ESPN DeportesCancha de Titans a 157° F derrite zapatosESPN'Did that really happen?' How the Red Sox went from 10-17 to the postseasonBusiness AMNieuw veiligheidspact moet verdediging van Groenland onder NAVO brengenVanguardWhatsApp lists Android phones that can no longer use the appOwngoal NigeriaThe Growing Link Between Football Fandom and Online GamingStraits Times SportAustralia bowling attack boosted as Cummins and Starc return v S AfricaRai NewsAfD primo in Pomerania, dramma Cdu fuori dal Parlamentino. Merz: "Cesura ma il voto non è su di me"BBC NewsAirlines criticise air traffic control as second glitch causes more disruptionPopular ScienceFragment of oldest known peace treaty discovered in Turkey20 MinutenWo kämpfen die Kinder der reichen Politiker, Herr Klitschko?ColliderPrime Video's New 'Reacher' Spin-Off Is Officially Abandoning the Show’s FormulaSBS 뉴스"회계부정 의혹 등 5건 전달"…"청와대 입장에선 가십"
The Daily Newsstand · Free, Always
Monday, September 21, 2026

Chi è la candidata della Linke a Berlino Elif Eralp, già ribattezzata la "Mamdani" tedesca

Translate

Dopo il grande risultato della Linke a Berlino, dove i consensi per il partito di estrema sinistra hanno toccato il 26%, proiettando la candidata Elif Eralp verso la poltrona di prima cittadina della capitale tedesca, tornano con insistenza i paragoni – andati avanti per settimane sui media di mezzo mondo – tra l’esponente di origine turca, avvocata per i diritti civili e paladina dei migranti in chiave anti-AfD (ha proposto di espropriare le case per darle più velocemente a chi è in lista d’attesa), al sindaco di New York, Zohran Mamdani.

Le analogie sono tante: dal retroterra migratorio all'aver messo il caro-affitti al centro della campagna elettorale. E se la candidata 45enne, figlia di due rifugiati politici turchi, riuscirà a diventare sindaco di Berlino dipenderà dalle scelte degli altri partiti, Spd e Verdi in particolare, dando vita a una maggioranza rosso-rosso-verde.

Come si diventa sindaco di Berlino

Infatti, per essere sindaci di Berlino, non basta essere eletti. Chi governa la capitale è come il governatore di un land, e in questo caso di tratta del land di Berlino, paragonato in tutto e per tutto agli altri “Stati” di cui si compone la Repubblica federale. Infatti, si parla di sindaco-governatore. Elif Eralp, quindi, dovrà essere eletta dal Parlamentino del land, dove la Linke potrà contare su 47 seggi su 158. Saranno d’obbligo, di conseguenza, le alleanze con gli altri partiti che hanno ottenuto buoni risultati nel voto di ieri. In primis, appunto, i Verdi (14,3%, pari a 26 seggi) e con l’Spd (12,1%, pari a 22 seggi).

Il successo di Eralp è comunque inequivocabile: Die Linke, la sinistra radicale, ha raddoppiato i consensi nella capitale ed è diventata primo partito.

La prima sindaca turco-tedesca di Berlino

Se l’accordo di coalizione andasse in porto, Eralp diventerà la prima sindaca turco-tedesca di Berlino, città dove la comunità originaria della Turchia è diffusa e radicata, vivendoci almeno due generazioni di emigranti turchi. I genitori di Elif, sindacalisti con una storia di militanza di sinistra alle spalle, emigrarono dopo il golpe del 1980. Eralp nacque a Monaco di Baviera nel 1981 ma è entrata in politica relativamente da poco. Milita per la Linke dal 2017. Eletta deputata regionale nel 2021, si è fatta notare recentemente per i suoi discorsi radicali, molto severi con le politiche di centro – e, per forza di cose, di compromesso – del governo di coalizione federale tra CDU e socialdemocratici.

In cosa Eralp si è ispirata a Mamdani

Mamdani non è stato solo un'ispirazione teorica per Eralp: lo scorso novembre, prima ancora del voto che l'avrebbe incoronato, quattro tra i più importanti dirigenti di Die Linke volarono a New York per confrontarsi con gli strateghi della campagna di Mamdani, a partire dal suo capo Morris Katz. La delegazione includeva Maximilian Schirmer, copresidente della sezione berlinese del partito, e Liza Pflaum, tra le consigliere più ascoltate da Eralp.

Alta funzionaria al Bundestag, Pflaum ha ammesso più volte che il successo sopra le attese del suo partito alle elezioni federali di febbraio 2025 fu dovuto a una campagna ispirata in modo esplicito a quella dell'attuale sindaco della Grande Mela: concentrarsi sul costo della vita come tema principale, puntare sulle piccole donazioni e investire nella comunicazione porta-a-porta condotta dai volontari. “Mamdani offre una visione concreta di come le vite delle persone possano migliorare davvero” spiegò Pflaum a Politico durante la sua visita negli Usa, “si può sentire subito qua a New York, le persone hanno ricominciato a provare speranza”.

I principali partiti, a Berlino, si sono concentrati ognuno su un tema diverso in campagna elettorale: la Cdu sull'economia, l'Spd sulla previdenza sociale, l'Afd sull'immigrazione, i Verdi sulla mobilità e Die Linke, appunto, sul caro-affitti. E se la sinistra radicale è primo partito è proprio perché ha puntato sulla questione più sentita dai cittadini, o almeno questa è la chiave di lettura scelta dai media tedeschi per spiegare l’ottimo risultato di Eralp.

A votare per Eralp soprattutto i giovani, la mobilitazione per la Palestina non ha trainato come ci si aspettava

La nazionalizzazione delle grandi società immobiliari chiesta dalla Linke è una proposta assai controversa. Eppure, secondo un sondaggio Infratest/Dimap, ben il 37% dei berlinesi la ritiene la soluzione più opportuna per abbassare i canoni d'affitto, raddoppiati in pochi anni. Un referendum nel 2021, del resto, aveva visto il 59% dei residenti esprimersi a favore di una simile misura.

A trainare la sinistra è stata anche l’età media della popolazione di Berlino, molto bassa rispetto agli altri Lander tedeschi. Die Linke ha accresciuto i suoi consensi proprio nella fascia d'età inferiore ai 35 anni, che paga in modo maggiore lo scotto del forte innalzamento del costo della vita. E questa tornata ha visto per la prima volta votare sedicenni e diciassettenni. Appare invece sopravvalutato il ruolo di primo piano nella mobilitazione filopalestinese, che ha contribuito alla popolarità del partito tra i più giovani ma, secondo Infratest-Dimap, ha spinto molti elettori a preferire i Verdi o l'Spd, sigle percepite come meno antisioniste, alla luce dell'estrema delicatezza della questione ebraica in Germania.

View the original on Rai News

KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.