Elezioni di metà mandato, in 50 milioni hanno già votato. E sono le più costose della storia

Le midterm si avviano a diventare le elezioni più costose della storia: già spesi 3,8 miliardi di dollari
Le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti si avviano a diventare le più costose della storia, con oltre 3,8 miliardi di dollari già trasmessi alla Fec in pubblicità mirata alle competizioni per il Congresso. La cifra supera di 872,2 milioni di dollari quella registrata nello stesso momento del ciclo elettorale del 2024. È quanto emerge da un'analisi di Arcadia, secondo cui la spesa pubblicitaria conferma la lotta per il controllo del Congresso.
Dei 3,8 miliardi complessivi 2,3 miliardi riguardano le elezioni generali, mentre altri 837,7 milioni risultano già prenotati fino al giorno del voto. A tre giorni dalle elezioni, gli inserzionisti repubblicani risultano in vantaggio nella spesa pubblicitaria già trasmessa in sette delle otto sfide più combattute per il Senato e in 25 delle 42 competizioni per la Camera classificate come ‘Toss Up’ o ‘Lean’ dal Cook Political Report.
Il dato segna un netto cambiamento rispetto al 2024, quando, nello stesso momento della campagna elettorale, i democratici erano in testa nella spesa in sette delle otto principali sfide per il Senato e in 34 delle 42 competizioni considerate più incerte per la Camera. Gli inserzionisti repubblicani hanno inoltre già investito un record di 1,3 miliardi di dollari in pubblicità per le elezioni del Senato, una cifra superiore alla spesa complessiva finale sostenuta dal partito sia nel 2022 sia nel 2024.
AP: "Procuratore Alaska chiede di respingere causa Trump su certificazione voto"
L'ufficio del procuratore dell'Alaska chiederebbe di respingere la causa intentata da Donald Trump per bloccare la certificazione del voto qualora il candidato repubblicano perdesse. Lo riporta l'Associated Press sul suo sito. Nella documentazione depositata si affermerebbe che "non c'è motivo per cui la corte debba continuare a occuparsi di una causa priva di fondamento". Il giudice ha imposto sabato come scadenza per presentare le motivazioni a favore o contro la richiesta dell'amministrazione.
50 milioni di americani hanno già votato
Oltre 50 milioni di americani hanno già votato alle elezioni di medio termine grazie alla possibilità del voto anticipato. Si tratta di circa cinque milioni in più rispetto al 2022.
Giudice Usa blocca la campagna di pressione di Trump su funzionari elettorali
Un giudice federale ha bloccato le varie tattiche adotatte dell'amministrazione Trump per fare pressione sui funzionari elettorali. Lo riporta Cnn. In un misura d'urgenza, la giudice Trina Thompson ha affermato che anche se le azioni vengono dipinte come tentativi "per impedire il voto illegale da parte dei non cittadini, è probabile che tali iniziative finiscano per interferire con la gestione delle elezioni e privare del diritto di voto gli elettori che ne hanno titolo". Il provvedimento impedisce al Dipartimento di Giustizia di chiedere che le schede siano separate e che gli elettori vengano cancellati dai registri elettorali.
Trump, con Dem una depressione economica: se vinciamo 5.000 dollari a ogni americano
"Se vincono i democratici avremo una depressione economica. Se vincono i repubblicani avrete 5.000 dollari in tasca, il dividendo Trump". Lo ha detto
il presidente americano nel corso di un comizio in Florida ribadendo che distribuirà 5.000 dollari a ogni americano adulto se i conservatori vinceranno alle elezioni di metà mandato. "L'unico vincolo è che dovrete spenderli negli Stati Uniti", ha messo in evidenza Donald Trump. I democratici "vogliono aumentare le tasse e vogliono aprire i confini".
Trump, possiamo ottenere un risultato molto buono alle elezioni
"Penso che abbiamo una possibilità di ottenere un buon risultato. Forse anche molto buono, ma sapete, comunque abbastanza buono". Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nel corso di un comizio a Daytona, in Florida. Davanti alla folla, Trump ha spiegato che i comizi si tengono "per una ragione molto semplice: impedire ai comunisti che odiano l'America di prendere il controllo del Congresso degli Stati Uniti". Il presidente statunitense ha ribadito la promessa di versare 5.000 dollari a ogni cittadino americano adulto nel caso in cui i repubblicani mantengano il controllo di entrambe le Camere del Congresso. Trump ha poi spiegato di aver deciso di annullare due appuntamenti in Iowa e Kansas per prevedere dei comizi virtuali, ma di aver cambiato idea dopo aver sentito i repubblicani dei due Stati. La decisione iniziale di annullare i comizi aveva suscitato dubbi sulle sue condizioni di salute: "Mi sento benissimo", aveva invece rassicurato il presidente.
Corte appello Usa boccia richiesta Trump su blocco 20.000 voti in California
Una corte d'appello federale ha respinto la richiesta del Dipartimento di Giustizia dell'amministrazione Trump di imporre alla California di accantonare i voti di 20.000 persone che potrebbero non essere di cittadini americani e a cui lo stato avrebbe inviato le schede elettorali in modo illegittimo. La corte ha confermato la decisione del giudice di primo grado, secondo il quale il blocco dei voti rischierebbe di gettare nel caos il sistema elettorale dello Stato.
Cnn: "Trump cambia programma, domenica comizi in Kansas e Iowa"
Donald Trump cambia di nuovo programma. Secondo Cnn, il presidente terrà comizi in Iowa e Kansas domenica dopo averli cancellati nelle ultime ore. La cancellazione aveva sollevato dubbi sulla sua salute e spinto molti a pensare che i repubblicani avessero gettato la spugna nei due stati, dove i candidati conservatori al Senato sono in difficoltà. Trump ieri ha risposto con toni piccati al giornalista che gli chiedeva se la cancellazione dei comizi fosse legata a problemi di salute: "Sei malato", gli aveva detto. "Mi sento perfettamente. Rimettiti in forma, hai un aspetto orribile", aveva aggiunto.
Trump torna nella storica roccaforte repubblicana del South Carolina che rischia di finire ai Dem
Il Vaticano conferma: "Il Papa ha votato"
Papa Leone XIV ''ha esercitato il proprio diritto di voto come cittadino degli Stati Uniti, ogni volta che ne ha avuto la possibilità''. La Sala Stampa della Santa Sede conferma che, ''in linea con questa consolidata prassi di partecipazione civica, il Papa ha inviato la propria scheda elettorale per posta a Chicago''. ''Il Santo Padre ha inoltre confermato che, durante gli anni in cui ha risieduto in Perù, ha esercitato il proprio diritto di voto ogni volta che ne ha avuto la possibilità. Il Santo Padre esprime la propria convinzione riguardo al diritto e al dovere dei cittadini di partecipare ai processi democratici'', spiega il Vaticano.
Papa Leone XIV chiede il voto per posta
Papa Leone XIV è ancora iscritto nelle liste elettorali dell'Illinois e ha chiesto di votare per posta alle elezioni americane di metà mandato. Lo riferisce il Chicago Sun-Times, citando l'ufficio elettorale della contea di Will.
"Robert Francis Prevost figura nell'elenco delle persone che hanno richiesto una scheda per il voto postale per le prossime elezioni", ha dichiarato al quotidiano Kim Fladhammer, responsabile dello staff dell'ufficio. Il Pontefice, registrato a un indirizzo di New Lenox, ha presentato la richiesta il 3 ottobre. La scheda ha quindi dovuto percorrere il tragitto da Joliet alla Città del Vaticano.
Secondo i registri citati dal giornale, Prevost ha votato alle primarie repubblicane del 2012, 2014 e 2016 e a quelle democratiche del 2008 e 2010, oltre che alle elezioni generali del 2012, 2014, 2018 e 2024. Non ha partecipato alle primarie dell'Illinois dello scorso marzo. Nello Stato gli elettori non devono registrarsi come appartenenti a un partito e possono scegliere a quali primarie partecipare.
La scheda comprende, tra le altre consultazioni, la corsa al Senato per il seggio di Dick Durbin, la candidatura del governatore JB Pritzker alla rielezione e le elezioni locali e giudiziarie della contea di Will. (AGI)Bra
Trump: “Sondaggi inventati, io al 42%? Moltiplicato per due”
I sondaggi che danno i Repubblicani in calo in vista delle elezioni di Midterm sono "inventati". Lo dice Donald Trump durante un comizio in Carolina del Sud. Trump ha chiesto alla folla di sostenitori "quanti sondaggi, quante persone in questa stanza sono mai state intervistate? Qualcuno di voi è mai stato intervistato? Sul serio. Alzate la mano. Sono curioso", ha detto. Pochissimi dei presenti hanno alzato la mano. I sondaggi "sono pieni di frottole - ha aggiunto - . 'Donald Trump è al 42%'. 42%? Volete dire moltiplicato per due? E aggiungete 20", ha detto il presidente Usa.
Cnn: "Trump cancella il viaggio in Kansas nel fine settimana"
Donald Trump cancella il suo atteso viaggio in Kansas nel fine settimana per un comizio a favore del candidato repubblicano al Senato Roger Marshall, preferendo dedicarsi a una serie di rally virtuali. Lo riporta Cnn citando alcune fonti. Marshal è in difficoltà nei sondaggi contro il candidato democratico Adam Hamilton. L'ultima volta che gli elettori del Kansas hanno eletto un democratico in Senato è stato nel 1932.
Alaska, Trump accusa i democratici di frode
L'influenza di Obama in Georgia per Ossoff e la risposta di Trump tra comizi e polemiche
La campagna elettorale per le elezioni di midterm entra nel vivo e vede i principali leader nazionali muoversi intensamente da una parte all'altra degli Stati Uniti, tra comizi infuocati, scontri giudiziari e strategie mirate a conquistare gli stati chiave.
In Georgia, l'ex presidente Barack Obama è sceso in campo per sostenere Jon Ossoff, il trentanovenne senatore e astro nascente del Partito Democratico, impegnato nella sfida elettorale contro il repubblicano Mike Collins. Ossoff, che nei sondaggi recenti risulta in vantaggio, ha fatto della trasparenza e della lotta alla corruzione i suoi cavalli di battaglia, lanciando in passato anche duri affondi polemici nei confronti di Donald Trump.
Contemporaneamente, il presidente Donald Trump prosegue il suo tour elettorale facendo tappa in Ohio. Dal palco, il tycoon ha lanciato un duro attacco ai democratici tirando in ballo il caso dell'Alaska e la candidata Mary Peltola. Citando un'inchiesta giornalistica, Trump ha accusato lo staff democratico di aver reclutato un omonimo, un altro Dan Sullivan, da inserire nella scheda elettorale per confondere gli elettori, parlando apertamente di frode e di falsa testimonianza.
Il viaggio in Ohio rappresenta per Trump la terza visita in uno stato considerato tra i più combattuti dell'intera tornata elettorale. Qui i candidati repubblicani Jon Husted e Vivek Ramaswamy affrontano sfide particolarmente serrate, rispettivamente per il Senato e per la carica di governatore, trasformando la regione in un banco di prova cruciale sia per la tenuta del partito conservatore sia per le ambizioni di rimonta dei democratici.
Da Obama in Georgia a Trump in Ohio: la campagna per le midterm entra nel vivo tra sfide e polemiche
La campagna elettorale per le elezioni di midterm vede i principali leader nazionali muoversi intensamente da una parte all'altra degli Stati Uniti, tra comizi infuocati, scontri giudiziari e strategie mirate a conquistare gli stati chiave.
In Georgia, l'ex presidente Barack Obama è sceso in campo per sostenere Jon Ossoff, il trentanovenne senatore e astro nascente del Partito Democratico, impegnato nella sfida elettorale contro il repubblicano Mike Collins. Ossoff, che nei sondaggi recenti risulta in vantaggio, ha fatto della trasparenza e della lotta alla corruzione i suoi cavalli di battaglia, lanciando in passato anche duri affondi polemici nei confronti di Donald Trump.
Contemporaneamente, il presidente Donald Trump prosegue il suo tour elettorale facendo tappa in Ohio. Dal palco, il tycoon ha lanciato un duro attacco ai democratici tirando in ballo il caso dell'Alaska e la candidata Mary Peltola. Citando un'inchiesta giornalistica, Trump ha accusato lo staff democratico di aver reclutato un omonimo, un altro Dan Sullivan, da inserire nella scheda elettorale per confondere gli elettori, parlando apertamente di frode e di falsa testimonianza.
Il viaggio in Ohio rappresenta per Trump la terza visita in uno stato considerato tra i più combattuti dell'intera tornata elettorale. Qui i candidati repubblicani Jon Husted e Vivek Ramaswamy affrontano sfide particolarmente serrate, rispettivamente per il Senato e per la carica di governatore, trasformando la regione in un banco di prova cruciale sia per la tenuta del partito conservatore sia per le ambizioni di rimonta dei democratici.
Trump promette una rapida conclusione della guerra con l'Iran
Durante un intervento in Ohio, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di voler "mettere fine molto rapidamente" al conflitto con l'Iran, affermando che la controparte è stata "duramente sconfitta".
Contestazioni per Trump in Ohio: urla su Epstein durante il comizio
Donald Trump è stato contestato durante un comizio a Chillicothe, in Ohio, tappa del suo tour a sostegno dei candidati repubblicani per le elezioni di midterm.
Mentre saliva sul palco, il presidente americano è stato interrotto da un manifestante che ha urlato riferendosi al caso di Jeffrey Epstein. Trump ha replicato ribadendo di aver bandito il finanziere dal suo club di Mar-a-Lago, in Florida, circa vent'anni fa, definendolo un "ex amico" e rivendicando quella decisione.
Dopo ulteriori contestazioni da parte di altre due persone presenti tra il pubblico, Trump ha ripreso il suo intervento concentrandosi sui temi della campagna elettorale e lodando il senatore repubblicano Jon Husted.
New York Times: “Team candidata dem in Alaska recluta omonimo del gop Sullivan”
Il team della candidata democratica al Senato in Alaska, Mary Peltola, avrebbe reclutato un omonimo del senatore repubblicano Dan Sullivan per candidarsi e creare così confusione sulla scheda elettorale. La rivelazione, che rischia di affondare le speranze dem di vincere il seggio del Senato in Alaska, confermando le accuse di Donald Trump e del dipartimento di Giustizia, è del New York Times. La campagna di Peltola smentisce le rivelazioni. Anche il comitato dem per il Senato afferma di non avere "nessun coinvolgimento" nel reclutamento del candidato indipendente
omonimo del senatore repubblicano.
Midterm: 36,8 milioni di americani hanno già votato
Sono oltre 36milioni e 756mila gli elettori americani che hanno già espresso il proprio voto per le elezioni di midterm del 3 novembre. Lo riporta la Cnn, riferendo che oltre 18 milioni e 765mila voti sono stati espressi per posta, mentre oltre 17milioni e 752mila voti sono stati espressi di persona, attraverso la possibilità del voto anticipato. Nelle elezioni di medio termine del 2022 i voti anticipati, secondo le varie modalità, furono in totale 45,92 milioni.
Dem Kelly valuterà candidatura alle presidenziali dopo midterm
Il senatore democratico Mark Kelly sta valutando la sua candidatura alle presidenziali del 2028 e deciderà se scendere in campo dopo le elezioni di metà mandato. Lo ha detto lo stesso Kelly in Maine durante un evento a sostegno di Troy Jackson, il candidato al Senato dello stato. Il senatore dell'Arizona, ex astronauta, è il marito dell'ex deputata Gabby Gifford, sostenitrice di una stretta sui
controlli sulle armi dopo essere sopravvissuta ad una sparatoria nel 2011, nella quale furono uccise sei persone.
OpenAi lancia una “war room” per monitorare interferenze alle midterm
OpenAI sta preparando una “war room” dedicata al monitoraggio delle elezioni di metà mandato. L'Election Operations Center entrerà in funzione nei prossimi giorni e rimarrà attivo fino al completamento dello scrutinio con l'obiettivo di individuare la possibile diffusione di disinformazione e altri tentativi di interferire con il processo elettorale. La startup di Sam Altman si dice impegnata a "garantire che gli utenti ricevano informazioni attendibili sul voto e a sostenere che difende l'integrità delle elezioni": lo ha detto Josh Lawson, responsabile del centro di monitoraggio di OpenAI, a Politico. L'iniziativa arriva in un momento in cui c'è crescente preoccupazione sull'intelligenza artificiale e sui suoi effetti.
Wall Strett Journal: Usa avvertono Golfo di ripresa attacchi breve e intensa dopo midterm
Gli Stati Uniti hanno comunicato a diversi Paesi arabi del Golfo di tenersi pronti per una campagna militare breve e intensa dopo le elezioni di midterm. È quanto riporta il Wall Strett Journal che cita fonti informate. Le comunicazioni avvenute attraverso canali diplomatici e militari, scrive il quotidiano statunitense, si aggiungono a un numero crescente di indicazioni secondo cui gli Stati Uniti e Israele si stanno preparando a lanciare una nuova serie di operazioni su larga scala contro l'Iran, rischiando una grave escalation nella speranza di indebolire Teheran e spingerla verso i negoziati.
Attacco hacker a sistemi delle commissioni elettorali a una settimana dal voto
Un tentativo di attacco informatico ha colpito i sistemi della Federal Election Commission (Fec), l'agenzia federale statunitense incaricata di vigilare sul finanziamento delle campagne elettorali, a una settimana dalle elezioni di metà mandato del 3 novembre. Lo riferisce Politico, citando una fonte informata sull'accaduto, secondo cui gli esperti di cybersicurezza dell'agenzia hanno individuato tempestivamente i tentativi d'intrusione e disattivato alcune sezioni del sistema elettronico utilizzato dai candidati per comunicare donazioni e spese elettorali. L'interruzione, definita "limitata e circoscritta", ha provocato la temporanea indisponibilità di alcuni servizi.
Al momento non è nota l'identità dei responsabili dell'attacco, che secondo la fonte potrebbe essere stato condotto utilizzando modelli avanzati di intelligenza artificiale dotati di capacità informatiche offensive. Il portavoce della Fec, Myles Martin, ha confermato che il personale tecnico è al lavoro per ripristinare i servizi, precisando che il sistema pubblico di consultazione dei dati elettorali non è stato compromesso. L'agenzia ha inoltre assicurato che non saranno applicate sanzioni alle campagne che presenteranno le dichiarazioni entro 24 ore dal ripristino della piattaforma.
L'incidente non dovrebbe avere ripercussioni sulla sicurezza del voto del 3 novembre, dal momento che la Fec non si occupa né dello scrutinio delle schede né dell'organizzazione delle elezioni, ma esclusivamente della supervisione dei finanziamenti politici. L'agenzia si trova peraltro in una situazione di sostanziale paralisi operativa dallo scorso anno, dopo l'uscita di diversi commissari e il tentativo del presidente Donald Trump di rimuovere l'allora presidente Ellen Weintraub, che l'ha lasciata senza il quorum necessario per assumere decisioni.
Trump di nuovo in Texas per la campagna delle midterm
A una settimana dalle elezioni di midterm, Donald Trump torna in Texas con tappe a Corpus Christi e Lubbock, a sostegno dei candidati repubblicani. In particolare, per la rielezione del governatore Greg Abbott e per il candidato al Senato Ken Paxton, in difficoltà nei sondaggi nei confronti del democratico James Talarico. È la quarta volta nell'arco di due mesi che il presidente Usa si reca nello Stato, a conferma dell'importanza della posta in gioco. Il seggio senatoriale del Texas è
cruciale per entrambi i partiti per mantenere o conquistare la maggioranza nella Camera Alta del Congresso. Al fianco di Trump ci sarà anche il segretario di Stato Marco Rubio.
Trump, non cambierò mai il nome del Mississippi
"Prometto che non cambierò mai il nome" del fiume "Mississippi". Così il presidente Usa, Donald Trump, nel suo comizio nello Stato del Mississippi. Per quanto riguarda l'oceano, Trump ha detto che sta pensando di chiamare l'Oceano Atlantico "Oceano Americano" e che "l'Europa ne sarà entusiasta".
Nuove accuse a Trump: l'ex Miss Svizzera Beatrice Keul denuncia uno stupro nel 1993
L'ex modella e Miss Svizzera Beatrice Keul ha accusato Donald Trump di averla violentata nel 1993 in una suite del Plaza Hotel di Manhattan. La testimonianza è emersa all'interno di un rapporto sui legami con Jeffrey Epstein reso noto dai democratici della commissione Giustizia della Camera statunitense.
Keul, che aveva già riferito in passato di un'aggressione, ha aggiunto nuovi dettagli al suo racconto, sostenendo di essere stata aggredita alle spalle e violentata dopo essere stata invitata nella stanza di Trump in occasione del concorso American Dream Pageant. In cambio del silenzio, il magnate le avrebbe ribadito la promessa di aiuti per ottenere un visto e l'ammissione alla New York University. La Casa Bianca ha smentito seccamente le accuse, mentre il Time, che ha diffuso la notizia, precisa di non aver potuto verificare i fatti in modo indipendente.
Trump: "Piano da 250 milioni per reclutare gli infermieri nelle case di riposo"
"L'amministrazione Trump è orgogliosa di annunciare un'iniziativa da oltre 250 milioni di dollari per reclutare e trattenere il personale infermieristico nelle case di riposo!". Lo scrive Donald Trump su Truth, osservando che il "progetto, che vede la collaborazione tra governo federale e singoli Stati, sosterrà migliaia di infermieri e studenti di infermieristica in tutto il Paese, compresi coloro che prestano servizio nelle comunità rurali".
Grazie alla nuova iniziativa "'Nurses for Nursing Homes' (Infermieri per le case di riposo) presso i Cms (Centers for Medicare & Medicaid Services), gli infermieri potranno ricevere sovvenzioni fino a 50.000 dollari per lavorare in aree rurali o in strutture che soffrono di carenza di personale", aggiunge il presidente americano. "Prima del mio intervento - e del coinvolgimento dei nostri grandi governatori in questa battaglia - lo stanziamento era pari a circa un terzo dell'importo attuale", aggiunge il tycoon, secondo cui "ora, molti altri dei nostri straordinari infermieri potranno essere ricompensati per il loro impegno a favore dei nostri meravigliosi anziani. Si tratta di una grande vittoria per l'America! Nessuno, nella storia del nostro Paese, ha fatto di più per i nostri infermieri e per i nostri anziani della mia amministrazione", conclude Trump.
Foto di preghiera nello Studio Ovale con Trump, vescovi si scusano
Dopo la foto controversa, sono arrivate le scuse. Due vescovi cattolici hanno espresso rammarico per aver accettato un incontro alla Casa Bianca che, la settimana scorsa, ha portato alla diffusione pubblica di una fotografia, diventata virale sui social e al centro di polemiche, in cui pregano insieme al Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.
L'arcivescovo di Milwaukee, Jeffrey Grob, parlando di "scuse pubbliche", ha affermato di aver ricevuto numerose domande e commenti - alcuni dei quali definiti "carichi di angoscia" - sul controverso incontro di giovedì, al quale aveva partecipato insieme ad altri undici vescovi. La Casa Bianca aveva rapidamente reso pubblico l'incontro, diffondendo fotografie e un video senza il consenso dei partecipanti e a meno di due settimane dalle elezioni di meta' mandato per il rinnovo del Congresso. "Provo una profonda tristezza, non soltanto per il dolore che ho causato, ma anche per il fatto che qualcosa di cosi' sacro per un gruppo di leader religiosi, la preghiera al nostro Padre celeste, sia stato manipolato in questo modo", ha dichiarato Grob. Anche William Joensen, vescovo di Des Moines, in Iowa, ha diffuso una dichiarazione nella quale ha chiarito di ritenere che la Casa Bianca si sia approfittata dei vescovi. "Vorrei essere stato più accorto e meno ingenuo, come coloro che hanno sfruttato il nostro incontro per finalità politiche di parte", ha scritto. "Prego di poter agire con maggiore prudenza e saggezza in futuro, pur rimanendo fermo nella mia disponibilità a dialogare con i leader politici di ogni livello e a pregare per loro", ha dichiarato
Vescovi in preghiera con Trump nello Studio Ovale (Facebook/Paula White-Cain)
Trump esclude di nuovo Cnn e Politico dall'Air Force One
A Cnn e Politico è stato impedito di viaggiare a bordo dell'Air Force One insieme al presidente Donald Trump nella trasferta in Mississippi, tappa del tour de force elettorale del tycoon a sostegno dei candidati repubblicani in vista delle Midterm. Si tratta dell'ultimo tentativo della Casa Bianca di limitare l'accesso a testate che pubblicano contenuti sgraditi all'amministrazione, malgrado un giudice federale si sia già espressa contro restrizioni analoghe.
Trump promette un milione di dollari a chi denuncia frodi elettorali
Donald Trump ha promesso una ricompensa di un milione di dollari a chiunque segnali frodi elettorali, avvenute in passato o che dovessero verificarsi alle prossime consultazioni, a condizione che la segnalazione porti poi a una condanna.
"Chiunque segnali frodi elettorali relative alle elezioni passate o alle imminenti elezioni di metà mandato del 2026, riceverà un milione di dollari dopo l'arresto e la condanna dei responsabili della frode!", ha scritto su Truth.
137 mln di dollari in spot creati con l'IA
A pochi giorni dalle elezioni di medio termine del 3 novembre negli Stati Uniti, l'intelligenza artificiale e' entrata in massa nella pubblicità elettorale, con investimenti per milioni di dollari e il rischio di diffondere disinformazione. I ricercatori l'hanno ribattezzata "slopaganda", da "slop" (contenuto scadente) e propaganda. In uno degli spot, il candidato democratico al Senato in Michigan Abdul El-Sayed, musulmano, viene mostrato mentre gioca con carte che recitano "Morte all'America" e "Celebriamo l'11 settembre". Il video e' riconducibile a un'organizzazione vicina al senatore repubblicano Ted Cruz. Il Wesleyan Media Project, che monitora la spesa pubblicitaria elettorale, ha individuato finora 220 spot realizzati almeno in parte con l'IA, per una spesa di oltre 137 milioni di dollari. Nel 2024 erano stati spesi appena 50 mila dollari. L'81% e' stato finanziato da candidati o gruppi vicini ai repubblicani di Donald Trump, il 12% dai democratici. Solo il 27% degli spot dichiara l'uso dell'intelligenza artificiale, una tendenza "problematica" secondo la condirettrice del progetto Erika Franklin Fowler. Non esistono norme federali che lo impongano. "E' una china scivolosa che porta alla distruzione della verità nel dibattito politico", ha detto all'emittente C-Span il senatore democratico della Georgia Jon Ossoff. Ossoff ha chiesto la rimozione di uno spot manipolato del Senate Leadership Fund, vicino ai repubblicani, che lo ritrae in un salone di bellezza. Secondo un sondaggio per la AAPC Foundation, il 73% degli americani giudica "inaccettabile" l'uso dell'IA per creare immagini o video elettorali. Un rapporto della New York University ne ridimensiona però l'impatto: questa propaganda sarebbe "probabilmente più efficace nel mobilitare gli elettori o nel raccogliere fondi che nello scegliere un candidato".
Lo scandalo dei sondaggi inventati investe le midterm
A una settimana dalle elezioni di midterm scoppia negli Usa lo scandalo dei sondaggi inventati. Wedgewood Polls, una nuova società demoscopica spuntata in giugno, ha ammesso che quasi tutte le rilevazioni diffuse negli ultimi mesi erano false. La scoperta è arrivata grazie a un'indagine del sito specializzato FiftyPlusOne. La società si è giustificata sostenendo che si trattava di "un esperimento sociale" per dimostrare quanto fosse facile ingannare giornalisti e analisti. Intanto però il New York Times ha eliminato 15 sondaggi dalproprio archivio, Decision Desk HQ ne ha rimossi 17, mentre anche il quotato Nate Silver ha ritirato i dati.
Le conseguenze potrebbero essere andate oltre la disinformazione. Mallory McMorrow, candidata democratica al Senato in Michigan, sostiene che un sondaggio Wedgewood del 29 giugno che la dava al 9% abbia contribuito ad affossare la sua campagna, scoraggiando volontari e finanziatori. Il 5 luglio, rimasta al verde, McMorrow si è ritirata dalla corsa. Il caso rilancia gli interrogativi sulla vulnerabilità dei sondaggi ,anche di fronte alla possibilità di fabbricare dati con l'intelligenza artificiale.
Elezioni di Midterm in Usa, scende in campo Obama: "Trump dedito solo ad arricchire se stesso" (Video)
Trump senza freni in un comizio in Michigan presenta la rapper Nicki Minaj: "Un gran bel sedere" (Video)
James Talarico e l'esempio del padre italiano: il sogno Dem dopo trent'anni
Ispirato ai valori del padre adottivo italoamericano, l'ex insegnante James Talarico guida i sondaggi contro il controverso procuratore Ken Paxton, sfidando i milioni di Elon Musk e spaccando il fronte repubblicano.
La popolarità di Trump intorno al 30%, uno dei punti più bassi delle sua storia
La popolarità di Donald Trump è ai livelli più bassi della sua presidenza. Secondo la media di Silver Bulletin approva il suo operato il 36,9% degli americani e lo disapprova il 60,3%, un saldo netto di circa -23 punti, vicino al minimo assoluto. I singoli istituti sono più severi: -26 per New York Times/Siena, -35 per CNN/SSRS e per Reuters/Ipsos. Per il New York Times è il secondo gradimento più basso alla vigilia di un midterm dal 1946, dopo quello di Truman. Pesa soprattutto il costo della vita: sull’inflazione approva il 25% e disapprova il 71%. Per i repubblicani è un problema concreto, perché i democratici guidano di circa 9,5 punti il voto generico nazionale.
Dal voto americano al mondo: cosa cambia se Trump perde il Congresso. L'approfondimento a MappaMondi
Si vota in 36 stati; a inizio 2026 i governatori erano 26 repubblicani e 24 democratici. Arizona è passata a “lean democratico”, mentre l’Ohio (Acton contro Ramaswamy) è tornato in bilico. Georgia, Michigan, New Hampshire e Wisconsin figuravano tra i toss-up (molto incerti).
Le medie citate dal New York Times danno questi risultati dei sondaggi più recenti:
- Carolina del Nord: Cooper in vantaggio di circa 10 punti su Whatley.
- Georgia: Ossoff in media +8 su Collins.
- New Hampshire: Pappas in media +7 su Sununu.
- Michigan: diciotto sondaggi su diciannove danno El-Sayed in testa (1-7 punti).
- Ohio: Sherrod Brown davanti a Husted in quasi tutti i sondaggi (1-8 punti).
- Alaska: Peltola avanti di 2-7 punti nei sondaggi di ottobre.
- Maine: Jackson in vantaggio di 2-4 punti, ma l’ultimo sondaggio Fox News segna un pareggio.
- Texas: Talarico in testa di 2-6 punti su Paxton in quasi tutte le rilevazioni.
- Iowa, Kansas, South Carolina: margini minimi, tra pareggio e pochi punti.
- Nebraska: pochi sondaggi, ma l’indipendente Osborn potrebbe essere competitivo contro Ricketts.
Alla Camera bastano tre seggi netti ai democratici per riconquistare la maggioranza
I democratici hanno 47 seggi al Senato e ne servono 51. Con un pareggio 50-50 decide il voto del vicepresidente JD Vance. Alla Camera bastano tre seggi netti ai democratici per riconquistare la maggioranza.
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