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Monday, November 2, 2026

Gaza, Israele uccide 8 persone. Eisenkot cerca alleati, Netanyahu gioca per restare al potere

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Bambino rimasto ucciso in un attacco israeliano che ha colpito il quartiere di Al-Remal, a Gaza City - 011126

Shin Bet e Commissione elettorale: "Il voto è stato regolare"

In un videomessaggio diffuso insieme al capo dello Shin Bet, David Zini, il presidente della Commissione elettorale centrale di Israele, Noam Sohlberg, ha ribadito che le elezioni della scorsa settimana si sono svolte "correttamente" e che la maggior parte delle accuse di interferenze elettorali sono false. I risultati "riflettono la volontà degli elettori", ha aggiunto. Riferendosi alle diffuse accuse secondo cui il Qatar o la Turchia avrebbero pagato per influenzare il voto arabo alle elezioni, Sohlberg ha spiegato che se i sospetti dovessero essere confermati, "ciò non minerebbe l'integrità del processo elettorale né i risultati delle elezioni nel loro complesso".

Raid israeliani su Gaza, almeno 8 morti incluso un bambino

Otto persone, tra cui un bambino, sono state uccise nelle ultime ore dagli attacchi israeliani sulla Striscia di Gaza. Lo hanno riferito i servizi di emergenza e gli ospedali locali. Secondo una nota della Protezione civile di Gaza, cinque persone sono morte a Khan Yunis e altre tre a Gaza City.

Trump: "Iran faccia un accordo o lo finiremo"

"O l'Iran farà un accordo, o lo finiremo". Lo ha detto Donald Trump in Iowa, aggiungendo che la situazione si risolverà “in un modo o nell'altro”.

Donald Trump - 011126

Donald Trump - 011126 (AFP)

Due petroliere sono esplose dopo aver urtato mine navali nello Stretto di Hormuz. Una è in fiamme

Due petroliere sono esplose dopo aver urtato mine navali nello Stretto di Hormuz e una delle due, una  superpetroliera, è in fiamme in seguito a una violenta esplosione. Lo  hanno riferito i Guardiani della Rivoluzione iraniana, Pasdaran, in  una dichiarazione diffusa dall'agenzia di stampa statale Irna. Secondo i Pasdaran, le imbarcazioni stavano attraversando lo Stretto lungo una "rotta non autorizzata", in violazione delle restrizioni rivendicate  da Teheran ma non riconosciute dal diritto internazionale. I Pasdaran hanno inoltre sostenuto che le due petroliere avessero  disattivato i sistemi di navigazione e identificazione e stessero  tentando di attraversare segretamente lo Stretto con il sostegno delle forze armate statunitensi. Le esplosioni avrebbero immobilizzato  entrambe le imbarcazioni.

La polizia israeliana ha rilasciato due dei tre indagati in un caso di presunta corruzione nelle elezioni

La polizia israeliana ha rilasciato due dei tre indagati in un caso di presunta corruzione nelle elezioni che si sono tenute settimana scorsa. Un giudice ha esaminato e respinto le richieste della polizia di ulteriori restrizioni nei confronti dei tre sospetti. La polizia ha successivamente dichiarato che uno è stato rilasciato a determinate "condizioni" non specificate e a un altro è stato ordinato di rimanere agli arresti domiciliari per otto giorni. La detenzione del terzo sospetto è stata prorogata di due giorni. Mansour Abbas, leader del partito arabo Ra'am, che ha conquistato otto seggi alla Knesset, ha denunciato gli arresti definendoli antidemocratici e "un tentativo di influenzare i risultati elettorali".

Gadi Eisenkot: "Fallito il tentativo di Netanyahu di delegittimare le elezioni"

"Il tentativo spregevole e maligno di  negare i risultati delle elezioni, sovvertire la volontà dei  cittadini, diffamare un'intera comunità e trascinare Israele verso un  nuovo turno elettorale è fallito". Lo ha dichiarato su X il leader di  Yashar, Gadi Eisenkot, accusando il premier Benjamin Netanyahu di  condurre una "campagna di delegittimazione" dei risultati delle  elezioni. Eisenkot ha accolto con favore le dichiarazioni del  presidente della Commissione elettorale centrale, Noam Sohlberg,  secondo cui il voto si è svolto regolarmente e la maggior parte delle  accuse di interferenze elettorali risulta infondata. Il riferimento è  alle denunce di Netanyahu e dei suoi alleati su presunte attività  illegali per favorire l'affluenza degli elettori arabi. "Solo chi sa di aver perso sarebbe disposto a intraprendere una campagna di delegittimazione così sfacciata, anche a costo di  danneggiare ulteriormente la fiducia dei cittadini nelle istituzioni  dello Stato", ha aggiunto Eisenkot, sottolineando che i risultati  elettorali "sono validi e chiari". Il leader dell'opposizione ha  quindi invitato gli israeliani a "ignorare il rumore di fondo e la  propaganda che cambia di ora in ora", sostenendo che il governo  Netanyahu "non ha una maggioranza e ha perso".

Houthi: "Raid sauditi sul porto yemenita di Hodeidah"

Il porto yemenita di Hodeidah, sotto il controllo degli Houthi, è stato colpito dagli attacchi aerei sauditi. Lo riferiscono i media dei combattenti nell'ambito del conflitto che vede il gruppo - sostenuto dall'Iran - contrapposto a una coalizione a guida saudita che appoggia il governo riconosciuto a livello internazionale. "Il nemico saudita ha lanciato due attacchi aerei", ha dichiarato l'emittente televisiva Al-Masirah.   Hodeidah, situata sul Mar Rosso, è il più grande porto sotto il controllo degli Houthi e rappresenta il principale punto di ingresso per generi alimentari e aiuti destinati alle aree controllate dai miliziani. Lo scalo viene utilizzato anche per l'importazione e lo stoccaggio di petrolio.

Pressing di Netanyahu su Trump per colpire l'Iran dopo le midterm. Lo riporta Axios

Donald Trump ha parlato con Benjamin Netanyahu sabato sull'Iran e su una possibile nuova azione militare. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali Netanyahu ha sollecitato Trump a colpire l'Iran subito dopo le elezioni di metà mandato. Il presidente Usa però sembra intenzionato a lasciare che i negoziati facciano il loro corso, in una strategia che desta preoccupazione in Netanyahu.

Commissione elettorale israeliana: "Voto regolare, sospetti non pregiudicano esito"

''Le elezioni per la 26ma Knesset si sono svolte regolarmente. I risultati riflettono la volontà degli elettori. Le eventuali irregolarità sono oggetto di esame. La nostra posizione è che, anche qualora i sospetti venissero confermati, ciò non pregiudica la correttezza delle elezioni né i risultati nel loro complesso''. Lo ha detto il presidente della Commissione elettorale, giudice Noam Solberg, in una dichiarazione video con il capo dello Shin Bet David Zini e la Procuratrice generale Gali Baharav-Miara, in merito alle indagini su una presunta ingerenza straniera per incentivare l'affluenza degli elettori arabi alle urne

Media: Lista unita raccomanderà Eisenkot come premier a Herzog

 Il sito di notizie israeliano Walla riferisce che la "Lista Unita (tre partiti arabi) ha annunciato semi-ufficialmente che raccomanderà Eisenkot come primo ministro al presidente Herzog in occasione delle consultazioni. Si presume che anche Ra'am farà lo stesso".

Elezioni Israele, Eisenkot potrebbe essere il nuovo presidente della Knesset

In attesa delle consultazioni del presidente di Israle, Isaac Herzog, che affiderà l'incarico per la formazione del governo, la strategia del Blocco del Cambiamento è di concentrarsi a sfruttare la maggioranza parlamentare delle opposizioni a Netanyahu per procedere prima di tutto con il cambio del presidente della Knesset, attualmente del Likud. 

Secondo Channel 12, proprio Gadi Eisenkot, il leader di Yashar! e primo partito tra quelli di opposizione, potrebbe essere il nome che il Blocco del Cambiamento proporrà con l'insediamento della nuova Knesset il 10 novembre. Poiché esiste la possibilità che Eisenkot entri a fare parte di un prossimo governo, anche eventualmente di unità, e in quel caso lascerebbe la carica libera a un altro dei leader dell'attuale opposizione.
Tuttavia,  i partiti del Blocco del Cambiamento non si sono ancora riuniti dal risultato delle elezioni, non hanno espresso un candidato premier unico e non hanno ancora presentato una strategia unitaria per la formazione di un governo a loro guida.

Qatar, petroliera attaccata nelle acque del Golfo di Doha

Una petroliera è stata colpita da «proiettili non identificati» nel Golfo. Lo ha annunciato la compagnia pubblica di trasporto del gas del Qatar, in un contesto di intensificazione degli attacchi nella regione. «Nessun membro dell'equipaggio è rimasto ferito» nell'attacco, avvenuto venerdì sera, ha precisato Qatar Gas Transport Company (Nakilat), aggiungendo che non sono state rilevate conseguenze per l'ambiente. 

La nave Al Mayeda, battente bandiera delle Isole Marshall secondo il sito di monitoraggio del traffico marittimo MarineTraffic, «è in buone condizioni, operativa e le conseguenze dell'incidente sono attualmente in corso di valutazione», si legge nella nota. Dopo un altro attacco avvenuto venerdì, che aveva provocato un incendio a bordo, il sultanato dell'Oman aveva annunciato di aver soccorso i 25 membri dell'equipaggio di una petroliera presa di mira al largo delle proprie coste.

 Negli ultimi giorni, inoltre, l'Iran ha riferito di diverse petroliere andate a fuoco dopo aver urtato mine nello Stretto di Hormuz, al centro del conflitto tra Washington e Teheran dall'inizio della guerra, innescata il 28 febbraio dai raid israelo-americani. Il Qatar, che svolge un ruolo di mediatore nel conflitto, ha intensificato negli ultimi giorni gli sforzi diplomatici per tentare di rilanciare i negoziati tra le parti in guerra ed evitare una ripresa delle ostilità.

Teheran, nuova guerra potrebbe durare più a lungo

L'Iran ha avvertito gli Stati Uniti che un'eventuale ripresa delle ostilita' potrebbe sfociare in una guerra piu' lunga della precedente, all'indomani delle nuove minacce del presidente americano Donald Trump."Una nuova guerra potrebbe essere piu' lunga della precedente e il presidente americano non sarebbe in grado di dettare ne' il momento ne' le condizioni della fine delle ostilita'", ha dichiarato il portavoce dell'esercito iraniano, Mohammad Akraminia, citato dalla televisione di Stato.

Trump: "Dobbiamo ancora occuparci di uno o due siti, non abbiamo fretta"

"Abbiamo neutralizzato il loro programma nucleare. Dobbiamo ancora occuparci, direi, di uno o due siti, ma possiamo farlo in dieci minuti. Abbiamo un piano per questo". Così il presidente americano Donald Trump, parlando con i giornalisti dell'Iran durante una festa di Halloween nella sua tenuta di Mar-a-Lago in Florida. Lo riportano i media internazionali. "Si potrebbe pensare, ad esempio, a Pickaxe Mountain, bisogna occuparsi anche di quello. Possiamo fare tutto molto rapidamente", ha aggiunto, "non abbiamo fretta". Alla domanda se Washington potesse riprendere le operazioni militari contro l'Iran già questa settimana, Trump ha replicato: "Perché mi fai una domanda così stupida?", "non posso dirtelo". "L'Iran non avrà mai un'arma nucleare. Vogliono arrivare a un accordo, vedremo cosa succederà", ha dichiarato Trump, i negoziati "stanno andando avanti, ma non sono molto affidabili. Vi dirò: firmano un accordo e poi fanno marcia indietro. Vogliono un accordo, staremo a vedere se lo concluderanno".

IL PUNTO - Svolta in Israele, Eisenkot apre ai partiti arabi per fermare Netanyahu: «Porte aperte su quattro principi»

Il leader dell'opposizione israeliana Gadi Eisenkot apre formalmente all'ipotesi di formare un governo con l'appoggio dei partiti arabi, reduci da un risultato elettorale senza precedenti nelle legislative di martedì. Il capo della formazione Yashar!, arrivata seconda al voto, ha tracciato la rotta annunciando che qualunque deputato disposto a sottoscrivere quattro paletti programmatici essenziali potrà essere considerato un interlocutore per la nascita del nuovo esecutivo.

«Le porte del governo che formeremo saranno aperte a qualsiasi rappresentante eletto che accetti questi principi e sia pronto ad assumersi la responsabilità che questo momento richiede», ha scandito l'ex generale in una nota ufficiale.

I quattro paletti programmatici

Le condizioni poste da Eisenkot definiscono un perimetro chiaro ma rigoroso

Il riconoscimento di Israele come Stato ebraico, democratico, liberale ed egualitario; l'adesione esplicita ai valori sanciti dalla Dichiarazione d'indipendenza, l'estensione del servizio obbligatorio — militare, nazionale o civile — a tutti i cittadini israeliani, compresi arabi e cristiani, la qualifica inequivocabile di Hamas come organizzazione terroristica, le cui capacità operative, militari e di governo nella Striscia di Gaza devono essere definitivamente sradicate.

Tra le prime mosse legislative all'insediamento della nuova Knesset, Eisenkot ha preannunciato l'immediata istituzione di una commissione statale d'inchiesta indipendente sui fallimenti legati agli attacchi del 7 ottobre e l'avvio della riforma per l'arruolamento universale, finalizzata a rinforzare gli organici dell'esercito. «Che nessuno vi inganni: nello Stato di Israele è la Knesset che concede la fiducia al governo, non il contrario», ha ammonito.

I numeri della Knesset: l'aritmetica dello stallo

L'iniziativa giunge all'indomani dell'ufficializzazione dei dati da parte della Commissione elettorale centrale, che certificano una situazione di sostanziale stallo politico nel Parlamento da 120 seggi. Il Likud del premier uscente Benjamin Netanyahu si attesta come prima forza con 27 seggi, ma l'intera coalizione di destra si ferma a quota 53, ben lontana dalla maggioranza assoluta fissata a 61 seggi.

Sul versante opposto, Yashar! di Eisenkot raccoglie 21 scranni, portando il fronte anti-Netanyahu a 48 seggi complessivi. In questo quadro numerico, l'unica via aritmetica per strappare il governo all'attuale premier passa inevitabilmente attraverso l'intesa con le formazioni rappresentative della minoranza arabo-israeliana, che con 19 seggi hanno segnato il proprio massimo storico.

Un sentiero stretto e le piazze divise

L'apertura resta comunque un passaggio politico ad altissimo coefficiente di rischio. Durante la campagna elettorale, infatti, gran parte del blocco contrario a Netanyahu — in cui militano esponenti della destra sionista e diversi ex alti ufficiali delle forze armate — aveva categoricamente escluso qualsiasi accordo con le liste arabe, ipotesi fino a oggi sostenuta apertamente solo dal partito dei Democratici sul versante progressista.

Nel frattempo, il dibattito istituzionale si riflette nelle strade. In piazza Habima a Tel Aviv centinaia di manifestanti si sono dati appuntamento per sollecitare un accordo di coalizione allargato a Lista Congiunta e Lista Araba Unita. A pochi metri di distanza si sono radunati decine di contromanifestanti della destra pro-Netanyahu, intonando cori a favore del premier uscente, chiedendo il ritorno immediato alle urne e urlando slogan oltranzisti come «Occupare, espellere e colonizzare».

Colloquio Trump-Netanyahu sui piani contro l'Iran: il retroscena del Wall Street Journal

Il presidente statunitense Donald Trump ha avuto una conversazione telefonica con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. A rivelare l'indiscrezione è il Wall Street Journal, precisando che il confronto tra i due leader si è svolto proprio mentre Washington valuta e pianifica la ripresa delle operazioni militari contro l'Iran. Il contatto diretto tra Casa Bianca e Gerusalemme conferma il livello di massima allerta nel quadrante mediorientale e l'intenso coordinamento strategico tra Stati Uniti e Israele in vista di una possibile nuova offensiva. 

In duemila a Tel Aviv per un governo ebraico-arabo: cortei e slogan anche a Gerusalemme

Circa 2.000 persone sono scese in piazza a Tel Aviv per chiedere la nascita di un governo ebraico-arabo. Tra il ritmo dei tamburi e slogan scanditi sia in ebraico sia in arabo, i manifestanti hanno sfilato esponendo cartelli con messaggi come "c'è una maggioranza a favore del cambiamento" e "uguaglianza per tutti". Una mobilitazione analoga con le stesse rivendicazioni si è svolta in contemporanea anche a Gerusalemme.

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