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Thursday, October 8, 2026

Il Premio Nobel per la Letteratura 2026 alla poetessa e scrittrice canadese Anne Carson

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L'Accademia Reale svedese consegnerà oggi giovedì 8 ottobre, il Premio Nobel per la Letteratura 2026, ponendo fine a settimane di indiscrezioni e pronostici. L'annuncio è atteso alle 13.00 a Stoccolma da parte del segretario permanente Ingrid Carlberg e sarà trasmesso in diretta attraverso i  canali ufficiali della Fondazione Nobel. Come ogni anno, non esiste  una lista pubblica dei finalisti. Le deliberazioni dell'Accademia e i nomi dei candidati rimangono infatti segreti per 50 anni, alimentando il tradizionale toto-Nobel tra critici, editori, lettori e bookmaker.

Nell'attesa sui profili social del Premio Nobel ricorda uno storico vincitore: Albert Camus, premiato nel 1957, la prima donna afroamericana e il più recente Kazuo Ishiguro.

Dopo uno scrittore, una scrittrice? È la domanda che accompagna l'attesa del Premio Nobel per la Letteratura 2026. Infatti, dopo il Nobel assegnato nel 2025 all'ungherese László Krasznahorkai, è lecito sospettare che quest’anno il premio possa andare a una donna. Non esiste una regola ufficiale di alternanza di genere ma la successione delle ultime edizioni ha alimentato una tendenza che ormai viene osservata come uno degli elementi del tradizionale “toto-Nobel”. Nel 2024 il premio era andato alla sudcoreana Han Kang, nel 2023 al norvegese Jon Fosse, nel 2022 alla francese Annie Ernaux e nel 2021 al tanzaniano Abdulrazak Gurnah. Una sequenza che, insieme alla crescente attenzione internazionale per alcune importanti voci femminili, rende plausibile l'ipotesi di una nuova vincitrice.

A rafforzare questa lettura sono anche le indicazioni provenienti dagli ambienti letterari svedesi. “In questa nuova ondata, sono le donne a prendere il comando” ha osservato Lina Kalmteg, critica letteraria della radio pubblica svedese SR, sottolineando come molte delle autrici oggi al centro dell'attenzione propongano opere segnate da temi femministi, atmosfere oscure e violente e componenti surreali.

Le tre autrici più in vista: Can Xue, Jamaica Kincaid, Cristina Rivera Garza

Tra i nomi che circolano c'è soprattutto quello della cinese Can Xue, attualmente in testa alle quotazioni degli scommettitori riportate da Ladbrokes, a 10/1. La rosa delle possibili vincitrici comprende soprattutto la antiguo-barbudana Jamaica Kincaid e la messicana Cristina Rivera Garza, quotata 20/1. Nella stessa fascia, figurano Margaret Atwood (l’autrice del fortunatissimo Il racconto dell’ancella) e Lidia Jorge, mentre a 33/1 sono indicate, tra le altre, Anne Carson, Yoko Tawada, Edwidge Danticat e Rachel Cusk. C’è anche l'argentina Samanta Schweblin, insignita pochi giorni fa del Premio Malaparte a Capri.

Seguono l’eterno Haruki Murakami, autore giapponese, amato soprattutto dalle giovani generazioni, a 14/1; e da Gerald Murnane e dal misterioso (e per questo affascinante) Thomas Pynchon, entrambi a 16/1.

L'autore giapponese Haruki Murakami, 77 anni

L'autore giapponese Haruki Murakami, 77 anni (AFP)

Settimana dei Nobel, già assegnati Medicina, Fisica e Chimica

Da lunedì sono stati annunciati tre premi scientifici. Il Nobel per la Medicina è andato a tre scienziati per il loro lavoro nell'optogenetica. Il premio per la Fisica ha riconosciuto gli sforzi di uno scienziati negli studi per catturare i neutrini. Il premio per la Chimica ha premiato due scienziati per aver districato le misteriose immagini speculari nelle molecole, una scoperta che è stata utilizzata per sviluppare innumerevoli farmaci.

Premio Nobel per la Fisica a Francis Halzen

"Francis Halzen intuì che il ghiaccio del Polo Sud potesse essere utilizzato per rilevare particelle note come neutrini. La sua visione e la sua leadership scientifica sono state fondamentali per l’Osservatorio di neutrini IceCube: un chilometro cubo di ghiaccio dotato di sensori di luce. Grazie a IceCube, i ricercatori possono catturare i neutrini provenienti da processi estremamente ricchi di energia nell’universo lontano", si legge nella spiegazione del premio assegnato ieri a Stoccolma per la Fisica.

Francis Halzen presentò per la prima volta la sua idea di rilevare i neutrini al Polo Sud nel 1988. "Quando un neutrino entra in collisione con un nucleo atomico, produce un lampo di luce che può essere rilevato dai sensori all’interno del ghiaccio glaciale trasparente. Il ghiaccio del Polo Sud presenta numerosi vantaggi, poiché è privo di vari tipi di interferenze e l’area è geologicamente stabile, senza terremoti. Halzen e la sua idea ottennero ben presto il sostegno di altri ricercatori e, solo pochi anni dopo, furono condotti test preliminari sui sensori inseriti nel ghiaccio", viene spiegato.

I neutrini cosmici con energie estremamente elevate sono molto rari, pertanto è necessario un enorme volume di ghiaccio per osservare un numero adeguato di collisioni. IceCube copre un intero chilometro cubo ed è stato completato nel 2011. I ricercatori hanno presto individuato i primi neutrini ad alta energia e, pochi anni dopo, hanno potuto pubblicare la loro scoperta di neutrini che devono avere origine ben al di fuori del nostro sistema solare. La ricerca delle sorgenti di neutrini nell’universo poteva iniziare sul serio.

Premio Nobel per la Medicina a Deisseroth, Hegemann e Nagel

Ieri il premio Nobel per la Medicina 2026 è stato assegnato a Karl Deisseroth, Peter Hegemann e Georg Nagel per aver gettato le base dell'optogenetica, la disciplina che combina genetica e ottica per studiare il comportamento delle cellule. L'americano Deisseroth e i tedeschi Hegemann e Nagel hanno vinto congiuntamente "per le loro scoperte relative ai canali ionici attivati dalla luce e all'optogenetica", si legge nella motivazione del premio.

In particolare le loro ricerche hanno gettato le basi per controllare i segnali nervosi con la luce. Le loro scoperte e i loro esperimenti hanno reso possibile studiare il cervello con un grandissimo dettaglio, fino a poter accendere o spegnere l'attività di singole cellule nervose in un cervello vivente.

Questo metodo viene ora utilizzato in laboratori di tutto il mondo per capire in che modo il cervello organizza emozioni e ricordi.
Hegemann e Nagel hanno aperto la strada a queste ricerche con la scoperta della proteina chiamata canale rodopsina che, se viene introdotta nelle cellule, le rende sensibili alla luce.

In seguito l'americano Deisseroth ha trasferito il gene della canale rodopsina nelle cellule nervose di ratti e, Illuminandole con luce blu, è riuscito a far partire un segnale nervoso. In altri esperimenti questo speciale interruttore dalla luce ha permesso di controllare le cellule nervose nel cervello di topi vivi. 

Premio Nobel per la Chimica a Kagan e Soai per aver risolto un mistero vecchio di un secolo

Il Nobel per la Chimica 2026 è assegnato al francese Henri Kagan e al giapponese Kenso Soai per la scoperta dell'effetto non lineare dell'autocatalisi nella sintesi organica.

"Henri Kagan e Kenso Soai hanno fornito una soluzione a un mistero chimico vecchio di oltre un secolo", ha detto il presidente del Comitato Nobel per la Chimica Heiner Linke. Il mistero è quello della specularità delle molecole, solo alcune delle quali hanno due varianti, una speculare all'altra, proprio come le mani. Questo fenomeno, chiamato chiralità, è comune negli aminoacidi. Altre molecole, però, non hanno una loro immagine speculare e questo è stato per molto tempo un rompicapo per i chimici.

Kagan e a Soai sono riusciti per primi a controllare reazioni chimiche nelle molecole non speculari, chiamate 'omochirali' e in questo modo hanno aperto la strada a nuove tecnologie importanti soprattutto per la produzione di farmaci.

Chi vorrebbero i lettori? I commenti sui social

Il nome di Haruki Murakami torna e ritorna. Tra i più richiesti dai lettori e il più citato sui social. C'è chi lancia anche l'intelligenza artificiale come possibile vincitori. Altri chiedono un autore o autrice del Sud America, dopo l'assegnazione a Mario Vargas Llosa nel 2010.

Poi ci sono i nomi di scrittori amati e celebri in tutto il mondo come Gerald Murnane, Banana Yoshimoto, Ian Russell McEwan, Michel Houellebecq.

E c'è chi ironizza: c'è chi si lamenta perché poi l'Accademia "premia solo sconosciuti dal nome impronunciabile".

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