Vertice Ue al via. Tajani: all'Europa serve portavoce comune. Meloni a Bruxelles

Tanti temi cruciali sul tavolo, ma scarse prospettive di svolte immediate. Si apre con questo scenario il Consiglio europeo di Bruxelles, una due giorni serrata di incontri in cui i capi di Stato e di governo dei Ventisette saranno chiamati a confrontarsi su urgenze geopolitiche e dossier strutturali, mentre la diplomazia frena le aspettative e prevede un vertice di transizione.
Il programma dei lavori parte con l'intervento della presidente dell'Eurocamera Roberta Metsola, per poi entrare nel vivo delle questioni economiche: rincari energetici, squilibri macroeconomici e il delicato capitolo sul prossimo bilancio pluriennale dell'Unione. Su quest'ultimo fronte le distanze restano marcate tra i cosiddetti Paesi "frugali" e gli "Amici della Coesione", rendendo sempre più lontana l'ipotesi di un accordo entro l'anno auspicata dal presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. Al centro della discussione vi è anche la definizione di 450 miliardi di nuove risorse proprie da rendere operative entro il 2028.
Sul dossier energia, l'Italia punta a ottenere margini di flessibilità a fronte della pressione inflazionistica, mentre la bozza delle conclusioni prevede un invito alla Commissione affinché la revisione dell'Ets tuteli la competitività dell'industria continentale. A fare da sfondo alle questioni commerciali è il rapporto con la Cina, segnato da un deficit record di un miliardo al giorno e dall'accordo sulle auto ibride siglato dal commissario Maroš Šefčovič.
La seconda giornata vedrà la presenza del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Sul sostegno a Kiev pesano il recente accordo Usa-Russia sul diesel e il persistente veto del Belgio sull'uso degli asset russi congelati. Restano aperte le discussioni sull'ipotesi di un inviato speciale europeo per la pace – rilanciata al Senato dalla premier Giorgia Meloni – e sulla stretta ai visti turistici per i cittadini russi.
Il vertice si chiuderà venerdì con il focus sui flussi migratori, reso ancora più urgente dai recenti eventi alla frontiera di Ceuta. A margine, la presidente del Consiglio sarà impegnata in due riunioni ristrette: un formato a 19 su migrazione e rimpatri e un incontro sul fronte della Coesione. Un summit complesso che servirà soprattutto a misurare i rapporti di forza tra le capitali in vista dei negoziati dei prossimi mesi.
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