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Tuesday, October 13, 2026

Presunto traffico di certificati medici nei Cpr: la Cassazione annulla la sospensione per tre dottoresse

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Presunto traffico di certificati medici nei Cpr: la Cassazione annulla la sospensione per tre dottoresse

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Tre dottoresse – indagate per l’inchiesta sui certificati medici di non idoneità al trattenimento nei Centri di permanenza per i rimpatri (Cpr) – erano state sospese dall’esercizio della professione, ma la Corte di Cassazione ha annullato il provvedimento. Gli atti sono stati trasmessi al tribunale del Riesame di Bologna, che dovrà esprimersi con un nuovo giudizio. L’udienza di venerdì, per cui avevano fatto ricorso gli avvocati delle tre dottoresse, ha portato a un esito positivo per le professioniste che erano state sospese per dieci mesi.

I legali Salvatore Tesoriero e Francesca Cancellaro, dopo l’annullamento delle misure deciso dalla Cassazione, parlano di restituzione della “dignità personale e professionale così duramente aggredita dall’inchiesta ravennate”. L’indagine, in cui sono coinvolti più di 20 medici, è per falso ideologico continuato e interruzione di pubblico servizio. I legali delle tre professioniste hanno dichiarato: “Avevamo sottolineato nel ricorso per Cassazione come l’operato delle nostre assistite corrispondesse all’adempimento dei doveri di cura e di tutela della salute di ogni persona sanciti dalla Costituzione e dalle fonti sovranazionali, oltre che dalla deontologia che presidia la professione medica”.

Le misure cautelari applicate, non solo alle tre dottoresse, che possono tornare a esercitare la professione, ma anche ai colleghi infettivologi e psichiatri, sono state definite “sproporzionate“. Per i legali è necessaria anche “una rilettura della vicenda improntata ai valori che innervano il nostro ordinamento costituzionale“. Garantire il diritto alla salute e alla cura di ogni individuo, in quanto essere umano, è uno dei compiti principali dei medici. Anche nel momento in cui pronunciano il giuramento d’Ippocrate, i dottori appena proclamati giurano solennemente di attenersi “ai principi etici della solidarietà umana, nel rispetto della vita e della persona”.

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