Nuovo allarme di Zelensky: “Starlink non funziona sui droni veloci”. L’esercito ucraino: gli alleati non ci avvisano sui missili balistici
Il sistema Starlink/Starshield non funziona più “in diversi settori del fronte” in Ucraina per componenti montate sui droni che viaggiano a velocità comprese fra i 130 e i 161 chilometri orari. Volodymyr Zelensky è tornato a denunciare i malfunzionamenti del servizio satellitare gestito dal Pentagono fondamentale per le forze armate di Kiev nell’utilizzare i droni e nell’intercettare quelli nemici.
“Ho tenuto una riunione in videoconferenza sulla situazione nelle regioni dell’Ucraina dopo l’ennesima ondata di attacchi russi. Purtroppo si sono registrati danni a 28 sottostazioni e ad altre importanti infrastrutture energetiche“, ha esordito il presidente ucraino in un messaggio su Telegram. In base a “un rapporto separato del Comandante in Capo delle Forze Armate ucraine basato sulle informazioni ricevute dai reparti riguardo alla situazione dell’uso dei servizi Starlink / Starshield”, ha scritto il capo del governo di Kiev, “registriamo che in diversi settori del fronte le apparecchiature smettono di funzionare a velocità comprese tra 130 e 161 chilometri all’ora. Questo rallenta la nostra logistica al fronte e limita l’uso di droni di vario tipo, in particolare i ‘mid-strike’ e gli intercettori degli ‘Shahed’ a reazione. Oggi questo aspetto deve essere discusso ancora una volta con i partner a tutti i livelli. La velocità è fondamentale per proteggere le vite umane”, ha aggiunto Zelensky in relazione alle informazioni ricevute da Mykhailo Drapaty.
Le autorità militari ucraine continuano a denunciare anche il mancato supporto degli alleati nel trasmettere informazioni sull’arrivo degli attacchi russi. Nella notte del 19 ottobre “ci sono stati due raid con armi balistiche. Uno alle 23.00, il secondo alle 3.00 del mattino”, ha detto il colonnello Yuriy Ignat, portavoce dell’aeronautica militare, in una diretta tv. “Ricordate quando abbiamo avuto 39 missili in quel massiccio attacco?”, ha domandato Ignat riferendosi al massiccio attacco combinato sferrato dalla Russia nella notte del 14 ottobre.
“Anche allora le informazioni da parte dei partner la prima volta non sono arrivate, ma la seconda volta sì – ha proseguito -. In linea di principio, è andata così anche questa notte. Voglio però sottolineare che abbiamo anche fonti nostre che ci informano sui lanci. C’è il campo radar, che viene monitorato nei limiti del possibile”. “Precisiamo ancora una volta che la prima volta le informazioni, per determinate ragioni, non sono effettivamente pervenute. Su questo i nostri esperti stanno approfondendo insieme ai partner, perché non è la prima volta che si verifica una situazione del genere. Per quanto riguarda il raid delle tre di notte”, invece, ha precisato il colonnello, “l’informazione è arrivata”.
Il 16 ottobre a Bruxelles Zelensky aveva specificato che l’Ucraina riceve informazioni da decine di partner internazionali, ma gli Stati Uniti sono la sua unica fonte di informazioni sui lanci di missili balistici. “Molti paesi condividono informazioni con noi – ha detto il leader ucraino -. Stiamo parlando di decine di paesi. Abbiamo sviluppato questo tipo di collaborazione durante la guerra. Si tratta di un aiuto sostanziale e prezioso. Siamo loro grati. Per quanto riguarda la balistica, nello specifico i lanci balistici, riceviamo queste informazioni dagli Stati Uniti d’America“. Zelensky ha specificato meglio il concetto due giorni dopo: “Abbiamo decine di Paesi che ci aiutano – ha ribadito in un’intervista a Meet the Press su NBC News -. Ma solo gli Usa possiedono in esclusiva queste informazioni che ci permettono di essere informati quando la Russia utilizza missili balistici. E non le abbiamo ricevute durante gli attacchi missilistici durati tre giorni”.
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