rammenta che "questa è l'Italia del futuro, un paese di musichette mentre fuori c'è la morte". Il pubblico è il coro che non è presente sul palco, accompagna Willie e i suoi musici per tutto il concerto. Ho molto apprezzato che hanno rinunciato alla pantomima dell'uscita di scena per poi rientrare per i due bis: è come quando ti manca il fiato e perdi il ritmo. Il finale è di una bellezza rara per un live: Grazie ma no Grazie, La Tua Futura Ex Moglie, Che Bella Giornata, C'era una Vodka e Non c'è di Che. Quello che ho visto a Nonantola è un qualcosa che va oltre il concerto, è la musica che diventa racconto di una e più generazioni senza stella polare, che hanno bisogno di persone come Willie che gli raccontino la vita e gli spieghino che i muri sono un retaggio delle dittature e proprio per questo non devono esistere. Per parafrasare Giorgio Gaber ho partecipato a una serata che attraverso la musica è diventata uno spazio libero e di partecipazione.

Approfondimento

Willie Peyote torna con l'album Anatomia di uno Schianto Prolungato

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