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Monday, October 26, 2026

Zelensky chiede proroga legge marziale e mobilitazione. Raid su Zaporizha. Droni ucraini a Voronezh

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Ipermercato Epicentr danneggiato in seguito a un attacco aereo russo a Kharkiv,

Zelensky: “Parte dei residenti di Oleshky sarà evacuata dal 27 ottobre”

"La parte americana ha proposto un regime di cessate il fuoco nell'area di Oleshky a partire dal 27 ottobre" e ciò "dovrebbe durare diversi giorni. Le missioni umanitarie devono arrivare lì", ma anche "gli americani, noi e i russi. Quest'ultimi devono bonificare le strade dalle mine, mentre noi dobbiamo vedere tutto questo e lavorare su ogni aspetto". Lo ha affermato su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, precisando che "la Russia farà di tutto per bonificare le strade in modo che queste persone vadano in Russia", ma "alcune saranno invece evacuate in Ucraina in un modo o nell'altro nella parte che controlliamo. La cosa principale è liberare queste persone dal blocco in modo che possano vivere".

Salvini torna a discutere il sostegno italiano a Kiev

Il vicepremier Matteo Salvini dopo la rielezione a segretario della Lega torna a parlare della guerra in Ucraina e mette in dubbio la linea del governo a favore di Kiev.

"È da ormai più di 4 anni che noi sosteniamo, giustamente, il popolo aggredito e bombardato, approvando sanzioni su sanzioni, inviando 90 miliardi di euro e non so quanti pacchetti di armi, ormai ho perso il conto. Ci si può domandare al congresso della Lega, forza di governo responsabile e leale ma mai silente, se dopo 4 anni di conflitto e migliaia di morti, pensare di mandare altre armi e altre soldi e approvare altri sanzioni sia la via migliore per approvare la pace? Ci si può porre questo quesito?".

Zelensky: non accetteremo status di neutralità su eventuali intese di pace

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un'intervista a Tsn-Tyzhden, ripresa dai media ucraini ha dichiarato che l'Ucraina non accetterà di limitare le dimensioni dell'esercito né di accettare uno status di neutralità nell'ambito di possibili accordi di pace.
"L'aspetto principale è che non possiamo parlare di neutralità del nostro Stato. E non dovremmo farlo, la nostra visione, in linea di principio, coincide con quella americana, non possiamo parlare di limitare l'esercito ucraino", ha affermato, precisando che le garanzie di sicurezza per l'Ucraina non possono essere dettate dalla parte russa.
"Pertanto, le conclusioni sono chiare: i limiti del nostro esercito e la neutralità dell'Ucraina non sono negoziabili. La questione dei territori è una linea rossa che può essere discussa esclusivamente a livello di leader", ha aggiunto Zelensky. 

Zelensky conferma: a novembre si terrà un incontro tra russi, ucraini e americani

Volodymyr Zelensky ha confermato che a novembre si terrà un incontro tra russi e ucraini, sotto mediazione americana, per rilanciare i negoziati di pace in stallo dall'inizio dell'anno. "Siamo pronti a discutere. Se si tratta della questione territoriale, deve essere affrontata a livello dei leader. Le altre questioni spettano ai gruppi tecnici. Tutto questo potrà quindi essere discusso a novembre", ha dichiarato il presidente ucraino in un'intervista alla televisione nazionale.

Zelensky: con gli Usa resta aperta la questione della difesa aerea

I colloqui degli ucraini con gli Usa a Oslo "sono stati accompagnati da tre difficoltà. Si tratta della carenza di sistemi di difesa aerea, delle limitazioni relative a Starlink/Starshield e delle restrizioni sullo scambio di informazioni da parte degli Stati Uniti". Lo scrive il presidente Volodymyr Zelensky sul suo account Telegram.  "Sono grato agli americani e al nostro team per aver risolto, almeno per ora, due di questi problemi: quelli relativi all'intelligence e a Starlink/Starshield" ma, aggiunge Zelensky, "rimane il problema dei sistemi di difesa aerea. Ci sono progressi riguardo ai missili per i sistemi Patriot, ma sono molto lenti. Sono più lenti del volo dei missili russi. Non si può dire: "Sì, ve li forniremo" e poi non consegnarli per un mese o due. Semplicemente, cosi' non funziona" ha concluso. 

Musk chiede "compassione" anche per i "poveri russi"

Dopo le polemiche sulle limitazioni di Starlink all'Ucraina, Elon Musk invita ad avere "un po' di compassione" anche per i russi in un suo nuovo appello sui social a mettere fine alla guerra.
"Il massacro incessante di ucraini e russi deve finire", ha scritto su X, "dovremmo avere un po' di compassione anche per i poveri coscritti russi". "Quei ragazzi", ha concluso, "non hanno altra scelta se non combattere e morire sotto i colpi dei droni". 

Nel 2030 mondiali di sollevamento pesi in Russia: è il primo sport olimpico dal 2022

La Federazione Internazionale di Sollevamento Pesi (IWF) ha annunciato domenica che organizzerà i propri campionati mondiali a Mosca nel 2030, diventando così il primo sport olimpico a organizzare i propri mondiali in Russia dal 2022, anno in cui è iniziata la guerra in Ucraina. “I campionati mondiali del 2029 si terranno ad Ahmedabad (India) e Mosca (Russia) ospiterà l’edizione del 2030”, annuncia l’IWF in un comunicato.  Dal 2022 non si sono più tenuti in Russia campionati mondiali di discipline olimpiche, né estive né invernali. I Mondiali di nuoto del 2025, inizialmente assegnati alla città russa di Kazan, erano stati riassegnati a Singapore.

Ucraina: ripristinata la piena velocità di Starlink per la difesa e i droni

L'Ucraina ha annunciato il ritorno a una connessione stabile e a pieno regime alla rete satellitare Starlink e Starshield di SpaceX, dopo giorni di limitazioni che avevano ridotto l'efficacia operativa dei droni e della difesa aerea oltre i 160 km/h. Il ministro della Difesa di Kiev, Yevgeny Khmara, ha confermato che i sistemi registrano nuovamente velocità superiori ai 400 km/h, definendo il ripristino cruciale per il fronte, le comunicazioni e la logistica militare. Le restrizioni avevano innescato tensioni tra Kiev e Washington, con accuse del presidente Volodymyr Zelensky alla Casa Bianca e repliche di Elon Musk, il quale ha contestato l'uso offensivo dei terminali prima di revocare il blocco, ribadendo che la rete satellitare resta indispensabile per evitare il collasso delle linee difensive ucraine.

IL PUNTO - Ucraina, spiragli di negoziato e il nodo territori: Zelensky pronto alla pace ma senza cedere il Donbass

Il nuovo tentativo di avviare un percorso di pace per l'Ucraina si scontra con i consueti, profondi ostacoli geopolitici. In un'intervista rilasciata ad Abc News, il presidente Volodymyr Zelensky ha ribadito che Kiev «è pronta alla pace», ponendo tuttavia un limite invalicabile: nessuna cessione di ulteriori territori alla Russia, che attualmente controlla già circa un quinto del Paese. Di contro, Mosca continua a pretendere il pieno controllo dell'intero Donbass, confermando una distanza negoziale ancora amplissima.

Il calendario diplomatico prevede nuovi round già dalla prossima settimana in Europa, dove i delegati ucraini incontreranno i partner europei e gli inviati speciali statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner, in vista dei colloqui trilaterali tra Russia, Stati Uniti e Ucraina attesi per metà novembre. Il nodo cruciale rimane quello dei confini. Lo stesso segretario di Stato Usa, Marco Rubio, ha inquadrato la disputa spiegando che il conflitto «in realtà riguarda il Donbass: la Russia cerca di ottenerlo ma non può impadronirsene militarmente, e Kiev non vuole cederlo per ragioni di sovranità e sicurezza a lungo termine». La posizione di Zelensky resta orientata a un congelamento del fronte lungo le attuali linee di contatto.

Sul fronte diplomatico pesa però l'ambiguità del ruolo di mediazione assunto da Washington sotto l'amministrazione Trump, attenta a bilanciare i negoziati con gli interessi economici interni. Tra gli elementi di tensione figurano l'accordo sul gasolio con Vladimir Putin e le rivelazioni di New York Times e Financial Times relative a contatti tra emissari statunitensi e il Cremlino per l'acquisto di tecnologia dell'azienda russa Novatek da parte dell'americana Polar Lng, destinata allo sfruttamento del gas in Alaska; una vicenda culminata nelle dimissioni dei vertici della società Usa a causa di finanziamenti occulti provenienti proprio da Mosca.

Queste frizioni avevano innescato nelle scorse settimane una dura crisi nei rapporti tra Washington e Kiev, sfociata nella temporanea sospensione della condivisione di intelligence, nelle restrizioni sui sistemi satellitari e nel blocco delle forniture di missili di difesa aerea. Se il blackout informativo e le limitazioni alla rete Starlink e Starshield sono ormai rientrati — permettendo alle forze ucraine di ripristinare la piena operatività e connettività oltre i 400 km/h a supporto della contraerea contro i droni kamikaze Shahed —, resta aperto il problema delle munizioni: «È di estrema importanza che le forniture di missili intercettori riprendano», ha ammonito Zelensky, mentre i raid russi continuano a colpire i centri urbani.

Sul terreno bellico, infine, si registrano segnali contrastanti. Da un lato si apre un piccolo spiraglio umanitario a Oleshky, dove entrambe le parti hanno confermato una tregua a partire dal 27 ottobre per soccorrere la popolazione civile stremata dall'isolamento. Dall'altro lato le ostilità non accennano a diminuire: le forze di Kiev hanno dimostrato la loro capacità di colpire in profondità sul suolo russo, conducendo un raid contro un polo industriale e i depositi logistici di Ozon a Omsk, nella Siberia sudoccidentale, a quasi 2.500 chilometri dalla linea del fronte.

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