Carburanti, Eni fissa un tetto massimo al prezzo. Come funziona e cosa sappiamo

Oggi scatta la riduzione dello sconto sul gasolio decisa dal governo nel pacchetto di misure contro il caro-carburante. Ma ieri è arrivata la mossa del colosso italiano dell'energia, il cui controllo è pubblico: la società ha fissato un tetto per il diesel e la benzina da lunedì prossimo. Apprezzamento da parte del governo: “Lodevole atto di attenzione all’Italia”. Soddisfatte le associazioni dei consumatori. Le opposizioni invece attaccano l’esecutivo.
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Quello che devi sapere
Il tetto fissato da Eni
Ieri Eni ha comunicato di aver fissato “un limite massimo (price cap) al prezzo dei carburanti commercializzati da Enilive pari a 2,19 euro al litro per il gasolio e a 1,99 euro al litro per la benzina (circa 17 centesimi in meno rispetto ai livelli medi attuali). Il price cap è correlato all'agevolazione fiscale sulle accise in vigore e sarà applicato a partire dal 28 settembre, per una durata iniziale di 30 giorni, con possibilità di estensione fino alla fine dell'anno, in funzione dell'andamento del mercato e degli approvvigionamenti”.
Vedi anche: Carburanti, scende sconto governo. Eni mette tetto ai prezzi
Il governo ringrazia Eni
Palazzo Chigi, con una nota, ha espresso il proprio apprezzamento: "Il governo ringrazia Eni per l'importante iniziativa di porre un tetto massimo al prezzo di benzina e gasolio. Un lodevole atto di attenzione all'Italia, che va nella auspicata direzione di calmierare il caro carburante che, a causa del difficile contesto internazionale, sta colpendo le famiglie italiane".
Per approfondire: Carburanti, Eni fissa tetto prezzo su benzina (1,99) e gasolio (2,19). Governo ringrazia
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Il taglio delle accise
Il 16 settembre, il Consiglio dei ministri aveva prorogato il taglio delle accise e dell'Iva sul gasolio, ma lo aveva ridotto: da 17 centesimi al litro, era sceso a 12,2 centesimi dal 18 al 25 settembre, e a 6,1 centesimi dal 26 settembre al 5 ottobre. La mossa di Eni è arrivata quindi alla vigilia della riduzione dello sconto governativo.
Leggi anche: Taglio accise diesel, proroga fino al 5 ottobre: come funziona
Le posizioni della maggioranza
"La Lega apprezza la decisione di Eni di rinunciare volontariamente a incassi milionari: un segnale concreto e di responsabilità, in un momento particolarmente difficile per famiglie e imprese”, ha detto il partito di Matteo Salvini. "L'auspicio è che anche le banche e le altre grandi società del settore energetico e petrolifero seguano questo esempio”. Da Forza Italia, il vicepremier Antonio Tajani commenta: "Questa è la strada che preferiamo: responsabilità, collaborazione e mercato, non interventi dirigisti o nuove tassazioni costruite attorno al concetto degli extraprofitti”.
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Le reazioni delle opposizioni
L'opposizione però si scatena. Per il senatore Pd Francesco Boccia, "se Eni poteva intervenire, perché non lo ha fatto prima, e perché il governo non glielo ha chiesto? Eni non è un benefattore al quale Palazzo Chigi deve rivolgere un ringraziamento: è una grande azienda italiana sulla quale lo Stato esercita il controllo". Il deputato di Avs Angelo Bonelli dice che "la decisione di Eni dimostra che il prezzo calmierato era possibile, come avevamo sempre chiesto noi”. Anche Nicola Fratoianni ribadisce: “Questa mossa svela che poteva essere fatto da tempo per alleviare la situazione difficile di famiglie e imprese”. Critico anche il segretario della Cgil, Maurizio Landini: “Perché il governo non interviene sugli extraprofitti delle imprese, e perché non riduce, non per un mese, ma stabilmente le accise? Senza fare spot”.
Unc: il price cap di Eni è un'ottima notizia
Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, parla di "un'ottima notizia. Non possiamo che esprimere il nostro consenso e il plauso per questa iniziativa. A fronte dell'immobilismo di questo governo che fa sempre meno per il caro carburante, non possiamo che essere contenti che società quotate in borsa facciano più di quanto faccia la politica”.
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Assoutenti: “Governo metta price cap ai carburanti”
"Una notizia positiva in una valle di lacrime”, commenta Assoutenti. "Crediamo ci siano tutti i presupposti affinché il governo intervenga fissando per legge un price cap temporaneo ai prezzi dei carburanti, come peraltro richiesto dalle stesse associazioni dei benzinai”. Secondo il presidente Gabriele Melluso, “la decisione di ricorrere al meccanismo del price cap è positiva per due ragioni: in primo luogo consentirà risparmi immediati agli automobilisti che si riforniranno presso gli impianti Enilive, dall'altro potrebbe innescare una virtuosa spinta concorrenziale, spingendo le altre compagnie petrolifere ad adottare misure simili per non perdere fette di mercato".
I calcoli di Codacons
Per il Codacons, il price cap dell’Eni "determinerà un risparmio da 10,4 euro su un pieno di gasolio" e di "11,2 euro per un pieno di benzina”, considerando i listini alla pompa e la riduzione dello sconto sulle accise. "Si tratta di una ottima iniziativa per calmierare la crescita senza sosta dei listini alla pompa, e speriamo ora che altri marchi petroliferi seguano l'esempio di Eni introducendo un tetto massimo ai prezzi”.
Vedi anche: Prezzo diesel e benzina, Italia tra i Paesi europei più colpiti dal caro carburante
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