Piano Autoimpiego: oltre 3.200 imprese avviate da giovani con meno di 35 anni

Sono stati coinvolti circa 3.500 giovani da Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego Centro-Nord. Il 39% delle richieste è promosso da donne. Per accedere alle agevolazioni possibile ancora presentare le domande sul portale di Invitalia
I punti chiave
- I beneficiari e le due tipologie di incentivo
- I settori più coinvolti sono il turismo, i servizi alla persona e alle imprese
- La formazione attraverso la piattaforma Siisl
Per l’avvio di nuove imprese o attività professionali sono oltre 3.200 i progetti approvati che beneficiano di incentivi, con 260 milioni di euro di investimenti attivati per 215 milioni di euro di agevolazioni concesse e il coinvolgimento di circa 3.500 giovani fino a 35 anni di età. Il 39% delle richieste è promosso da donne.
È il bilancio ad un anno dall’apertura dello sportello per la richiesta di incentivi per l’avvio di nuove imprese o attività professionali, nell’ambito del Piano Integrato Autoimpiego avviato dal ministero del Lavoro con il decreto Coesione per sostenere la nascita di nuove attività imprenditoriali, di lavoro autonomo e libero-professionali promosse da giovani under 35. L’iniziativa, cofinanziata dall’Unione Europea attraverso il Programma nazionale Giovani, donne e lavoro - Fse+ 2021-2027, si avvale per l’attuazione di una partnership tra Ente Nazionale Microcredito, Invitalia e Sviluppo Lavoro Italia.
I beneficiari e le due tipologie di incentivo
Il Decreto legge n. 60/2024 (Decreto Coesione), convertito dalla legge n. 95/2024, ha introdotto due misure per sostenere l’avvio di nuove attività da parte dei giovani: Resto al Sud 2.0 (coinvolge Mezzogiorno e aree della ZES unica) e Autoimpiego Centro-Nord. Possono beneficiare delle agevolazioni i giovani di età compresa tra 18 e 35 anni non compiuti in condizione di disoccupazione, inattività o inoccupazione, iscritti al programma di politiche attive del lavoro GOL, oppure i cosiddetti working poor.
Sono previste due modalità di agevolazione: la prima è sotto forma di Voucher di avvio a fondo perduto fino a 30mila euro per attività nel Centro-Nord e fino a 40mila euro nelle regioni del Mezzogiorno (Resto al Sud 2.0) che possono salire di ulteriori 10mila euro per spese in innovazione digitale o sostenibilità ambientale. La seconda agevolazione consiste in un contributo sugli investimenti: fino al 65% a fondo perduto per investimenti fino a 120mila euro (75% nelle Zes), fino al 60% a fondo perduto per investimenti da 120mila a 200mila euro (70% nel Mezzogiorno).
Lo sportello per la presentazione delle domande sulle due linee di incentivi è ancora aperto: le richieste si possono inviare attraverso il sito di Invitalia, fino ad esaurimento delle risorse.
I settori più coinvolti sono il turismo, i servizi alla persona e alle imprese
Le iniziative fin qui incentivate interessano turismo (28%), servizi alla persona (24%) e alle imprese (15%), l’ICT (8%) e il manifatturiero (7%). Il restante 18% è diviso tra i settori agroalimentare, commerciale e costruzioni con progetti che puntano anche su innovazione, digitalizzazione e sostenibilità. La maggior parte delle iniziative riguarda attività d’impresa 82%, il 18% interessa il lavoro autonomo e le professioni. Una quota rilevante di interventi guarda a innovazione, digitalizzazione dei processi e sostenibilità ambientale, ma emerge anche la volontà di molti giovani di rientrare in Italia o di tornare nei territori di origine portando le competenze maturate all’estero.
Dall’avvio della misura sono state presentate 5.946 domande, per circa 363 milioni di euro di agevolazioni richieste, pari al 63% della dotazione disponibile, che hanno coinvolto più di 6.300 giovani. Tra tutte le regioni italiane sono le aree della Zona Economica Speciale a far registrare la percentuale più elevata di domande (66%). Circa l’80% delle agevolazioni concesse è destinato al Sud, il 39% delle domande presentate riguarda iniziative a guida femminile, con un’incidenza più elevata nel Mezzogiorno. Per il ministro del Lavoro, Marina Calderone «sono risultati di una strategia coerente per l’occupazione di giovani e donne». Per l’ad di Invitalia, Bernardo Mattarella «la possibilità di fare impresa si costruisce anche rendendo gli incentivi più accessibili».
La formazione attraverso la piattaforma Siisl
Prosegue l’attività di formazione gestita dall’Ente nazionale Microcredito, finanziata dal Pnrr-Gol. In cinque mesi, su 9.860 allievi avviati alla formazione attraverso la piattaforma Siisl in 1.428 hanno concluso con successo il corso di 100 ore per la realizzazione e l’ottimizzazione del business plan. Di questi, 1.098 hanno ricevuto l’attestato di premialità utile a ottenere fino a 10 punti in più nella valutazione della domanda di accesso alle agevolazioni “Resto al Sud 2.0” o “Autoimpiego Centro-Nord”. Sono ancora attivi 1.307 corsi, gestiti da 5.304 docenti accreditati.
Riproduzione riservata
©
Newsletter
Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.