Cateno De Luca ufficilizza l’accordo con Meloni, nasce la componente di ScN alla Camera con 2 deputati “in prestito”: “Ci mandiamo messaggi da mesi, è eroica”
Fino a pochi giorni fa all’interno del campo largo in Sicilia si dibatteva se aprire o meno la coalizione a Cateno De Luca alle prossime Regionali, con tanto di candidature alla primarie. Adesso, però, il sindaco di Taormina ha ufficializzato l’accordo con Giorgia Meloni in vista delle Politiche. Sud chiama Nord, il partito da lui fondato, ha costituito infatti una componente nel gruppo Misto alla Camera.Lo ha fatto grazie a due deputati “prestati” da Fratelli d’Italia, evitando così di dover raccogliere 6mila firme per ciascun collegio elettorale per presentare la lista (norma introdotta con la nuova legge elettorale).
La componente nasce grazie all’arrivo – oltre all’esponente di Sud chiama Nord, Francesco Gallo – del fedelissimo di Meloni, Luca Sbardella (attuale commissario di Fdi in Sicilia), e del deputato del Misto Manlio Messina, che dovrebbe rientrare in Fratelli d’Italia, partito che lasciato un anno fa per motivi mai resi pubblici. Il partito di De Luca potrebbe così ambire al “ripescaggio”, creando un bel problemi a Noi Moderati: la legge elettorale, infatti, prevede il ripescaggio, per ogni coalizione, della prima lista coalizzata rimasta al di sotto di tale soglia del 3%. E Sud chiama Nord potrebbe così “strappare” seggi al partito di Maurizio Lupi.
“È già ufficiale e definitivo, si aspetta solo l’annuncio formale del presidente della Camera ma le procedure sono completate“, ha spiegato De Luca, confermando che questo consentirà al suo partito di non dover raccogliere le 6mila firme previste dalla nuova legge elettorale per le formazioni non presenti in Parlamento. “È una previsione della legge, chi ha il gruppo al 31 dicembre 2025 è esentato, chi è fuori dal Parlamento deve raccoglierne 6mila, chi ha la componente nel gruppo Misto nel deve raccogliere tra 750 e 1.500“, ha sottolineato. “Nel momento in cui fai una scelta di campo, nella coalizione ci si dà una mano. D’altronde la stessa proposta ci era arrivata dal centrosinistra”, ha aggiunto “Scateno” sottolineando però che i “tanti sherpa” del campo largo – renziani e dem – “ci proponevano un amore clandestino, perché si pone il tema della Sicilia, dove c’è una lotta terribile per il prossimo presidente della Regione, che probabilmente sarò io”.
Il sindaco di Taormina, chiuso l’accordo, tesse le lodi della premier: “Con il presidente Meloni da un pò di tempo ci mandiamo dei messaggi su WhatsApp, da circa sei mesi, perché ho posto alcune questioni amministrative. Quando riesce nei suoi mille impegni mi risponde, e da lì è nata un’interlocuzione”, ha dichiarato De Luca a Un giorno da pecora, su Rai Radio1, definendo la presidente del Consiglio “una supereroina“.
Il leader di Sud chiama Nord tiene comunque a precisare che questo accordo con Fdi riguarda, al momento, solo le Politiche: “Io in Sicilia ho le mani libere, mi sono candidato contro centrosinistra e centrodestra e sono arrivato secondo nel 2022, e voi pensate che l’accordo nazionale lo applico automaticamente in Sicilia? In questo momento si va da soli“, ha aggiunto. Di certo nel centrodestra siciliano è scattato l’allarme rosso. Sull’ipotesi di una candidatura di De Luca a presidente della Regione arriva il No secco di Lega e Forza Italia.
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