Conclusa la seconda edizione del Premio Mattia Torre. VIDEO
Si è conclusa a Viterbo la seconda edizione del Premio Mattia Torre che è stato assegnato al testo "Lucio", di Fabrizio Sani. A condurre la serata Geppi Cucciari, mentre molti ospiti e amici hanno ricordato il talento, l'ironia e il graffiante disincanto dello sceneggiatore romano scomparso prematuramente nel 2019.
Graffiante, ironico, divertente. Ma anche spiazzante, disincantato, controverso e unico. Il ricordo di Mattia Torre, sceneggiatore e regista scomparso nel 2019 e autore di monologhi teatrali o serie tv come BORIS, LA LINEA VERTICALE, FIGLI, solo per citarne alcuni, rivive nella seconda edizione del premio a lui intitolato al Teatro dell'Unione di Viterbo.
Un premio dedicato al riconoscimento di nuove voci e nuove storie, capaci di osservare il quotidiano, con le sue contraddizioni e le sue fragilità.
Proprio come avrebbe voluto lui. Va dunque a "Lucio" di Fabrizio Sani, Aretino che ora vive a Bologna, il Premio del Pubblico, scelto tra i sette brani finalisti dalla giuria composta da Valerio Aprea, Giacomo Ciarrapico, Geppi Cucciari, Pietro Sermonti e Luca Vendruscolo. Menzione speciale invece a "Cronache ospedaliere" di Stefano Rinaudo, medico specializzando di Cuneo.
Con una serata condotta dalla stessa Cucciari e con le musiche della serie cult BORIS per la prima volta eseguite dal vivo, sono anche stati letti e interpretati alcuni dei suoi brani, per un'edizione che ancora una volta ha saputo perfettamente celebrare il suo stile e il suo lascito, tra allegria e forti emozioni.
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