Elezioni Brasile 2026, si vota per parlamentari e presidenziali: chi sono i candidati

Urne aperte il 4 ottobre per le elezioni generali in Brasile. Circa 160 milioni di cittadini aventi diritto di voto sono chiamati a scegliere il nuovo presidente e il vice-presidente della Repubblica Federale. Nella stessa giornata viene eletto il Congresso nazionale con il rinnovo di tutti i rappresentanti della Camera dei Deputati e un terzo dei seggi del Senato Federale. Ecco chi sono in candidati in corsa per la presidenza.
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Quello che devi sapere
Eventuale ballottaggio il 25/10
Secondo la legge elettorale, il Brasile elegge il proprio capo dello Stato ogni quattro anni attraverso un sistema maggioritario a doppio turno. Se alla prima votazione un candidato non ottiene la maggioranza assoluta dei voti, pari al 50%+1, si procede al ballottaggio tra i due candidati più votati. L'eventuale secondo turno è fissato per domenica 25 ottobre.
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Palacio do Planalto, Brasilia - ©IPA/Fotogramma
Luiz Inacio Lula da Silva - Partito dei Lavoratori
Ai blocchi di partenza, le imminenti elezioni presidenziali potrebbero replicare, almeno in parte, la sfida del 2022 quando a contendersi la presidenza carioca furono l'uscente conservatore Jair Bolsonaro e il progressista Luiz Inacio Lula da Silva, poi eletto. Ottant'anni, ex sindacalista cattolico già presidente tra il 2003 e il 2011, Lula cerca il quarto mandato non consecutivo come candidato del Partito dei Lavoratori.
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Lula - ©Ansa
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Flavio Bolsonaro - Partito Liberale
Per Lula, indicato per mesi come favorito nei sondaggi, la sfida principale arriva, ancora una volta, dalla destra ultraconservatrice con la candidatura del senatore di Rio de Janeiro Flavio Bolsonaro, 45 anni figlio primogenito dell'ex presidente Jair Bolsonaro, come espressione del Partito Liberale. Avvocato, evangelico, il nuovo leader della destra trumpiana in Brasile si è fatto promotore delle istanze del padre, ai domiciliari con una condanna a 27 anni per la sua partecipazione al tentativo di golpe nel 2023.
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Flavio Bolsonaro - ©Ansa
Due candidati agli antipodi
Quella tra Lula e Bolsonaro è una sfida a tutto campo con i due candidati lontani non solo dal punto di vista politico ma anche per storia personale. Lula da Silva nasce da una famiglia povera e analfabeta in una zona rurale nel Pernambuco. Settimo di otto figli si trasferisce in giovane età a San Paolo dove a soli 14 anni comincia a lavorare come operaio metalmeccanico. A 19 anni perde il mignolo della mano sinistra per un incidente alle presse. Nei difficili anni della dittatura diventa leader nazionale del sindacato. Nel 1980 fonda con Chico Mendes il Partito dei Lavoratori.
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L'ascesa di Bolsonaro jr.
Classe 1981, Flavio Bolsonaro nasce da una ricca famiglia di Rio. Da giovane segue le orme del padre Jair e compie una rapida ascesa politica, prima come deputato poi come senatore nazionale. Nel 2016 corre per la carica di sindaco a Rio De Janeiro arrivando quarto con il 14%. Nel dicembre di un anno fa il grande passo con l'annuncio della candidatura a presidente.
Corruzione e rapporti con Usa al centro della campagna elettorale
Il Brasile giunge al voto dopo una campagna elettorale aspra, segnata da pesanti scandali giudiziari. Da mesi non si parla d'altro che della potenza corruttiva del finanziere Daniel Vorcaro e del fallimento del suo Banco Master. Negli ultimi anni Vorcaro è stato in grado di foraggiare buona parte dell'establishment politico ed economico del Paese. Se a maggio le presunte connessioni avevano danneggiato Bolsonaro, tuttora indagato per finanziamenti illeciti, più recentemente l'attenzione si è spostata sui rapporti del banchiere con Alexandre de Moraes, giudice del Supremo Tribunale Federale, lo stesso che condannò Bolsonaro padre. Tra i temi al centro del dibattito spicca il rapporto con Washington con la proposta di Bolsonaro di aderire allo "Scudo delle Americhe" promosso da Trump insieme a Argentina, Bolivia, Cile, Ecuador e Paraguay.
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L'ombra di Trump
Nel duello tra i due candidati che - stando ai sondaggi - raccoglierebbero da soli intorno l'80% delle preferenze si inserisce infatti l'influenza di Donald Trump che dopo Argentina, Cile, Perù, Venezuela e Colombia punta al "ribaltone" politico nell'ultima grande nazione democratica del Sudamerica guidata dai progressisti. La prospettiva di eleggere un governo ultraconservatore in grado di garantire a Washington un dominio politico-militare ed economico senza precedenti sul continente è la vera posta in gioco del voto.
Gli altri candidati
Oltre a Lula e Bolsonaro jr., sono in tutto 13 i candidati in corsa per il Palacio do Planalto, confermando quanto la sfida presidenziale sia più che mai partecipata. Clariana Barao, avvocato, è sostenuta dalla Democrazia Cristiana (centro-destra). Il Partito Comunista brasiliano (sinistra) appoggia il pensionato Edmilson Costa mentre lo scrittore Augusto Cury corre per il partito centrista Avante. A rappresentare il Partito Socialista dei Lavoratori Unificato (sinistra) è l'insegnante di scuola elementare Hertz Dias mentre l'imprenditore Renan Santos è espressione del Partito della Missione (destra). Tra i candidati figurano inoltre il medico Ronaldo Caiado per il Partito Social Democratico (centro-destra), il giornalista Rui Costa Pimenta per il Partito della Causa Operaia (sinistra) e l'odontoiatra Samara Martins per Unità Popolare (sinistra). Chiudono l'elenco il veterinario Wilson Grassi di Democrata (destra), l'imprenditore Romeu Zema del Partito Nuovo (destra) e il funzionario Leonardo Avalanche del Partito Rinnovatore Laburista Brasiliano (destra).
Pur senza raggiungere, nella maggior parte dei casi, la doppia cifra secondo le ultime intenzioni di voto, i suffragi ottenuti da ciascun candidato potrebbero rivelarsi determinanti in fase di ballottaggio.
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