PunchAPC rally disruption: SDP rejects Nasarawa claims against Al-Makura, AdamuCNN Türkİzmir'de uyuşturucu operasyonu: 7 gözaltıThe Jerusalem PostDemocracy was top Jewish voter concern in midterms, not Israel or antisemitism - poll한겨레‘AI 공포’에 안전자산으로 몰렸다…금값, 일주일 전보다 5% 넘게 올라ZDF heuteAktuelle Pressemitteilungen des ZDFSouth China Morning PostHow Japan’s 660 most wanted stay hidden: slums, day labour and forged IDsRolling StoneNile Rodgers Defends AI Use in Music Video: ‘We Created Everything … The AI Did What We Told It to Do’매일경제피노, 1830억 원 규모 유증 단행…이차전지 소재 사업 체질 개선Malay MailThe iPhone Duo is my new favourite iPhone but is it for you?The Sydney Morning HeraldBeau Lamarre-Condon trial live updates: Alleged double murderer, former NSW Police officer returns to witness box, asked about relationship with Jesse BairdBillboardAmy Winehouse’s ‘Back to Black’ Reissue Sparks Top 10 Chart ReturnCBS NewsMississippi Senate race is toss-up, with razor-thin margin
The Daily Newsstand · Free, Always
Friday, November 6, 2026

Ucraina: dopo la sconfitta di Trump, Meloni cerca Bruxelles. Lettera a Costa: “Chi negozia per la Ue e con che mandato?”

Translate

Ucraina: dopo la sconfitta di Trump, Meloni cerca Bruxelles. Lettera a Costa: “Chi negozia per la Ue e con che mandato?”

Icona dei commenti Commenti

Giorgia Meloni chiede all’Europa di decidere “una volta per tutte chi siede al tavolo negoziale” sull’Ucraina e “con quale mandato”. In una lettera al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa (foto), sollecita una discussione al vertice informale di Dublino e una decisione a dicembre. Altrimenti, avverte, l’Ue rischia “l’irrilevanza nel processo negoziale”. Ma la richiesta arriva mentre Francia, Germania e Regno Unito hanno già conquistato un ruolo centrale nei colloqui preparatori, dai quali l’Italia è rimasta esclusa. E, sottolineano dall’opposizione, all’indomani della sconfitta di Donald Trump alle elezioni di medio termine.

“Non sto chiedendo un posto per l’Italia in questo o in quel formato”, precisa la premier, che però aggiunge: “Non siamo disposti ad accettare che si negozino, in assenza di un mandato, impegni che anche la nostra Nazione sarà poi chiamata ad assumere”. Denuncia un’Europa “in ordine sparso”, citando le riunioni ristrette a Miami, i contatti con Putin, gli incontri tecnici a Bruxelles, i futuri colloqui di Abu Dhabi e le iniziative dei vertici della Coalizione dei Volenterosi. Ma la sua è davvero una conversione europeista dopo la batosta di Trump alle elezioni di metà mandato? Meloni chiedeva già a giugno un negoziatore europeo autorevole e un mandato condiviso, e fin dal 2025 aveva sostenuto che le decisioni comuni andassero prese a Bruxelles. Convinta che non ci possano essere garanzie di sicurezza per Kiev senza coinvolgere gli Stati Uniti, e contraria a formati che pretendano di rappresentare l’Europa senza un mandato, Meloni ha sempre respinto l’ipotesi franco-britannica di schierare truppe europee in Ucraina, escludendo categoricamente la partecipazione italiana.

Ma nel frattempo, gli altri sono andati avanti. Francia e Regno Unito hanno assunto la guida dei Volenterosi, mentre la Germania ha investito ingenti risorse militari. Il 4 e 5 novembre, ai colloqui preparatori di Bruxelles sulle garanzie di sicurezza, l’Italia non c’è e intanto il formato ristretto di Francia, Regno Unito e Germania sembra consolidarsi. Quanto a Trump, Meloni è stata accusata di privilegiare il rapporto con Washington per rafforzare la propria posizione in Europa, anche a costo di dividerla. La sconfitta elettorale del Tycoon, ora costretto a confrontarsi con un Congresso in mano ai democratici, potrebbe offrire alla premier l’occasione per riavvicinarsi ai partner europei. Ma questo non cancella il ritardo accumulato. Il M5S, con Francesco Silvestri, la accusa di avere isolato l’Italia e di essere ora costretta a “mendicare protagonismo”. Meloni dovrebbe partecipare personalmente al vertice dei Volenterosi del 19 novembre a Berlino, pur contestando la proliferazione dei tavoli e non riconoscendo il diritto di alcuni di negoziare per tutta l’Ue. Per quello, ribadisce Meloni nella lettera a Costa, ci vuole un negoziatore e un mandato. Da capire cosa farebbe Roma se quel mandato comprendesse garanzie militari sul territorio ucraino, quelle che finora Meloni ha potuto escludere categoricamente.

View the original on Il Fatto Quotidiano →

KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.