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Monday, October 19, 2026

Marattin si offre al centrodestra: “Se son rose fioriranno”. Calenda lo attacca: “Va a fare il cespuglio con Salvini”

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Marattin si offre al centrodestra: “Se son rose fioriranno”. Calenda lo attacca: “Va a fare il cespuglio con Salvini”

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Dai Ds al Pd, poi Italia viva. La rottura con Matteo Renzi, segretario del Partito liberaldemocratico per acclamazione e, ora, il probabile ingresso in Forza Italia. Ciò che è certo, nella parabola prima verso il centro, poi verso destra, è che Luigi Marattin si è offerto alla coalizione guidata da Giorgia Meloni. In un’intervista al Foglio non ha escluso l’alleanza: “Se son rose fioriranno” ha detto. Tanto più in una fase in cui centrosinistra e centrodestra (quest’ultimo senza Vannacci) sono più o meno appaiati nei sondaggi e guardano al centro per – almeno sulla carta – raccogliere voti.

Così l’ex braccio destro di Renzi sembra aver chiuso definitivamente con Carlo Calenda e Pina Picierno, gli altri due ex dem (e renziani) coi quali avrebbe dovuto creare un “nuovo soggetto politico al centro”. “Siamo disposti ad allearci con chiunque condivida le nostre quattro proposte su scuola, nucleare, tagli della spesa pubblica, che pensiamo possano far vivere meglio gli italiani. Tuttavia, non ci vuole un analista politico per capire che certe proposte sono fuori dal centrosinistra di oggi” ha detto Marattin. E rispetto a Picierno e a Calenda, “vedo che continuano a fare le cose per conto loro, che hanno deciso di guardare avanti solo in due. A quanto pare si ritengono autosufficienti. Che dire? Auguri. Noi ci siamo sempre detti disponibili a creare qualcosa di nuovo ma non a fare gli ospiti indesiderati in casa di altri”.

Ovviamente pronta la replica di Calenda: “Chi vuole andare a fare i cespugli vada, noi non facciamo i giardinieri. Liberaldemocratici con Salvini? Non siamo taxi per entrare in Parlamento. Bisogna essere all’altezza delle persone che stanno facendo la resistenza in Ucraina, Azione è un posto dove lo spirito è alto e l’idealismo viene prima di ogni cosa”.

“Calenda ha un problema: si crede molto di più di quello che in realtà è. Vale per i sondaggi, e non solo. Se fosse solo un problema personale, rimarrebbe un problema privato. Ma il punto è che con questo atteggiamento preclude la nascita di un vero polo liberaldemocratico. Di questo se ne sono già resi conto tutti, fuorché lui” ha commentato in risposta Marattin. “È un cespuglio che si crede foresta“.

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