The Daily Newsstand · Free, Always
Saturday, October 24, 2026

Le famiglie degli ostaggi riempiono Tel Aviv: "Ora mandiamo a casa Netanyahu"

Translate

Le famiglie degli ostaggi riempiono di nuovo la piazza Tel Aviv, vedono ormai a portata di mano l'obiettivo per cui hanno combattuto sinora, mandare a casa Bibi Netanyahu. Incapace di sventare il massacro del 7 ottobre, è sordo alle loro richieste di mediazione. Con il risultato, dicono che 47 ostaggi non sono stati riconsegnati, ma uccisi dai rapitori.

C'è Ayal Eshel, il padre di Rony, una delle soldate di guardia al muro di Gaza, che diedero il primo allarme, rimasto inascoltato. Di lei, morta tra le fiamme, non ha più avuto nulla, racconta. Come tutti qui, chiede un'indagine ufficiale, quella che il governo ha sempre negato, che invece il candidato dell'opposizione Gadi Aysenkot promette.

C'è Vicky Cohen, che ha invece riabbracciato suo figlio dopo la prigionia nei tunnel di Gaza e accusa. “È Netanyahu che ha reso forte Hamas e per 15 anni ha permesso che scavasse il tunnel”. 

Poi c'è chi, per partecipare, è arrivato da lontano, dall'Italia. “Sono venuto per votare perché sono elezioni fondamentali per questo paese, non solo. Il fatto che un israeliano all'estero è così odiato è un regalo che lui ci ha fatto, ha inserito dentro la propria compagine elementi assolutamente da definire razzisti, neofascisti”. 

È d'accordo con un'alleanza con i partiti della minoranza araba per avere la maggioranza assoluta? 

“Assolutamente sì. Credo che anche gli arabi debbano fare la loro parte in questo paese e non essere semplicemente ai margini.”

View the original on Rai News →

KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.