Elezioni in Lettonia, vince il partito del premier Kulbergs

Nel Paese i cittadini sono stati chiamati al voto, dalle 7 alle 19 italiane, per rinnovare i 100 seggi del Parlamento unicamerale: in corsa c'erano 1.428 candidati di quattordici liste. Come previsto dai sondaggi, secondo gli exit poll la Lista Unita del primo ministro Andris Kulbergs avrebbe ottenuto la vittoria con il 35,6% dei voti: il premier, tuttavia, per rimanere al potere avrebbe bisogno di costruire una coalizione con altri partiti. Crescono le sigle populiste
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In Lettonia oggi si è votato per le elezioni parlamentari: i seggi hanno aperto alle 8 locali, le 7 in Italia, e hanno chiuso alle 20 (le nostre 19). I cittadini sono stati chiamati alle urne per rinnovare i 100 seggi del Parlamento unicamerale: in corsa c'erano 1.428 candidati di quattordici liste. Secondo gli exit poll, il voto avrebbe sancito una netta conferma dell'orientamento filo-occidentale del Paese baltico: a vincere, come previsto anche dai sondaggi, sarebbe il partito conservatore Lista Unita del primo ministro Andris Kulbergs. Sempre secondo gli exit poll, tuttavia, il premier per rimanere al potere dovrebbe costruire una coalizione con altri partiti. In crescita le sigle populiste, come "Lettonia Prima" del magnate Ainars Slesers (definito il Trump lettone).
Le elezioni parlamentari in Lettonia
La Lettonia è uno Stato membro della Nato e dell'Unione europea, che confina con la Russia e ospita una significativa minoranza di lingua russa. Queste elezioni parlamentari sono state le undicesime che si sono tenute nel Paese dall'indipendenza dall'Unione Sovietica nel 1991. A contendersi i 100 seggi della Saeima, con un sistema proporzionale, erano 14 partiti. Già gli ultimi sondaggi davano come favorito Lista unita, il partito del primo ministro Andris Kulbergs. Gli exit poll, alla chiusura dei seggi, hanno confermato i sondaggi.
Gli exit poll: Lista Unita di Kulbergs in testa
Secondo gli exit poll, infatti, la Lista Unita del primo ministro Andris Kulbergs avrebbe ottenuto la vittoria con il 35,6% dei voti: vorrebbe dire un incremento di 24 punti percentuali rispetto alla precedente tornata elettorale. Kulbergs, che sostiene il potenziamento militare della Lettonia e il sostegno all'Ucraina, sempre secondo gli exit poll dovrà però costruire una coalizione con altri partiti per rimanere al potere. Al secondo posto ci sarebbe il partito populista "Lettonia Prima" del tycoon lettone Ainars Slesers (Lpv, 11,3%) e al terzo "I Progressisti" (11,1%). In netta crescita, secondo gli exit poll, l'alleanza elettorale di destra populista e filo-russa composta dai partiti "Potere Sovrano" e "Alleanza dei Giovani Lettoni": con il 10,6% dei voti, la coalizione ha sfiorato il secondo posto. Il grande sconfitto sarebbe l'Unione dei Verdi e degli Agricoltori (Zzs), che con il 3,7% dei voti non supererebbe la soglia di sbarramento del 5%: il partito, che ha fatto parte per decenni della leadership del governo lettone, nel 2004 aveva contribuito a far sì che la Lettonia diventasse il primo Paese dell'Ue ad avere un capo del governo appartenente ai Verdi.
L’affluenza
Ad avere diritto al voto erano circa 1,5 milioni di persone. Secondo i dati diffusi dal Comitato elettorale centrale lettone, alle 12 l'affluenza ai seggi ha raggiunto il 25,5%. Inoltre, approfittando del voto anticipato, nei giorni scorsi aveva già espresso la propria preferenza l’11,2% degli elettori (oltre 169mila persone).
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I temi della campagna elettorale
La campagna elettorale è stata segnata dal dibattito sull'aumento del costo della vita e dalle preoccupazioni legate alla sicurezza, visto che la Lettonia confina sia con la Russia sia con la Bielorussia (GLI AGGIORNAMENTI SULLA GUERRA IN UCRAINA). Andris Kulbergs, attuale primo ministro lettone, è in carica solo da maggio: il governo precedente è caduto a causa di una controversia sui droni ucraini. La sua alleanza di centro-destra e conservatrice, la Lista Unita, era data in testa anche nei sondaggi ma gli esperti prevedevano che la sua coalizione sarebbe uscita indebolita a causa dell'avanzata dei partiti populisti. Una convinzione rafforzata dal fatto che nel Paese il malcontento è in crescita: molti lettoni lamentano prezzi elevati e salari bassi, l'economia è stagnante, il sistema sanitario è sotto pressione, l'emigrazione e l'invecchiamento della popolazione continuano a rappresentare sfide importanti.
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