The Daily Newsstand · Free, Always
Saturday, October 3, 2026

Stasera finale Campiello, vincitore giovani Ghisleri: "Racconto la famiglia disfunzionale"

Translate

La cena che precede il giorno della cerimonia di consegna del Premio Campiello è una serata conviviale, un momento che potremmo definire tra amici, con i 90 invitati impegnati a raccontarsi, confrontarsi, conoscersi. L’albergo che ospita l’evento si affaccia sul mare, dal quale arriva una piacevole brezza; l’atmosfera è rilassata, ideale per fare due chiacchiere tra una portata e l’altra, scambiarsi qualche confidenza e molti sorrisi. Seduti qua e là ci sono gli addetti ai lavori, i membri della giuria, gli autori finalisti: Marcello Fois, L'immensa distrazione (Einaudi); Ermanno Cavazzoni, Storia di un'amicizia (Quodlibet); Elena Varvello, La vita sempre (Guanda); Valeria Parrella, La ragazzina (Feltrinelli) e Alcide Pierantozzi Lo sbilico (Einaudi). Sono tutti in attesa di sapere chi si aggiudicherà la vittoria della 64^ edizione del prestigioso riconoscimento letterario, che per la prima volta nella sua storia sarà assegnato al Palazzo del Cinema al Lido di Venezia.

Chi ha già vinto è Matteo Ghisleri, nato a Vercelli 22 anni fa. È lui che, con il racconto Ricalcolo percorso, ha sbaragliato la concorrenza di altri 167 scrittori, portando a casa il Campiello Giovani, arrivato alla sua 31^ edizione. Ha scritto una storia famigliare, che mette al centro un ragazzo in viaggio con gli zii e il nonno per partecipare a un funerale. Una vicenda surreale, che mixa ciò che accade nella realtà con un altro luogo non meglio definito, popolato di personaggi strani, mentre i rapporti tra i membri della sua famiglia, complice un incidente, cominciano a mostrare delle crepe.

Che effetto le fa trovarsi qui?

È un’esperienza insolita essere qui stasera, vivo una sorta di straniamento. Non sono assolutamente abituato a questo genere di eventi avendo iniziato da poco a fare questo mestiere, ma sono curioso e voglio godermi il momento; voglio proprio vedere cosa seguirà. Quindi, in realtà, sono molto felice di essere qui e di vivere tutto questo, perché è certamente un privilegio.

Cosa crede che sia piaciuto della storia che ha scritto?

Forse, la traduzione di un certo stato d’animo che, in qualche modo, un po’ sballottola il protagonista tra le varie figure che compaiono all’interno del racconto e che spingono il protagonista a mettersi in luce. Il modo in cui il nucleo famigliare è mostrato in tutti i suoi passaggi all’interno del racconto; il modo in cui si sgretola e si ricompone alla fine per un breve istante.

Perché ha voluto raccontare una storia che ha la famiglia come centro?

Il racconto in sé è nato un po’ come l’incontro di due momenti di vita diversi, che però cadevano per coincidenza a distanza di pochi mesi l’uno dall’altro. Questi due eventi sono stati il funerale di un parente e un piccolo incidente automobilistico in vacanza. Entrambi hanno dato via, con un po’ di fantasia che ha farcito la storia, al racconto finale.

Ritiene che vincere il Premio Campiello Giovani aiuti il racconto a farsi conoscere e, di conseguenza, aiuti il suo scrittore?

È ancora presto per dirlo. È vero, ho parlato con chi ci è passato prima di me, ma da qui a dire che cosa possa comportare in un futuro prossimo non saprei dirlo. Ovviamente, per quanto mi riguarda, proverò a sfruttare il momento, a vedere come possa aiutarmi, questa vittoria, a raggiungere i miei obiettivi futuri.

Che cosa cerca in una storia?

Cose diverse ogni volta. Dei consigli degli altri mi fido, ma dipende da quanto conosco la persona che mi consiglia e da quanto questa persona possa conoscere i miei gusti. Se è qualcuno che a sua volta scrive, terrò in considerazione il suo giudizio su un libro, perché magari mi spinge ad approfondire qualcosa che a lui o lei è piaciuto, al punto tale da indurlo a consigliare quella lettura. Il punto è che spesso facendosi consigliare si tende ad accumulare delle liste piene di titoli di libri e alla fine, qualche volta, tendo a scegliere cosa leggere in maniera casuale. Capita anche che io decida cosa leggere in base allo stato d’animo, ma comunque seguire i consigli di chi stimo rimane uno dei canali principali che guida le mie scelte.

Una ragione per leggere la sua storia?

Dovrebbe leggerla chiunque sia interessato a confrontarsi con uno sguardo giovanile, che si rapporta con un nucleo famigliare particolare, disfunzionale e al tempo chi è interessato alla tenerezza che deriva dall’accorgersi della propria disfunzionalità famigliare, che nasce sempre da persone in questo caso come il sottoscritto, che hanno la stessa possibilità, se messe in certe situazioni, di adottare quei comportamenti, in un certo senso. Insomma, per provare a scoprire un modo particolare di raccontare la disfunzionalità, non puramente in senso disfattista.

L'intervista al presidente della giuria Ciccuto

Roberto Cicutto è il Presidente della Giuria dei Letterati della 64ª edizione del Premio. A lui chiediamo: perché un lettore dovrebbe acquistare uno dei libri finalisti?

Intanto, perché è un premio glorioso e i libri del Campiello, sicuramente quelli di quest’anno, ma evidentemente anche quelli delle edizioni precedenti, sono frutto di un lavoro molto serio, che una giuria di persone competenti fa e che poi viene affidato al giudizio che possiamo chiamare popolare dei 300 giurati anonimi. Io credo che sia una formula assolutamente giusta, è giusto che ci sia una selezione fatta - e lo dico tra virgolette – dai professionisti ed è giusto che poi i lettori, che sono come per il teatro così per il cinema i coprotagonisti dell’opera, abbiano l’ultima parola.

Fa vendere, il Campiello?

A volte di più, altre meno. Sicuramente, se uno guarda le statistiche, il libro vincitore viene premiato anche dalle vendite. È più importante, forse, quanto gli scrittori che arrivano alla cinquina finalista si avvicinino al loro potenziale pubblico attraverso il tour che tutti insieme fanno prima della premiazione.

Perché dobbiamo leggere?

Io non lo so perché dobbiate leggere voi (ride), io so che leggere mi ha cambiato la vita e se ho potuto fare una vita straordinaria, forse, il 70% lo devo alla lettura.

View the original on Sky TG24 →

KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.