Riccardo Bossi arrestato: il figlio del fondatore della Lega in carcere per un cumulo di pene di 5 anni e 9 mesi
Riccardo Bossi è stato arrestato. Il primogenito del fondatore della Lega, Umberto Bossi, è stato portato nel carcere di Busto Arsizio, in provincia di Varese, in esecuzione di un provvedimento di cumulo pene per complessivi 5 anni e 9 mesi. Le condanne riguardano fatti del 2011 e 2020 per i reati di appropriazione indebita, truffa e indebita percezione del reddito di cittadinanza. Esclusa dal conto la condanna a un anno e 4 mesi per maltrattamenti nei confronti della madre.
Il provvedimento, firmato dal procuratore di Busto Arsizio, Carlo Nocerino, è stato eseguito mercoledì dai carabinieri. Lo scorso giugno, era diventata definitiva la condanna a due anni e sei mesi a Bossi per aver indebitamente percepito il reddito di cittadinanza per oltre tre anni e mezzo. La Corte di Cassazione aveva dichiarato inammissibile il ricorso di Bossi jr, condannato per truffa ai danni dello Stato dal Tribunale di Busto Arsizio e poi dalla Corte d’Appello di Milano, che aveva anche stabilito un risarcimento danni a favore dell’Inps di 15mila euro. L’accusa era di aver ottenuto 280 euro al mese per 43 mensilità, per un ammontare complessivo di oltre 12mila euro dal 2020 al 2023.
Inoltre, Riccardo Bossi è stato condannato in secondo grado anche per maltrattamenti nei confronti della madre, Gigliola Guidali. I fatti in oggetto risalgono al 2016: secondo l’accusa, Bossi – che ha sempre negato ogni addebito – faceva continue richieste di soldi alla madre, spesso accompagnate da insulti e percosse, fino a costringerla a fuggire di casa e a sporgere denuncia. In seguito la madre aveva ritirato la querela assicurando che i rapporti fossero tornati sereni: un dietrofront che aveva fatto cadere l’accusa di minacce, ma non quella di maltrattamenti, perseguibile d’ufficio. Contro la sentenza d’Appello, pronunciata a giugno dalla corte di Milano, l’avvocato di Bossi, Federico Magnante, aveva annunciato ricorso in Cassazione.
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