Wsj, Trump boccia piano iraniano. Araghchi, Usa disprezzano Onu e diritto internazionale

Donald Trump ha respinto il cessate il fuoco con l'Iran e ha comunicato ai suoi collaboratori che si aspetta di riprendere i bombardamenti sull'Iran dopo le elezioni di midterm previste a novembre. Lo rende noto il Wall Street Journal citando funzionari statunitensi.
Pezeskian, se Usa accetta proposta al via prima fase
In un'intervista alla CBS News, Pezeskian ha affermato che "se gli Stati Uniti accetteranno la proposta della Repubblica Islamica di sette giorni riguardo allo Stretto di Hormuz, il processo di attuazione inizierà immediatamente e le forze militari del governo iraniano vi aderiranno". Il presidente iraniano ha esaminato questa proposta nel quadro del Memorandum d'intesa di Islamabad, che persegue gli stessi obiettivi, e ha affermato: "In definitiva, le richieste incluse in quel memorandum e in quell'intesa sono state ora suddivise in fasi, in modo da poter procedere in base a tali fasi".
7 ottobre, capo 007 egiziano lanciò avvertimento a Israele
Dopo la notizia diffusa da Haaretz su un presunto avvertimento a Benjamin Netanyahu da parte del presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed, sull'attacco del 7 ottobre, una nuova inchiesta giornalistica potrebbe alimentare il caos in Israele. Secondo la rivista The Atlantic, poco prima dell'invasione giuidata da Hamas, un avvertimento egiziano fu trasmesso dall'allora capo dell'intelligence egiziana, Abbas Kamel, ad alti funzionari israeliani all'aeroporto Ben Gurion. Già due giorni dopo la strage messa in atto dall'organizzazione palestinese, un funzionario dell'intelligence egiziana aveva dichiarato all'Associated Press che Israele aveva ignorato ripetuti avvertimenti sul fatto che Hamas stesse pianificando "qualcosa di grosso", e il sito di notizie Ynet aveva riferito che proprio Kamel aveva avvertito personalmente Netanyahu 10 giorni prima delle atrocità. La rivista statunitense sottolinea che Kamel non ha fornito ai funzionari israeliani alcuna informazione precisa su quando sarebbe avvenuto l'attacco o su come si sarebbe svolto, quando è atterrato il 26 settembre all'aeroporto Ben Gurion, dove il suo aereo è rimasto per poco più di un'ora mentre incontrava funzionari non specificati. E non è chiaro con chi si sia incontrato. L'aereo egiziano rimase a terra in Israele per 67 minuti, secondo il registro di volo delle autorità aeroportuali israeliane, prima di tornare al Cairo. - Il rapporto afferma che il capo degli 007 del Cairo raccomandò al governo israeliano di concedere ad Hamas agevolazioni economiche per scongiurare il conflitto. Il suo messaggio, secondo un ex funzionario israeliano informato in seguito sulla visita, fu: "Se non cambiate rotta, Gaza vi esploderà in faccia". A tre anni di distanza dal più devastante attacco a sorpresa nella storia di Israele, resta un mistero cosa abbiano fatto i funzionari israeliani in seguito all'avvertimento di Kamel. Tuttavia, funzionari di sette diversi Paesi, interagendo con he Atlantic, hanno affermato che la visita di Kamel avrebbe dovuto far scattare l'allarme ai massimi livelli del governo israeliano. Nei giorni successivi all'attacco, l'ufficio di Netanyahu ha negato che avesse ricevuto avvertimenti, diretti o indiretti, dall'Egitto sulla situazione a Gaza. L'attacco di Hamas, avvenuto 11 giorni dopo la visita di Kamel, ha provocato la morte di circa 1.200 persone, principalmente civili, e il sequestro a Gaza di 251 ostaggi durante raid coordinati contro kibbutz, basi militari e il festival musicale di Supernova.
Araghchi, nostro piano prevede Hormuz riaperto in 7 giorni
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato che Teheran ha offerto a Washington un piano che prevede la riapertura dello Stretto di Hormuz alla navigazione marittima entro sette giorni. "L'Iran ha trasmesso agli Stati Uniti, tramite il Qatar, un piano concreto di sette giorni. Se le condizioni necessarie saranno soddisfatte, lo stretto potrà essere riaperto e il normale passaggio marittimo ripristinato entro sette giorni", ha dichiarato alle Nazioni Unite. "La scelta ora spetta agli Stati Uniti. L'Iran non accetta coercizione, minacce o intimidazioni e non rinuncerà ai suoi diritti sovrani sotto pressione", ha affermato Araghchi.
SON Araghchi (Rainews24)
Araghchi, Usa disprezzano Onu e diritto internazionale
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha parlato a margine dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite del conflitto con gli Stati Uniti. Ha affermato che l'Iran ha costantemente dimostrato il suo impegno nei confronti del diritto internazionale e della diplomazia, anche di fronte agli attacchi statunitensi e israeliani. "Gli Stati Uniti hanno scelto la strada opposta: aggressione, minacce, assassinii, guerra economica e un palese disprezzo per il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite", ha affermato Araghchi. Il ministro degli Esteri iraniano ha accusato gli Stati Uniti di "utilizzare la privazione economica come strumento di punizione collettiva e coercizione politica". Gli Stati Uniti, ha affermato, "stanno deliberatamente infliggendo gravi e prevedibili danni al popolo iraniano e violando direttamente i suoi diritti fondamentali, compresi i diritti alla vita,
alla salute, alle medicine e al cibo". "Questa non è diplomazia; è coercizione e terrorismo economico", ha aggiunto. Araghchi ha proseguito: "Gli Stati Uniti e Israele non possono insabbiare gli atti criminali contro l'Iran. Eppure, dal podio dell'Assemblea Generale, il Presidente degli Stati Uniti, insieme al primo ministro criminale di Israele, ha tentato di distorcere i fatti e invertire i ruoli di vittima e aggressore". Araghchi ha insistito sul fatto che il programma nucleare iraniano rimane "pacifico". "L'Iran è un partner fedele del Trattato di non proliferazione nucleare (TNP) dal 1970 ed è stato soggetto a un intenso monitoraggio da parte dell'AIEA per decenni", ha affermato Araghchi. "Gli Stati Uniti non possono affermare in modo credibile di difendere la non proliferazione mentre attaccano impianti nucleari pacifici protetti dall'AIEA, in chiara violazione dei loro obblighi internazionali", ha continuato.
Riuniti a Riad capi militari sauditi, turchi, pakistani
Il Ministero della Difesa turco ha dichiarato che "si è tenuto a Riad un incontro militare trilaterale con la partecipazione di Turchia, Arabia Saudita e Pakistan nell'ambito dell'Accordo di Difesa Congiunta della Mecca". Anche il Ministero della Difesa saudita ha commentato l'incontro, affermando che vi hanno partecipato "i capi delle forze armate e i capi di Stato maggiore dei Paesi firmatari dell'Accordo della Mecca". Ha aggiunto che "i capi di Stato maggiore hanno esaminato la situazione della sicurezza e le minacce che l'Arabia Saudita si trova ad affrontare. I partecipanti hanno sottolineato che l'incontro riflette la determinazione dei Paesi a tradurre immediatamente gli impegni assunti nell'accordo in un'efficace cooperazione militare".
Media, bombe israeliane al fosforo in Libano
L'agenzia di stampa statale libanese National News Agency riferisce che l'esercito israeliano ha sganciato bombe al fosforo alla periferia del comune di Zawtar al-Sharqiyah, vicino alla città di Nabatieh, nel Libano meridionale.
Agenzia Fars smentisce nuovo round negoziati Usa-Iran
Una fonte informata, citata dall'agenzia iraniana Fars, ha smentito le notizie riportate da 'Axios' e 'Al Jazeera' su un nuovo round di negoziati USA-Iran, affermando che tali notizie sono volte principalmente a influenzare i prezzi del petrolio e a stabilizzare i mercati.
New York Times conferma, Emirati informarono Netanyahu prima 7/10
Gli israeliani si preparano a votare ad ottobre e la questione di chi abbia la responsabilità di non essere riuscito a impedire l'attacco guidato da Hamas del 7 ottobre 2023 è diventata una questione dominante in una delle campagne più importanti della storia di Israele. Quando Haaretz, un quotidiano israeliano - scrive il 'New York Times' - ha riferito all'inizio di questo mese che lo sceicco Mohammed Bin Zayed, Presidente degli Emirati Arabi Uniti, aveva dato a Netanyahu un avvertimento segreto che Hamas stava pianificando un attacco su larga scala, la questione ha assunto una rilevanza ancora maggiore. Netanyahu ha smentito la notizia.Ma una persona che ha affermato di aver parlato con lo sceicco Mohammed Bin Zayed e un'altra persona che ha affermato di essere stata informata da qualcuno sulla chiamata tra i due leader hanno detto al 'New York Times' che il leader degli Emirati aveva segretamente riferito a Netanyahu che Hamas stava valutando un grave attacco.Tuttavia, secondo cinque ex alti funzionari israeliani, l'avvertimento del leader degli Emirati non è mai arrivato ai vertici delle forze di sicurezza israeliane. L'intelligence israeliana - scrive Axios - aveva
ricevuto le stesse informazioni dagli Emirati diversi giorni prima. La telefonata di Mohammed Bin Zayed con Netanyahu è avvenuta al fine di verificare
che fosse stato informato. Netanyahu disse a Mohammed Bin Zayed che lo era e che la questione era stata presa in carico.
Netanyahu all'Onu, 24 settembre 2026 (Afp)
Trump e Xi a confronto sull'Iran: ottimismo dello Stretto di Hormuz agli Archivi Nazionali
La visita di Stato del presidente cinese Xi Jinping negli Stati Uniti si è conclusa agli Archivi Nazionali di Washington con un messaggio di fiducia da parte di Donald Trump sul dossier mediorientale.
Durante la tappa finale dell'itinerario, dove sono conservati i documenti fondativi della democrazia americana come la Costituzione e la Dichiarazione d'Indipendenza, Trump ha confermato ai giornalisti di aver affrontato il tema dell'Iran e della sicurezza energetica globale nei suoi colloqui con Xi. Accompagnato dalla first lady Melania e dalla consorte del leader cinese, Peng Liyuan, il presidente statunitense si è detto estremamente fiducioso sui possibili sviluppi relativi alla navigazione nello Stretto di Hormuz, dichiarando che le trattative andranno alla grande.
Stallo nei colloqui tra Washington e Teheran: l'Iran fissa le sue condizioni e smentisce i progressi
Le indiscrezioni circolate nelle ultime ore sul presunto passaggio a una fase tecnica dei negoziati a New York sono state smentite da Teheran, con lo spazio per una soluzione diplomatica che sembra ridursi progressivamente. L'Iran ha infatti inviato agli intermediari e agli Stati Uniti una proposta in sette punti che individua condizioni vincolanti per l'avvio di qualsiasi trattativa, evidenziando distanze ancora profonde tra le parti.
Sul fronte della navigazione nello Stretto di Hormuz, mentre Washington esige la riapertura del corridoio meridionale, Teheran si oppone fermamente accettando esclusivamente il passaggio lungo la rotta concordata con l'Oman. Si registra inoltre un forte disaccordo sui tempi e sulle modalità dell'eventuale intesa: l'Iran richiede che gli Stati Uniti rispettino tutti i propri impegni in un'unica soluzione prima di avviare il tavolo diplomatico, laddove la Casa Bianca continua a condizionare la revoca delle sanzioni, lo sblocco degli asset e la fine del blocco navale alle questioni legate al programma atomico. La proposta iraniana, contrariamente a quanto riportato da alcune ricostruzioni giornalistiche, non contiene invece alcun riferimento al dossier nucleare.
Ft: gli Houthi promettono di non prendere di mira le navi europee
Gli houthi dello Yemen, sostenuti dall' Iran, hanno assicurato all' Unione europea che non prenderanno di mira le navi europee nel mar Rosso. Lo riferisce il Financial Times, citando due diplomatici a conoscenza della questione. In una lettera inviata questo mese al servizio diplomatico Ue, i ribelli avrebbero spiegato che la loro offensiva lungo la costa meridionale dello Yemen non mira a interrompere il traffico marittimo internazionale nè a compromettere la libertà di navigazione attraverso lo stretto strategico di Bab al-Mandeb. Secondo Ft, il traffico container nell'area è intanto salito ai massimi da quasi tre anni.
La milizia silenziosa e tenace che vuole il Mar Rosso
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