CNN Türk24 EKİM 2026 ÇILGIN SAYISAL LOTO SONUÇLARI AÇIKLANDI! Çılgın Sayısal Loto sonuçları nasıl öğrenilir? 166.552.811 TL büyük ikramiyeInquirerINQUIRER at 29: Adapting as Filipinos’ news habits changePunchDon urges graduates to shun corruption, uphold integrityThe Jerusalem PostWith two days until election: Eisenkot leads over Netanyahu, but neither can reach majority - pollColliderMicrosoft's Next Xbox Could Officially Become Its Most Expensive Console of All TimeThe Sydney Morning HeraldRugby League World Cup LIVE: Australia take on Fiji in BrisbaneIl Fatto QuotidianoMarco Mengoni e Maria De Filippi si trasformano in Adriano Celentano e Raffaella Carrà a “Tu si que vales”: il duetto su “Prisencolinensinainciusol” – VIDEOWirtualna PolskaTusk czy Kaczyński? Polacy wskazali lepszego lidera. Nowy sondaż dla WPn-tvIsraelischer Holocaustforscher: "Deutschland hat einen Völkermord im Gazastreifen begünstigt"NOS SportBrewers winnen ook tweede duel in World Series van RaysIl Sole 24 OreIn vigore la nuova legge elettorale. Premio di maggioranza, preferenze e candidato premier: quello che c’è da sapereAnadolu AjansıGalatasaray-Fenerbahçe rekabetinde 407. randevu
The Daily Newsstand · Free, Always
Sunday, October 25, 2026

Fisco, verso una nuova stretta su crediti d’imposta e società apri e chiudi

Translate

Tra le ipotesi della manovra il blocco delle compensazioni con cartelle non pagate per 30mila euro. Stop all’utilizzo nel modello F24 per i crediti acquistati da soggetti non più attivi

3' di lettura

3' di lettura

La manovra chiede un suo contributo anche alla lotta all’evasione. Nel pacchetto di misure allo studio per il Ddl di Bilancio, su cui si attendono le scelte finali in vista dell’approdo in Consiglio dei ministri, c’è anche un ulteriore giro di vite sull’utilizzo dei crediti d’imposta. Con un intervento destinato a impattare sia sulle compensazioni che sulle partite Iva apri e chiudi.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

La soglia di sbarramento

Partiamo dalle compensazioni. In un’ideale linea di continuità con l’intervento già varato con la manovra 2026, tra le misure vagliate e candidate a trovare posto tra gli oltre 100 commi della nuova legge di Bilancio c’è un’ulteriore riduzione dell’importo che fa scattare il blocco dell’utilizzo in compensazione di crediti d’imposta in presenza di debiti non pagati al Fisco e iscritti a ruolo. Dopo la riduzione da 100mila a 50mila euro entrata in vigore dal 1° gennaio scorso, l’ipotesi allo studio è quella di far scendere ulteriormente la soglia di sbarramento a 30mila euro. In pratica con 30mila euro di importi iscritti a ruolo per imposte erariali e accessori per i quali siano scaduti i termini di pagamento scatterebbe dal 1° gennaio un blocco complessivo alle compensazioni orizzontali, ossia tra imposte di natura diversa. Di fatto, si cerca di colpire chi sfugge alla riscossione senza pagare i vecchi debiti. Per poter far cadere il blocco è necessario pagare una quota di debito che consenta di scendere al di sotto della soglia. Due sono gli aspetti chiave da segnalare. Quando lo scorso anno fu fatta la scelta di rendere più stringente lo sbarramento, perché con un debito più basso si va a colpire una platea più ampia di contribuenti, la misura fu incastonata all’interno della linea di attuazione del Pnrr sulla riforma dell’amministrazione fiscale. E si è trattato di un intervento a cui l’Erario ha affidato una prospettiva di maggiori entrate derivanti dallo scarto dei crediti potenzialmente utilizzati in compensazione da chi non ne ha i requisiti in base allo sbarramento per 207 milioni di euro annui a partire dal 2026.

Come procedono le compensazioni

Si tratta di un ulteriore paletto all’utilizzo dei crediti in compensazione, che comunque resta una componente ormai strutturale del nostro sistema tributario. A dimostrarlo i numeri. Nei primi otto mesi del 2026 le entrate tributarie hanno visto le compensazioni sfondare il muro dei 36 miliardi di euro (+2,4% sullo stesso periodo del 2025) con una crescita maggiormente sostenuta sul fronte delle imposte dirette (732 milioni in più sull’anno precedente).

Le società apri e chiudi

Naturalmente il problema non sta nei contribuenti che a pieno titolo e legittimamente utilizzano i crediti d’imposta, ma nelle diverse situazioni di irregolarità emerse grazie all’azione antifrode di agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza. Spesso si tratta di veri e propri schemi criminali che servono a maturare crediti e a lasciare “scatole vuote” con debiti sia sul fronte fiscale che previdenziale. Per questo tra le ipotesi allo studio per la manovra c’è quella di bloccare l’utilizzo dei crediti acquistati per le partite Iva inattive. Una mossa che va in scia a una radicale campagna di contrasto al fenomeno delle attività cosiddette «apri e chiudi» che, come rivendicato dal Governo nel bilancio dei quattro anni da quando è in carica, ha portato a cessare d’ufficio 20.300 attività irregolari. Il fenomeno di schemi fraudolenti perseguiti attraverso finte società o «cartiere» (chiamate così perché emettono false fatture) è una minaccia non solo per l’Erario ma per tutta la filiera di imprese che operano nel rispetto delle regole, perché finiscono con il determinare una concorrenza sleale che ha riflessi non solo nei settori in cui vengono create ad arte ma sull’intero sistema produttivo.

Riproduzione riservata

©

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

View the original on Il Sole 24 Ore →

KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.