Tifoso in coma dopo Puteolana-Portici, otto arresti. Confessa un 19enne
Svolta nelle indagini sull'aggressione al tifoso del Portici ferito gravemente al termine della partita di Serie D tra Puteolana e Portici, disputata domenica scorsa a Pozzuoli. Nella notte tra lunedì e martedì Polizia di Stato e Carabinieri hanno arrestato otto persone, di cui cinque maggiorenni e tre minorenni, ritenute coinvolte nella violenta rissa scoppiata dopo l'incontro.
Tutti gli indagati sono accusati di rissa aggravata. Tra loro c'è anche il 19enne ritenuto l'autore del colpo sferrato con una mazza di legno alla testa del tifoso 34enne del Portici, ricoverato in condizioni gravissime e in coma farmacologico dopo essere stato sottoposto a un delicato intervento neurochirurgico. Secondo quanto emerge dagli accertamenti coordinati dai pubblici ministeri Siracusa e Regine, il giovane avrebbe confessato di aver colpito il 34enne durante gli scontri. Per lui l'accusa è aggravata anche dal reato di lesioni gravissime.
L'aggressione era avvenuta al termine del derby campano tra Puteolana e Portici. Dopo la partita, terminata sul campo senza particolari problemi, gruppi di tifosi delle opposte fazioni erano venuti a contatto nelle zone adiacenti allo stadio. Nel corso degli scontri il sostenitore del Portici era stato raggiunto da un violento colpo alla testa e si era accasciato al suolo. Le immagini delle telecamere e le testimonianze raccolte dagli investigatori hanno consentito di identificare in poche ore i presunti partecipanti alla rissa, facendo scattare gli arresti in flagranza differita.
Le condizioni del 34enne restano monitorate dai medici, mentre proseguono gli accertamenti degli investigatori per ricostruire nel dettaglio le responsabilità dei singoli coinvolti e l'esatta dinamica dei fatti.
Ieri sui social la sorella aveva lanciato un appello al responsabile dell'aggressione affinché si consegnasse alle forze dell'ordine. "I medici non ci hanno dato speranze", ha scritto, raccontando la drammatica situazione che sta vivendo la famiglia. Sulla vicenda è intervenuto anche il prefetto di Napoli, Michele di Bari, che ha espresso "la più ferma condanna" per i gravi episodi di violenza verificatisi in occasione dell'incontro di calcio. Il prefetto ha manifestato vicinanza al giovane ferito e ai suoi familiari, ribadendo che ogni forma di violenza è incompatibile con i valori dello sport, che deve essere occasione di aggregazione, rispetto reciproco e condivisione. Di Bari ha inoltre ringraziato le forze dell'ordine e il personale sanitario impegnati nella gestione dell'emergenza e nell'assistenza al tifoso ferito.
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