Fenomeno Seixas, il mondo ai piedi del predestinato
In Francia è una star da quando era un semplice ragazzino, alto e magrissimo, che muoveva i primi passi in bicicletta con quella leggerezza che hanno solo i grandi campioni. Ma ora, nel mondo delle due ruote, di lui si sono accorti tutti: Paul Seixas, a 20 anni, si è trasformato da 'enfant prodige' a campione affermato.
"Seixasonnail" ha titolato L'Equipe, che oltre ad essere il principale quotidiano sportivo d'oltralpe è la 'bibbia' del ciclismo. La consacrazione è arrivata ieri con la vittoria del Giro di Lombardia. Il più giovane di sempre ad aggiudicarsi questa gara 'Monumento', la prima di una carriera che si preannuncia ricca di successi. I 'cugini' d'oltralpe scomodano paragoni importanti come Bernard Hinault, cinque volte vincitore del Tour de France dal 1978 al 1985 o Jacques Anquetil, primo corridore della storia a vincere cinque Tour tra il 1957 ed il 1964.
Un sogno per una nazione che da anni non sforna grandi campioni sulle due ruote. L'Italia pone le sue speranze su Lorenzo Mark Finn. Nato in Liguria il 19 dicembre 2006, nel 2024 e 2025 ha vinto il titolo mondiale in linea rispettivamente nelle categorie Juniores e Under-23, mentre nel 2026 è diventato il secondo ciclista di sempre a conquistare il Giro Next Gen e il Tour de l'Avenir nella stessa stagione.
Chissà se i due seguiranno le orme di Tadej Pogacar e Remco Evenepoel: il primo definito un fenomeno fin da bambino, il secondo non appena passò dal calcio al ciclismo. Allargando il discorso ad altri sport, le attenzioni italiane sono rivolte alla 16enne Kelly Doualla: nata a Pavia il 20 novembre 2009, si è già laureata campionessa europea under 20 dei 100 metri piani e della staffetta 4ž100 metri a Tampere 2025. Detiene le migliori prestazioni europee under 18 dei 100 metri piani e dei 60 metri piani indoor.
Nel marzo 2026 ha esordito con la nazionale maggiore ai Mondiali indoor di Torun, divenendo a 16 anni e 121 giorni la più giovane debuttante in maglia azzurra in un evento internazionale. A luglio ha vinto l'oro nei 100 m piani agli Europei under 18. Ad agosto ha partecipato ai Mondiali under 20 di Eugene, dove ha conquistato il bronzo sui 100 metri e l'oro nella staffetta 4x100 metri mista con il nuovo record del mondo under 20.
Sono tanti gli atleti che da giovanissimi sono stati promesse dello sport, ma pochissimi sono coloro che le hanno mantenute. Con i social si sono moltiplicati i video di piccoli 'fenomeni' in campi di calcio o palazzetti di basket e pallavolo; migliaia le segnalazioni di talent scout di nuovi 'Maradona' o 'Michael Jordan' in giro per il mondo. Si contano su una mano quelli che hanno fatto il salto a causa della difficoltà di reggere la pressione delle aspettative o, semplicemente, i cambiamenti del proprio fisico hanno tradito questi ragazzi.
Basta leggere l'elenco dei campioni che già da bambini erano considerati eccezionali e poi ce l'hanno fatta: Pelé, titolare nel Santos da adolescente e campione del mondo a 17 anni; Diego Maradona, considerato il miglior talento argentino già a 15 anni; Lamine Yamal, record di precocità con Barcellona e Spagna. Nel tennis come non citare Jennifer Capriati, Martina Hingis, Rafael Nadal, Novak Djokovic, Jannik Sinner e Carlos Alcaraz.
La Formula 1 regala i nomi di Ayrton Senna, Michael Schumacher, Lewis Hamilton, Max Verstappen e ovviamente Kimi Antonelli. Il segreto di tutti questi sembrerebbe non aver perso mai la gioia di fare sport. E Seixas sembra sulla buona strada: dopo aver vinto il Giro di Lombardia è tornato in Francia per partecipare al Roc d'Azur, gara in mountain bike in Costa Azzurra: "Volevo solo divertirmi", ha detto al traguardo dopo essere giunto 64/o a 13 minuti dal vincitore.
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