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Wednesday, October 28, 2026

Caro carburanti: torna taglio accise su gasolio fino al 7 novembre

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Torna il taglio delle accise sul gasolio. Il decreto ministeriale del 27 ottobre, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, vale dal 28 ottobre al 7 novembre e porta l’aliquota a 632,90 euro per mille litri. Lo sconto è di 4 centesimi al litro, circa un terzo di quello garantito in primavera. Il costo, 38,7 milioni di euro, è coperto con il maggior gettito Iva incassato a settembre. È il meccanismo delle cosiddette “accise mobili”, cioè l’extragettito sui rincari usato per finanziare lo sconto, senza nuovi stanziamenti dal bilancio. La misura è molto contenuta, ma arriva in un momento delicato: il 6 ottobre era finito l’ultimo sconto sul diesel, e da allora il governo era sotto pressione.

Dal 18 marzo, il primo decreto

La storia dei tagli del 2026 comincia con la guerra in Medio Oriente. Le incursioni su giacimenti di petrolio e gas tra Iran e Paesi del Golfo e la paralisi del traffico navale nello Stretto di Hormuz, da cui passa circa un quinto del commercio mondiale di greggio e Gnl, hanno fatto salire i prezzi dei carburanti. 

Il 18 marzo il governo Meloni ha varato un decreto che tagliava le accise per venti giorni, con un effetto di 25 centesimi al litro su benzina e gasolio e di 12 sul Gpl. Il provvedimento, il decreto-legge 33, valeva circa 500 milioni e conteneva anche misure contro la speculazione. Prevedeva inoltre un credito d’imposta sul gasolio per autotrasportatori e pescatori.

Aprile e maggio: lo sconto si restringe

Il 3 aprile il Consiglio dei ministri ha prorogato il taglio fino al 1° maggio, con una riduzione di 24,4 centesimi al litro e uno stanziamento di 500 milioni. Il 30 aprile è arrivato il cambio di impostazione. Il taglio sul gasolio è rimasto a 20 centesimi, quello sulla benzina è sceso a 5. I fondi, 146,5 milioni, bastavano però solo fino al 10 maggio, e l’estensione fino al 22 è arrivata con un decreto interministeriale dell’8 maggio. La proroga del taglio accise è fino al 1° maggio 2026.

Il 22 maggio la riduzione è stata ridimensionata di nuovo. Il governo ha prorogato il taglio di due settimane, fino al 6 giugno, con lo sconto sul diesel dimezzato a 10 centesimi e quello sulla benzina fermo a 5. Nello stesso provvedimento c’erano 300 milioni di crediti d’imposta per gli autotrasportatori, che in cambio hanno sospeso lo sciopero annunciato dal 25 al 29 maggio. Il primo sciopero dell’anno, quindi, è stato scongiurato con un pacchetto di aiuti.

Giugno e luglio: lo stop e il ritorno del diesel

Il 5 giugno un decreto Mef-Mase ha esteso il taglio fino al 3 luglio, confermando i 5 centesimi sulla benzina e riducendo quelli sul gasolio. Poi, per la prima volta, lo sconto è stato lasciato decadere. Il 3 luglio era l’ultimo giorno di validità, dopo cinque proroghe consecutive, e i ministri Giorgetti e Pichetto Fratin avevano fatto capire che non c’erano le condizioni per un’altra. 

Il governo ha però dovuto fare marcia indietro. Il 27 luglio ha introdotto uno sconto sul solo gasolio, da 17 centesimi tra accise e Iva, fino al 6 agosto. Nel decreto-legge 133 c’erano anche la proroga del credito d’imposta per l’autotrasporto e risorse per la continuità degli impianti ex Ilva. 

Agosto e settembre: proroghe a rate

Da qui in poi la sequenza è una successione di decreti-ponte, di pochi giorni ciascuno. Il decreto-legge 139 ha portato lo sconto al 24 agosto. Il 153, del 26 agosto, lo ha esteso al 5 settembre. Un decreto Mef dal 6 al 10 settembre ha tenuto l’aliquota a 532,90 euro per mille litri. Il decreto-legge 157 l’ha poi mantenuta fino al 17 settembre.  La proroga della riduzione delle accise su gasolio arriva fino al 24 agosto 2026.

Poi è cominciata la riduzione graduale. Dal 18 al 25 settembre la riduzione è stata di 12,2 centesimi, dal 26 settembre al 5 ottobre di 6,1. Secondo le stime riportate dalla stampa di settore, a settembre la spesa complessiva per i soli tagli alle accise era arrivata a 2,075 miliardi di euro, 2,613 miliardi con i crediti d’imposta. L’idea era di passare a un sistema di aiuti selettivi per l’ultimo trimestre. 

Il 6 ottobre: nessuno sconto, per la prima volta da marzo

Quel passaggio non è avvenuto in modo ordinato. Il 6 ottobre lo sconto da 6,1 centesimi è scaduto e il decreto sulle accise mobili, annunciato da Meloni e Urso, non è comparso in Gazzetta. Per la prima volta da marzo gli italiani non hanno avuto alcuno sconto fiscale sui carburanti. Il gasolio self, nei primi dati Mimit, è passato da 2,242 a 2,244 euro al litro. 

Le proteste: i camionisti tornano a fermarsi

Nelle settimane successive il caro-gasolio è tornato a farsi sentire nelle strade e nei porti. Le imprese siciliane hanno annunciato il fermo dei mezzi dal 16 ottobre, denunciando un aumento del prezzo medio del gasolio di circa 35 centesimi rispetto a febbraio, con valori oltre i 2,16 euro a settembre. Per cinque giorni, fino al 20 ottobre, sono rimasti fermi i mezzi pesanti e lo scarico delle merci dalle navi. Tra le ragioni della protesta c’è il mancato sblocco di risorse stanziate già a maggio e mai arrivate a destinazione. In Calabria la protesta è stata indetta da Fedralog. 
 

Autotrasporto siciliano in sciopero dal 16 al 22 ottobre: caro gasolio e ristori fermi

Non era uno sciopero nazionale, ma due iniziative distinte, a cui si sono aggiunte proteste spontanee di agricoltori e camionisti in Puglia e uno sciopero nazionale dei pescatori il 22 ottobre. 
avvenire

Il 20 ottobre il governo ha risposto con un doppio incontro a Milano. Il viceministro Rixi ha parlato di 480 milioni subito disponibili, con la promessa di arrivare a oltre un miliardo. I tir siciliani hanno revocato il fermo, mentre Calabria, Puglia e Campania hanno continuato. Fedralog si è detta insoddisfatta, perché non sarebbero emersi impegni nuovi oltre allo sblocco di somme già stanziate. 

Il 27 ottobre si è aperto al ministero dei Trasporti un tavolo permanente. Tra le priorità ci sono i costi di esercizio delle imprese, la revisione degli incentivi per superare gli aiuti generalizzati e la corretta remunerazione dei servizi di trasporto. Il giorno dopo è arrivato il decreto sulle accise. 

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