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Sunday, October 18, 2026

“Il sesso nello Spazio? Nessuno ci ha mai pensato, è ridotto ad una barzelletta e nessuno studia davvero come fare. Manca la privacy e la contraccezione è un problema”: parla Eleanor Armstrong

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“Il sesso nello Spazio? Nessuno ci ha mai pensato, è ridotto ad una barzelletta e nessuno studia davvero come fare. Manca la privacy e la contraccezione è un problema”: parla Eleanor Armstrong

Sesso nello spazio? Ci vogliono regole sul consenso, spazi sicuri, procedure di protezione. Sciocco e sciocca chi ancora non ci aveva pensato. Anche in orbita o direttamente su Marte il sesso mica si cancella, anzi. E proprio per questo una donna deve avere misure protettive di fronte a rapporti non consensuali. Parola di Eleanor Armstrong, la ricercatrice trentatreenne inglese, direttrice del Constellations Lab all’Università di Leicester, definita dal Corriere della Sera – che l’ha intervistata di recente durante il festival di Internazionale a Ferrara – “una lente femminista e queer dentro la corsa allo spazio”.

La questione è semplice: se si vuole andare su Marte ci vogliono sette mesi di viaggio e se lassù nasce una relazione, e quella relazione diventa violenta, fuggire è impossibile. Armstrong lo sottolinea con precisione: “Se il consenso viene meno, quel luogo che protegge diventa una gabbia”. Rispondendo alle domande dell’intervistatrice la scienziata ha affermato che il sesso in orbita “è ridotto ad una barzelletta” e che “finchè se ne ride, nessuno lo studia sul serio”.

Insomma, Houston abbiamo problemi di consenso sullo shuttle per Marte. “Bisogna iniziare partendo dal consenso. Deve essere libero e si deve poterlo ritirare. Altrimenti non è consenso. E nello spazio manca la cosa più semplice: la possibilità di andarsene. Perciò dobbiamo pensare prima a spazi sicuri, procedure di protezione, alternative”. Dinamiche che chi ha progettato le navicelle non ha ovviamente pensato: “Sono state disegnate intorno al corpo maschile e a un’idea di mascolinità: essere in controllo, pilotare, decidere, esercitare la propria autonomia. La tecnologia non nasce separata dalla cultura che la costruisce”.

Solita ideologia estremista? Macchè. Basta guardare come hanno costruito i bagni, come si tratta il tema della “contraccezione” e “dalla privacy”. Altra misura maschilista presa con nonchalance? “Nel 2019 la prima passeggiata spaziale femminile fu rinviata: mancavano due tute della taglia giusta”. E se tutto il racconto con relative opinioni vi pare esagerato esiste infine una casistica ben precisa. “Nel 1999, in un esperimento di isolamento, una ricercatrice canadese fu aggredita da un collega ubriaco – chiosa Armstrong – La soluzione fu chiudere i portelli tra i moduli, non allontanare lui. Nelle basi in Antartide le molestie sono documentate. E spesso non vengono denunciate”.

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