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Saturday, September 26, 2026

Sondaggi, Fdi stabile ma calano Lega e Forza Italia. Pagnoncelli: “La presenza di Vannacci in coalizione non garantirebbe la vittoria alla destra”

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Sondaggi, Fdi stabile ma calano Lega e Forza Italia. Pagnoncelli: “La presenza di Vannacci in coalizione non garantirebbe la vittoria alla destra”

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Il partito di Giorgia Meloni rimane stabile 26,4% ma gli alleati di governo continuano a perdere terreno a vantaggio della crescita di consensi di Futuro Nazionale. Sul fronte delle opposizioni, invece, cala il Partito democratico e il quadro in vista delle Politiche del 2027 è tutt’altro che scontato: al momento, neppure un’alleanza tra il centrodestra e Roberto Vannacci garantirebbe una vittoria certa alla coalizione. È questo il quadro che viene fuori dal sondaggio realizzato da Ipsos Doxa per il Corriera della Sera, analizzati dal sondaggista e presidente dell’istituto Nando Pagnoncelli.

Alla stabilità di Fratelli d’Italia, che si conferma primo partito, fa da contraltare il calo di consensi della Lega al 4,7% (- 0,4% rispetto a fine luglio) e quello di Forza Italia stimata al 7,3% con una perdita di un punto percentuale in due mesi. Nel centrosinistra il Partito Democratico finisce sotto la soglia del 20%, stimato al 19,5% con una diminuzione di 0,6 punti percentuali, mentre rimangono stabili il Movimento 5 stelle (al 14,5%) e Alleanza Verdi-Sinistra (al 6,3%). Chiudono il quadro Azione al 3% (-0,1%), Italia viva al 2,1% (-0,2%) e Noi Moderati all’1% (+0,1). Da segnalare la crescita di +Europa (al 2,1%, +0,7%) che potrebbe essere legata all’emozione suscitata dalla recente scomparsa di Emma Bonino. Diminuisce di 2,1 punti percentuali anche il partito del “non voto” (al 40,5%).

Prosegue intanto la scalata nei sondaggi di Futuro Nazionale, stimato oggi all’8,8% con un incremento dell’1,7% negli ultimi due mesi. Anche in questa rilevazione il posizionamento del partito di Vannacci alla Politiche viene considerato determinante per assegnare il premio di maggioranza con la nuova legge elettorale (il Melonellum pronto per essere votato alla Camera in terza lettura). Senza Fn nel centrodestra, con queste stime, sarebbe il campo progressista (allargato a renziani e +Europa) a prevalere con il 43,9% dei consensi, contro l’attuale coalizione di governo ferma al 38,7% e in calo di oltre un punto. Coalizioni che raccoglierebbero meno della somma esatta delle stime di ciascun partito (che sono rispettivamente 44,5% e 39,4%). Come spiega Pagnoncelli, infatti, “come abbiamo già visto in altri momenti la somma aritmetica non sempre corrisponde al risultato ipotizzabile, quando a confrontarsi siano non solo i singoli partiti ma anche le coalizioni strutturate“. Con la nuova legge elettorale, pertanto, così scatterebbe il premio di maggioranza al centrosinistra che otterrebbe 219 seggi alla Camera e e 109 al Senato, contro i 130 deputati e i 64 senatori della destra (oltre i 30 deputati e i 15 senatori vannacciani).

Al contrario, se Vannacci decidesse di correre in coalizione con il centrodestra, è questa la coalizione che otterrebbe la maggioranza (con 222 seggi a Montecitorio e 110 a Palazzo Madama, contro i 154 deputati e 76 senatori del campo progressista). Ma “la presenza di Vannacci al momento per questi flussi di voto non garantisce di per sé la vittoria vista la stretta vicinanza delle due coalizioni”, sottolinea Pagnoncelli. Proprio perché, secondo le attuali stime, il centrodestra allargato arriverebbe al 45,7% mentre l’alleanza progressista al 45,2%. In questo caso, insieme a Vannacci, la coalizione di destra perderebbe circa il 2,5% rispetto alla somma aritmetica dei partiti, mentre il campo largo otterrebbe qualche voto in più rispetto. La destra comunque vincerebbe ma solo di misura. Pochi decimali di distacco che, al momento, non possono però offrire solide garanzie.

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