F1, GP del Messico: Hamilton torna in pole dopo tre anni, Antonelli dalla seconda fila per il titolo
Quando il passato e il presente si mescolano in un colpo solo, allora sì che anche una qualifica di F1 può diventare affascinante. Ancora di più se nel mezzo ci suoi due uomini del destino firmato Mercedes. Da un lato Lewis Hamilton, che dopo 3 anni 3 mesi e 11 giorni, in totale 1.197 per essere precisi, è riuscito a riprendersi la pole per la normale gara — la 105ª in carriera, togliendo le due nelle Sprint di Cina ‘25 e Silverstone ‘26 — come non accadeva dal GP di Ungheria 2023. Un’era fa, quando allora il baronetto di Stevenage era nel pieno delle difficoltà su una vettura, quella di Brackley, lenta e penalizzata dal porpoising. E che ha rotto il digiuno in Messico, sulla pista dove per due volte è diventato campione del mondo. Dall’altro, invece, c’è un Andrea Kimi Antonelli che ha sentito la pressione, sbagliato molto in un Q3 pieno di errori, ma che scatterà comunque in una buona quarta posizione, godendo della posizione di penalità che Max Verstappen (5° finale) si è preso per ‘bagarre’ senza senso con Liam Lawson nelle FP2.
Hamilton, ancora più nella leggenda
Ecco perché la gara di questa sera (via alle 21 italiane con diretta su Sky Sport F1 e in streaming su Now) sarà tutta da vedere. Perché per Antonelli può essere il GP della leggenda, perché tornare a vedere Hamilton sul gradino più alto del podio come si era già visto in Spagna avrebbe sempre il suo fascino. Intanto l’inglese un altro primato sabato lo ha stabilito, confermandosi come secondo pilota più vecchio degli ultimi 44 anni a conquistarla (da Mario Andretti a Monza nel 1982). Lo ha fatto nonostante la rottura del motore nelle libere di venerdì, e trovando il giusto assetto senza provare il passo per la domenica. Nel GP avrà però un set di gomme Soft fresche in meno, considerando che nel Q2 è stato costretto a utilizzare un treno supplementare per evitare l’eliminazione.
Con lui, esulta anche la Ferrari, che non arrivava davanti di sabato dal GP di Ungheria 2025. “Ci è voluto tanto tempo, ma adesso siamo sulla strada giusta, sono orgoglioso del lavoro dei miei ingegneri”, ha detto il pilota, in testa in una sessione dove Charles Leclerc (3°) è stato quasi sempre più veloce, prima che l’auto del monegasco con l’abbassamento delle temperature diventasse più nervosa e il monegasco non riuscisse più a trovare l’acuto giusto. Peccato per l’errore nel secondo settore, perché senza quello, raccogliendo un fucsia nell’ultimo, il numero 16 si sarebbe probabilmente piazzato davanti. Così, il secondo posto se lo è preso un ottimo George Russell, ritrovatosi dopo Baku.
Le prime posizioni in gara
Le prime posizioni in gara rappresentano proprio un altro motivo per vederla. Ci sono tutti piloti in lotta per il ruolo di vicecampione mondiale, distanziati da nove punti. Russell, attuale secondo a quota 242, poi Hamilton 241, Verstappen 236 e Leclerc 233. Gioco del destino vuole che George e Lewis, gli ultimi due piloti costretti ad arrendersi ad Antonelli, scattano avanti, mentre al bolognese basta il nono posto se Russell vince, il 10° se lo fa Hamilton o un risultati indifferente se entrambi non trionfano. Nel complesso, si prevede una gara strategica tolta la partenza, dove il lungo rettilineo potrebbe sfavorire Hamilton — complice l’effetto scia delle auto che seguono — e c’è possibilità di vedere 3-4 auto appaiate o quasi in curva 1, in un duello tutto al limite.
È proprio allo start che Antonelli deve fare massima attenzione per non danneggiare la sua auto, prima di un resto di gara di gestione considerando che di sorpassi se ne dovrebbero vedere di pochi, sia per la gestione motore da fare per l’altura, sia perché l’Overtake Mode, come detto da Leclerc, è pressoché nullo. Alla distanza, inoltre, Mercedes può avere una chance considerando il set di gomma in più conservato. Se Antonelli dunque riuscirà a venirne fuori alla grande dal primo giro, allora la strada sarà tutta in discesa. Dietro di lui partirà Verstappen, che all’ultimo tentativo delle qualifiche non è riuscito a migliorarsi nel tratto dello stadio, condizionato dal traffico, non mandandole a dire dopo la sessione. Dietro l’olandese Lando Norris, non pimpante in qualifica. Dopo il miglior tempo nelle FP3, l’inglese ha chiuso 6° dietro a Isack Hadjar (7°), Arvid Lindblad (8°), Liam Lawson (9°) e Pierre Gasly (10°). La sorpresa negativa è Oscar Piastri (13°), eliminato in Q2 con un distacco di oltre un secondo dal compagno di box, a dimostrazione di una stagione che per lui è completamente da dimenticare.
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