Ritorno a Tembaine: le ebike del Desert Rally per la terza volta tra le dune del Sahara

Il deserto chiama e la carovana dei pedalatori di ogni latitudine risponde: il Tembaine Desert Rally torna e promette ancora nuove emozioni, in sella alle ebike e per la prima volta anche alle moto elettriche.
Diverse le novità di questa attesa terza edizione, a cominciare dalle date: viste le basse temperature dell'anno scorso la gara è stata anticipata di un paio di settimane, dal 9 al 14 novembre. Nuove anche le categorie e alcuni degli scenari dentro i quali si snoderà il lungo serpente del rally tra le dune, il cui iconico baricentro resta però sempre il massiccio del Tembaine, la montagna "che si vede da lontano" che dà il nome all'evento.
Ma vediamo con ordine i dettagli della competizione.
Sei tappe nel Sahara: destinazione Tembaine
Il percorso si sviluppa per oltre 500 chilometri nella categoria race, mentre la formula experience prevede circa 280 chilometri, distribuiti sulle stesse sei giornate sportive.
La prima parte del Rally attraversa le aree montuose e le oasi di Tamerza, Mides e Chebika, per raggiungere i paesaggi desertici di Ong Jmel e Nefta, teatro e set anche della saga di Star Wars.
La carovana prosegue poi verso Douz, tradizionale porta del Sahara, e il Parco nazionale di Jebil, fino a raggiungere Tembaine, la montagna isolata che emerge dal mare di dune e che ha dato il nome alla manifestazione.
Il percorso alterna piste veloci, hammada rocciosa, attraversamenti sabbiosi e tratti di navigazione nel deserto.
Una sfida nella quale la capacità di leggere il terreno, gestire le energie e affrontare gli imprevisti conta quanto la preparazione fisica.
Due categorie (e due filosofie): Race e Experience
La Race è la formula competitiva: oltre 500 chilometri complessivi, Prove Speciali cronometrate, navigazione autonoma con roadbook e classifiche sportive.
La Experience, con circa 280 chilometri, privilegia invece l'esplorazione: percorso ridotto, gruppo accompagnato da una guida dedicata e nessuna responsabilità individuale della navigazione.
L'obiettivo è permettere a sportivi con preparazioni e aspettative differenti di vivere il Sahara secondo la propria sensibilità, senza rinunciare al carattere autentico dell'avventura.
Novità 2026: il roadbook digitale
La principale innovazione sportiva del 2026 è l'introduzione della navigazione con roadbook digitale TerraPirata.
I concorrenti della categoria Race non dovranno semplicemente seguire una traccia GPS, ma interpretare le indicazioni del roadbook, individuare i waypoint e trovare autonomamente la strada corretta.
È un ritorno alla filosofia dei grandi rally-raid africani, nei quali la navigazione rappresenta una componente essenziale della competizione.
Alla gestione del percorso si aggiunge quella dell'autonomia energetica delle e-MTB, con strategie differenti in funzione delle caratteristiche dei mezzi e del terreno.
Ogni concorrente sarà inoltre dotato di un tracker satellitare che consentirà alla Direzione Gara di monitorarne la posizione e coordinare eventuali interventi di assistenza.
La tecnologia permette così di mantenere la libertà e la responsabilità individuale della navigazione, all'interno di un dispositivo organizzativo strutturato per affrontare le condizioni del Sahara.
La prima volta delle moto elettriche
L'edizione 2026 vedrà inoltre la partecipazione di dieci piloti su Talaria KOMODO, moto elettriche da fuoristrada protagoniste di una formula dedicata all'interno della manifestazione.
La presenza delle Talaria amplia il progetto verso il mondo delle due ruote elettriche off-road, affiancando alla competizione in e-MTB una nuova esperienza sportiva.
Un elemento di particolare interesse tecnico, in un contesto dove autonomia, gestione dell'energia e capacità di affrontare terreni estremi assumono un ruolo decisivo.
Miguel Martinez ancora protagonista
Tra i nomi di maggiore richiamo dell'edizione 2026 figura Miguel Martinez, campione olimpico di mountain bike a Sydney 2000 e campione del mondo della disciplina.
Accanto ai protagonisti dello sport, il Tembaine conserva però una caratteristica fondamentale: la presenza di numerosi amatori, appassionati e viaggiatori che scelgono di affrontare il deserto per mettersi alla prova e vivere un'esperienza fuori dall'ordinario.
Una carovana di oltre 150 persone
La struttura organizzativa comprende 21 componenti dello staff e 25 driver tunisini, oltre ai 110 concorrenti.
Circa 24 mezzi tra pickup e fuoristrada, affiancati da moto, quad e mezzi sanitari, accompagneranno il Rally lungo il percorso.
Il dispositivo di sicurezza integra tracking satellitare, assistenza medica, supporto meccanico, mezzi di recupero e personale specializzato.
Non solo attraversare il deserto: lasciare un segno in chi resta
Tra i principi più autentici che il Tembaine Desert Rally ha ereditato dalla tradizione dei grandi rally africani c'è anche quello di non limitarsi ad attraversare un territorio, ma lasciare un segno concreto e positivo nelle comunità che lo abitano.
È con questo spirito che prosegue la collaborazione con Bambini nel Deserto ETS, organizzazione impegnata da anni in progetti di solidarietà e cooperazione internazionale a favore delle popolazioni più vulnerabili.
Una collaborazione che ha già permesso di sostenere importanti iniziative nelle precedenti edizioni, i cui progetti e risultati possono essere approfonditi attraverso il sito ufficiale di Bambini nel Deserto.
Per il 2026 il Tembaine Desert Rally si impegna a finanziare l'acquisto di una cucina industriale destinata a un istituto che accoglie ragazzi autistici a Jemna, nel profondo Sud della Tunisia.
Un intervento concreto, pensato per migliorare le condizioni quotidiane dei giovani ospiti e contribuire al lavoro delle persone che se ne prendono cura.
Il Tembaine e i suoi antenati
C’erano una volta i raid intrisi di sudore e di benzina, quelli che portavano carovane rumorose e variopinte di auto e moto a lasciare la vecchia Europa per ritrovare l’avventura sulle sontuose piste africane. Viene subito in mente la Parigi-Dakar ideata alla fine degli anni ‘70 da Thierry Sabine, una gara estrema nella quale mezzi di ogni sorta dalla Tour Eiffel cercavano di arrivare tutti interi alle spiagge di Dakar, in Senegal.
La madre di tutti i rally africani
Un’avventura che divenne globale nel 1982, quando alla Dakar prese parte anche Mark Thatcher, il figlio dell'allora premier britannica Margaret Thatcher. Pilota di 28 anni, Thatcher guidava una Peugeot 504 nel deserto algerino ma per giorni sparì dai radar e fu dato per disperso. L’intervento della Lady di Ferro e il clamore mediatico che ne conseguì stimolarono una costosissima e senza precedenti campagna di ricerca: dopo 6 giorni un C-130 algerino riuscì ad individuare al confine con il Mali il rampollo disperso, che non ammise mai di essersi perso.
Il Tembaine Desert Rally è tutta un’altra storia
Storie eroiche e meno eroiche, la “Dakar” ha cambiato pelle molte volte e non si contano i tentativi di imitazione. Ma il Tembaine Desert Rally è tutta un’altra storia.
“La scintilla che ha acceso la passione è stata un’esperienza personale nel sud della Tunisia”, racconta Alex Bettini, anima e ispiratore del Rally. “Quel viaggio è stato una vera e propria illuminazione, ispirandomi a concepire un nuovo ed avvincente format di gara ciclistica nel deserto : il silenzio magico del deserto, le dune infinite e la libertà di esplorare senza il rombo dei motori hanno catturato la mia immaginazione. Mi sono reso conto che la bicicletta offriva un’esperienza più autentica, in sintonia con l’ambiente circostante e con un’impronta ecologicamente ridotta rispetto alle tradizionali moto da rally”.
Alex Bettini: “Una Dakar con le eBikes”
"Il Tembaine è la prima gara ciclistica del suo genere, dove la tradizionale struttura di start e finish viene sostituita da trasferimenti e prove speciali”, dice Bettini.
“Durante i trasferimenti, i partecipanti seguono una traccia sul navigatore attraverso paesaggi mozzafiato, mentre nelle prove speciali mettono alla prova la propria abilità e strategia per superare i waypoints e ottimizzare il percorso. Praticamente, una Dakar con le eBikes”.
Tembaine, in berbero “la montagna vista da lontano”
Tembaine (o Djebel Tembaine) è una montagna situata nel cuore del deserto del Sahara tunisino, a circa tre ore di auto 4x4 dalla città più vicina, Douz.
Si trova all'interno del Parco Nazionale di Jebil, il più grande parco nazionale della Tunisia, che copre 150.000 ettari.
Il nome "Tembaine" in berbero significa "la montagna vista da lontano". È costituita da due cime piatte che si ergono per circa 200 metri in un oceano di dune di sabbia che si estendono a perdita d'occhio.
Un deserto da proteggere
Il Sahara è un habitat con un equilibrio estremamente delicato, da preservare. Spesso manifestazioni con decine o centinaia di partecipanti mettono a rischio questo equilibrio. Perché il Tembaine Desert Rally dovrebbe fare eccezione?
“Siamo impegnati a proteggere e preservare l’ambiente naturale unico del deserto del Sahara”, dice ancora Alex Bettini. “Ciò significa non solo minimizzare l’impatto ambientale della nostra gara, ma anche adottare pratiche sostenibili che contribuiscano alla conservazione dell’ecosistema desertico. Dalle scelte logistiche alla gestione dei rifiuti, cerchiamo costantemente modi per ridurre la nostra impronta ecologica e proteggere gli habitat sensibili attraversati dalla gara”.
L’energia dal sole, l’avventura diventa sostenibile
Un elemento chiave sarà l’utilizzo di energia solare per ricaricare le batterie delle e-bikes. Ogni giorno, i pannelli solari vengono spostati da tappa a tappa, consentendo ai partecipanti di godere del supporto del motore elettrico senza dipendere dalle risorse fossili.
“Con il Tembaine Desert Rally, vogliamo trasmettere l’essenza dell’avventura, il rispetto per l’ambiente e la passione per la bicicletta, prendendo ispirazione dalla leggendaria Parigi-Dakar e trasferendola al mondo delle mountain bike assistite”, dice Alex.
Rainews.it seguirà il Rally in Tunisia
Prima e dopo la gara il sito della Rai Rainews.it seguirà l’evento con video e aggiornamenti in tempo reale.
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