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Tuesday, October 13, 2026

I pini di Roma o le onde dell'Adriatico, ora sono opere d'arte al Signal forum di Praga

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I pini romani minacciato dalla cocciniglia e dai funghi sono diventati opere d'arte, insieme alle scogliere della Baia della Somme che arretrano a ogni tempesta, alle meduse che proliferano nei mari della Grecia, alle onde invisibili che nutrono la vita sottomarina dell'Adriatico, alle foreste alluvionali della Moravia e alle microalghe che custodiscono la memoria del Delta dell'Ebro.
    Fenomeni legati all'ambiente che alcuni artisti internazionali, con l'aiuto di scienziati e comunità locali, hanno trasformato in opere d'arte digitale per Co-vision-Mapping the Natural Heritage, progetto di cooperazione europea co-finanziato dall'Unione Europea con il programma Europa creativa e guidato da Videocittà, il festival della visione e della cultura digitale ideato da Francesco Rutelli. Le opere sono incluse nell'Archivio digitale europeo che ne custodirà per sempre la memoria e saranno presentate il prossimo 16 ottobre a Praga in occasione di Signal Forum, che riunisce artisti, curatori ed esperti mondiali.
    "Roma-Videocittà è capofila del progetto, - dichiarano gli organizzatori. - E' stato scelto il Pinus pinea, il pino domestico, icona del paesaggio mediterraneo e testimone silenzioso della storia di Roma, oggi minacciato da cocciniglie, funghi e insetti. Il Pinus Pinea - AV Talk è a cura di Anna Lea Antolini e nasce dal lavoro di Simone Arcagni (Università IULM di Milano), della visual artist Lorenza Liguori, del sound designer Vincenzo Pizzi e della danzatrice e pedagoga Delfina Stella, in dialogo con la Tenuta Presidenziale di Castelporziano: un'installazione audio e video con testo letterario che invita il pubblico ad ascoltare il mondo dal punto di vista dell'albero".
    Oltre al pino romano fanno parte del progetto la proliferazione delle meduse nei mari della Grecia, segnale degli squilibri dei mari con Medusa Valley di Yiannis Kranidiotis che ha trasformato bottiglie di plastica riciclata, fibre ottiche e led in grandi meduse luminose che reagiscono alla presenza dei visitatori.
    Inoltre il Delta dell'Ebro, una delle zone umide più importanti d'Europa: Lauren Moffatt, Shoeg (Carlos Martorell) e Jaume Vidal hanno creato Mapping the Invisible, installazione in realtà aumentata che rende visibili le diatomee, microalghe i cui gusci di silice custodiscono da millenni la memoria del delta. Poi c'è Namur sulla biodiversità dai fiumi Sambre e Mosa e da Strudiella devonica, uno dei più antichi fossili di insetto conosciuti: Fossilized Futures di Marco Barotti e Robertina Šebjanič. Isola di Hvar LAB852 è invece partita dalla ricerca dell'oceanografa Zrinka Ljubešić e del suo team (Facoltà di Scienze dell'Università di Zagabria) sulle Island-Trapped Waves, onde "intrappolate" attorno all'isola di Lastovo che portano in superficie i nutrienti dalle profondità e sostengono la biodiversità marina, un fenomeno che il riscaldamento del mare può alterare. Segue l' 'Amazzonia Morava' sulle foreste alluvionali alla confluenza dei fiumi Morava e Dyje, rifugio di molte specie a rischio. Un team di artisti cechi, slovacchi e ucraini ha creato Confluence (Soutok) con cui seguono le uova di pesce trasportate dalla corrente, mentre la forza dell'acqua che erode le sponde racconta le sfide reali di chi gestisce quest'area protetta. Infine Transilvania, della Fondazione Transilvania Trust: Roots and Routes sulle storie e leggende degli anziani di Bonțida sul fiume Someș e sulle sue specie protette ripercorre le trasformazioni del paesaggio e del legame tra la comunità e la natura. 
   

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