Stop a Trump anche dai referendum: in Virginia e Missouri difeso il diritto all'aborto

Non soltanto il rinnovo del Congresso: anche dai referendum associati alle elezioni di medio termine sono arrivati segnali fortemente negativi per il presidente Usa Donald Trump. Le midterm del 3 novembre sono state accompagnate da 145 referendum e quesiti costituzionali in oltre 35 Stati, chiamati a pronunciarsi su temi che vanno dall'aborto ai diritti delle persone transgender, dalla ridefinizione dei collegi elettorali alle politiche fiscali, fino alle regole per l'accesso al voto. Una consultazione parallela che ha rappresentato anche un importante banco di prova per alcune delle principali battaglie politiche del presidente Donald Trump.
Uno dei risultati più significativi arriva dalla Virginia, dove gli elettori hanno approvato tre emendamenti costituzionali riguardanti i diritti civili. Il primo introduce nella Costituzione statale la tutela della libertà riproduttiva, garantendo il diritto all'aborto durante i primi due trimestri di gravidanza, oltre all'accesso alla contraccezione e ai trattamenti per la fertilità. Il secondo elimina il divieto costituzionale dei matrimoni tra persone dello stesso sesso, ormai inapplicabile dopo una sentenza della Corte Suprema federale del 2015, e riconosce la parità matrimoniale. Il terzo prevede il ripristino automatico del diritto di voto per le persone condannate per reati gravi una volta uscite dal carcere.
Un'altra importante affermazione dei sostenitori del diritto all'aborto si è registrata in Missouri, dove gli elettori hanno respinto l'Amendment 3, promosso dalla maggioranza repubblicana per cancellare le garanzie costituzionali sulla libertà riproduttiva approvate con un referendum nel 2024. Il provvedimento avrebbe ripristinato il divieto di gran parte delle interruzioni di gravidanza, prevedendo alcune eccezioni, e inserito nella Costituzione restrizioni ai trattamenti di affermazione di genere per i minorenni. La proposta è stata bocciata nonostante il Missouri sia uno Stato tradizionalmente conservatore.
Altri referendum hanno riguardato direttamente le politiche identitarie promosse dall'amministrazione Trump. In Arizona, Colorado, Nebraska e nello Stato di Washington gli elettori sono stati chiamati a pronunciarsi su restrizioni alla partecipazione delle atlete transgender alle competizioni sportive femminili. In Colorado è stata sottoposta al voto anche una proposta per vietare determinati interventi chirurgici di transizione di genere sui minori
Gli altri referendum
Sempre in Missouri, gli elettori hanno respinto anche la nuova mappa dei collegi congressuali approvata dai repubblicani su impulso di Trump. Il piano avrebbe favorito il Partito repubblicano, rendendo più difficile la rielezione di un deputato democratico nell'area di Kansas City. Risultato opposto nel Maryland, dove è stato approvato un emendamento costituzionale che facilita una futura revisione dei collegi per la Camera dei rappresentanti, potenzialmente a vantaggio dei democratici in vista delle elezioni del 2028. I due referendum si inseriscono nella battaglia nazionale sul ridisegno dei distretti elettorali, diventata uno dei principali terreni di scontro tra i partiti.
Sul fronte economico, in Florida gli elettori hanno approvato, con circa il 62% dei voti, una riforma sostenuta dal governatore repubblicano Ron DeSantis che amplia considerevolmente le esenzioni dalle imposte immobiliari sulle abitazioni principali. La soglia esente passerà a 150mila dollari nel 2027 e a 250mila nel 2028 per le imposte diverse da quelle destinate al finanziamento scolastico. La misura promette risparmi ai proprietari, ma potrebbe ridurre di miliardi di dollari le entrate delle amministrazioni locali, con possibili conseguenze sul finanziamento dei servizi pubblici.
Particolarmente controverso il voto in California sulla Proposition 40, che propone l'introduzione di un'imposta straordinaria del 5% sui patrimoni dei residenti miliardari, destinando il 90% del gettito alla sanità. La proposta, sostenuta tra gli altri dal senatore progressista Bernie Sanders, ha provocato una spaccatura tra i democratici: il governatore Gavin Newsom si è schierato contro, sostenendo che potrebbe provocare la fuga dei grandi patrimoni e delle imprese tecnologiche dallo Stato. Sul risultato pesano anche due quesiti concorrenti, le Proposition 41 e 42, concepiti per ostacolare l'introduzione della nuova imposta.
Infine, numerosi quesiti hanno interessato le regole elettorali. California, Colorado, Nevada e altri Stati hanno votato su nuove prescrizioni relative all'identificazione degli elettori, mentre in Alaska è stata rimessa in discussione l'adozione del voto a preferenze classificate, che consente agli elettori di ordinare più candidati secondo le proprie preferenze.
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