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Tuesday, November 3, 2026

Affluenza in crescita nel voto anticipato. Maltempo rischia di complicare le operazioni ai seggi

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I primi dati arriveranno a mezzanotte, nella notte tra martedì 3 e mercoledì 4 novembre, ora italiana.

Primissimi risultati possono arrivare dopo le 18:00 ET (Eastern Time, l’ora della costa orientale degli Stati Uniti: New York, Washington, Florida, ecc.) del 3 novembre, quando chiudono i seggi in alcune zone di Indiana e Kentucky.

  • 00:00 circa (ora italiana): chiudono i primi seggi (Indiana e Kentucky) e iniziano a uscire i primi numeri, ancora poco significativi.
  • 01:00: arrivano le prime proiezioni importanti, quando riportano gli Stati che chiudono alle 19:00 ET. 
  • 02:00: è l’ondata decisiva, con la chiusura contemporanea di 25 Stati alle 20:00 ET. 
  • Fino alle 07:00: i seggi chiudono a scaglioni fino all’1:00 ET, cioè appunto le 07:00 in Italia, con Alaska e le ultime zone. 


Per sapere chi controlla la Camera e il Senato potrebbe volerci molto di più. Lo spoglio dei voti per posta, per esempio in California, può ritardare i risultati della Camera, e il controllo del Congresso potrebbe richiedere parecchio tempo per essere definito. Il quadro completo potrebbe arrivare solo nei giorni successivi.

California, Corte suprema boccia la richiesta di Trump di accantonare 20mila schede elettorali (Video)

Il servizio del corrispondente Marco Valerio Lo Prete

Alluvioni in Florida, trasferiti 18 seggi elettorali

Le gravi inondazioni che stanno colpendo la Florida centrale hanno costretto le autorità elettorali a trasferire 18 seggi a poche ore dall'apertura delle urne per le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. Lo ha reso noto l'ufficio del segretario di Stato della Florida, precisando che le modifiche riguardano sette contee: Brevard, Highlands, Indian River, Martin, Okeechobee, Palm Beach e St. Lucie. Alle 6.15 del mattino, ora locale (le 12.15 in Italia), appena 45 minuti prima dell'apertura prevista dei seggi, le autorità hanno annunciato il trasferimento delle sedi elettorali. In molti casi, i seggi interessati sono stati accorpati ad altri rimasti operativi. "Per garantire la sicurezza dei lavoratori elettorali e degli elettori della contea di Brevard, è necessario trasferire alcuni seggi a causa di queste circostanze senza precedenti", ha dichiarato il responsabile elettorale della contea, Tim Bobanic. Le modifiche, comunicate con meno di 24 ore di preavviso, sono consentite dalla legislazione statale in situazioni di emergenza. Il governatore repubblicano Ron DeSantis aveva dichiarato lunedì lo stato di emergenza in sette contee, denunciando una "minaccia significativa alla sicurezza e al benessere" dei residenti nelle aree colpite.

Cominciano votazioni negli Stati della costa est, seggi aperti nel Vermont, ultime le Hawaii

 Negli Usa cominciano ad aprire i seggi per il voto alle Midterm: alle 5 ora locale (le 11italiane) si è cominciato a votare nel Vermont, poi dalle 6 (le12 in Italia) ci si potrà recare al seggio in Connecticut, Indiana, Kentucky, Maine, New Hampshire, New Jersey, New York e Virginia, la costa orientale degli Stati Uniti.   Alle 6:30 del mattino si parte in Carolina del Nord, Ohio, Virginia Occidentale. Alle 7 in Delaware, Distretto di Columbia, Florida, Georgia, Illinois, Maryland, Massachusetts, Michigan,Missouri, Pennsylvania, Rhode Island e Carolina del Sud. Alle 16ora italiana apriranno i seggi nella costa occidentale: California, Idaho, Nevada e Oregon. Gli ultimi seggi aprirannoin Alaska e Washington alle 17 ora italiana e infine alle 18 oraitaliana alle Hawaii. 

Michigan: ora il dem El-Sayed è favorito

La corsa per il Senato americano in Michigan si è spostata a favore dei democratici nelle ultime valutazioni del Cook Political Report, autorevole osservatorio elettorale indipendente, che ha modificato la classificazione della competizione da "in bilico" a "tendente ai democratici". La decisione arriva nonostante il clamoroso sostegno della deputata democratica Haley Stevens al candidato repubblicano Mike Rogers, avversario di Abdul El-Sayed, che l'aveva sconfitta nelle primarie del partito.Secondo l'analista Jessica Taylor citata dal Washington Post, i nuovi sondaggi pubblici e riservati mostrano che la base democratica, compresi gli elettori afroamericani, si è ricompattata attorno a El-Sayed nelle ultime settimane della campagna elettorale."La nostra decisione di spostare la classificazione di questa corsa era già maturata prima della controversia sull'endorsement e non ha cambiato la nostra valutazione", ha scritto Taylor, precisando che il giudizio si basa sui nuovi dati dei sondaggi.

Il dem Talarico apre a Trump in Texas, le ultime mosse per spostare lo Stato verso il blu

"Mi piacerebbe, come prossimo senatore degli Stati Uniti per il Texas, lavorare con Donald Trump per realizzare concretamente alcune delle promesse del suo progetto  politico". Lo ha dichiarato James Talarico, candidato democratico al  Senato in Texas, in un'intervista al podcast 'The Diary of a Ceo',  aprendo alla possibilità di collaborare con il presidente americano su un'agenda bipartisan ispirata al movimento Maga. "La promessa del Maga era che avremmo trasformato questo governo affinché lavorasse per le  persone lasciate indietro, per quelle dimenticate in questo Paese, e  c'è ancora tempo per farlo", ha spiegato Talarico. Se il presidente  vuole lavorare con me o con qualsiasi altro democratico per ampliare  l'accesso all'assistenza sanitaria, io ci sono", ha aggiunto,  dichiarandosi disponibile anche a collaborare per "costruire milioni  di nuove case" e "tagliare la burocrazia". Il candidato ha quindi  espresso la speranza che le elezioni di midterm rappresentino "un  campanello d'allarme" per Trump, spingendolo a cambiare rotta e a  collaborare con entrambi i partiti.        Talarico, attualmente parlamentare statale del Texas, sfida il  procuratore generale repubblicano Ken Paxton in una delle competizioni chiave per il controllo del Senato. Sebbene il Texas sia  tradizionalmente una roccaforte repubblicana, un recente sondaggio New York Times/Siena attribuisce al democratico un vantaggio di sette  punti su Paxton, con il 6% degli intervistati ancora indeciso o che  non ha espresso una preferenza. Trump, che ha tenuto quattro comizi  nello Stato a sostegno dei repubblicani, ha ripetutamente attaccato  Talarico, soprannominandolo "James Talafreako" e accusandolo di voler  smantellare l'industria petrolifera e del gas texana e di mettere a  rischio milioni di posti di lavoro.

Trump seguirà la notte elettorale alla Casa Bianca e ci sarà un ricevimento non accessibile alla stampa

Donald Trump attenderà i risultati delle Midterm alla Casa Bianca, dove dalle 19 (l'una di notte in Italia) parteciperà nella East Room ad un ricevimento perseguire la notte elettorale. L'evento sarà a porte chiuse, non accessibile alla stampa, rende noto la presidenza. 

Come seguire il voto Usa online e in tv in tempo reale: l'offerta Rai

Su RaiNews.it tutti gli aggiornamenti minuto per minuto e le dirette delle testate Rai. Ma l'offerta dei canali tv e della radio è variegata e capillare. QUI l'approfondimento con tutti i dettagli.

Trump: "Solo sciocchi votano El-Sayed, odia ebrei e bianchi"

Nuovo attacco su Truth del presidente americano Donald Trump contro il candidato democratico al Senato nel Michigan, Abdul El-Sayed, nel giorno in cui gli elettori americani sono chiamati alle urne per le elezioni di metà mandato. "Abdul El-Sayed odia gli ebrei e odia i neri. Non prendetevela, odia anche i bianchi. Solo degli sciocchi potrebbero votare per lui nella corsa al Senato degli Stati Uniti in Michigan!", ha scritto su Truth, invitando a votare per il candidato repubblicano Mike Rogers.

Wall Street: "Future in calo, focus sulle Midterm"

I future a Wall Street si muovono in calo, mentre gli investitori restano cauti in vista delle elezioni di midterm, che potrebbero rimodellare l'equilibrio di potere al Congresso e influenzare l'agenda politica del presidente Trump. I future sul Dow Jones cedono lo 0,53%, quelli sullo S&P 500 lo 0,25% e i future sul Nasdaq perdono lo 0,19%.     

Il titolo Apple ha reagito negativamente nelle contrattazioni after-hour, scendendo del 2,9% a circa 328,60 dollari, dopo i conti trimestrali e le stime deboli fornite dal management per l'imminente trimestre natalizio. Nonostante i dati passati abbiano superato le aspettative di Wall Street (grazie al record di vendite di iPhone spinto dal nuovo modello Pro), le prospettive future hanno riacceso i dubbi degli investitori sul ritorno economico dei massicci investimenti nell'Intelligenza artificiale e sulla tenuta della redditività. 

El Niño causa forti piogge e sta avendo un impatto sul voto nel sud-ovest degli Stati Uniti

Forti piogge stanno sferzando la regione dei Four Corners, dove si incontrano Nuovo Messico, Arizona, Colorado e Utah, a causa del fenomeno El Niño, alimentato dal riscaldamento delle acque del Pacifico, che sta sconvolgendo i modelli meteorologici.

Le autorità avevano avvertito del rischio di inondazioni "potenzialmente catastrofiche" a Pagosa Springs, in Colorado, una cittadina di circa 2.000 abitanti quasi completamente rasa al suolo nel 1911 quando il fiume San Juan raggiunse un livello massimo di circa 5,4 metri. Il fiume ha toccato i 5,1 metri nella tarda serata di domenica, allagando le strade del centro, prima di ritirarsi lunedì, secondo quanto comunicato dal servizio meteorologico.

L'ufficio del Segretario di Stato del Colorado ha predisposto piani di voto alternativi per i residenti di Pagosa Springs, in Colorado, evacuati o rimasti bloccati. Altri funzionari elettorali avevano esortato gli elettori a votare prima dell'arrivo delle tempeste.

Sono state ordinate evacuazioni anche lungo il fiume San Juan, nel Nuovo Messico, il cui livello, secondo le autorità, continuava a salire e avrebbe potuto raggiungere il picco tra martedì e mercoledì. Anche il villaggio di Chama, nel Nuovo Messico, è stato evacuato e isolato a causa della chiusura delle strade.

Alluvione in Colorado - 031126

Alluvione in Colorado - 031126 (Ap )

100 ex astronauti NASA chiedono sicurezza e trasparenza nel voto

Astronauts for America , un gruppo apartitico composto da oltre 100 ex astronauti della NASA, ha rilasciato una dichiarazione in cui chiede elezioni libere ed eque in cui "ogni voto valido venga conteggiato".

La dichiarazione, una chiara critica al Dipartimento di Giustizia dell'amministrazione Trump e alle sue azioni legali volte a influenzare il modo in cui la California, l'Alaska e altri stati conducono le proprie elezioni, sottolinea che "la responsabilità principale per lo svolgimento delle elezioni spetta agli stati".

Questa affermazione si riferisce al punto costituzionale che un giudice federale ha sottolineato oggi, pronunciandosi contro il tentativo dell'amministrazione Trump di interferire nelle elezioni di medio termine in California. 

Gli Usa hanno attaccato ieri l'isola iraniana di Qeshm

Gli Stati Uniti hanno attaccato lunedì l'isola iraniana di Qeshm, secondo quanto riferito da funzionari statunitensi. Lo riporta il Wall Street Journal, confermando quanto riportato dai media di Teheran. Si tratta dell'ultima della serie di missioni limitate che Washington ha condotto segretamente contro il Paese nelle ultime settimane, proprio mentre il presidente Donald Trump continua a ventilare la possibilità di un accordo diplomatico.   

L'offensiva giunge dopo alcune affermazioni del tycoon che hanno di fatto ridimensionato l'ipotesi di una ripresa delle ostilità contro l'Iran dopo le elezioni di metà mandato. "Abbiamo avuto una guerra con l'Iran. Abbiamo vinto", ha detto The Donald lunedì. "Non so nemmeno se si possa definire una guerra, dato che non ci sono stati combattimenti da mesi", ha aggiunto. Tuttavia, secondo i funzionari, gli Usa sono impegnati da diverse settimane in attacchi su scala ridotta contro l'Iran: lunedì, sui social, sono state segnalate esplosioni nei pressi dell'isola di Qeshm. Alcuni funzionari hanno descritto tali azioni come di natura difensiva per impedire all'Iran di avere la libertà di colpire le navi commerciali nello Stretto di Hormuz.  

Qeshm è un'isola situata all'imboccatura dello Stretto di Hormuz e ospita un grande sito missilistico sotterraneo, una base navale e un importante impianto di desalinizzazione. In passato, gli Stati Uniti avevano già preso di mira l'isola nelle altre fasi dei combattimenti, e si è discusso anche della possibilità di occuparla.

Trump a Fox News: "Con Iran sorta di guerra che può degenerare, ottime probabilità di accordo"

"Abbiamo sferrato un duro colpo annientando la loro marina, ben 159 navi. Ma non si può parlare di una guerra nel senso tradizionale del termine. È una sorta di guerra, sì.? Potrebbe degenerare se non dovessero raggiungere un accordo, ma loro desiderano ardentemente un'intesa". Lo ha detto Donald Trump parlando con Sean Hannity su Fox News, aggiungendo che "ci sono ottime probabilità di arrivare a un accordo. Certo, loro vorrebbero vincere. Ma il punto è questo: noi agiamo da una posizione di totale forza. Possiamo chiudere la faccenda in qualsiasi momento. Se posso arrivare a un accordo, preferisco farlo: salverebbe molte vite".

Viaggio nella pancia dell'America con gli inviati Rai

Nell'approfondimento social di RaiNews, MappaMondi, gli inviati Rai Veronica Fernandes e Giammarco Sicuro, ci portano in un viaggio itinerante negli Stati Uniti al voto.

Trump a Fox News: Se la nostra gente va a votare, vinciamo con margini schiaccianti"

"Abbiamo il Paese più dinamico al mondo, la gente deve andare a votare. Fate finta che io sia sulla scheda elettorale, fate quello che volete, ma dobbiamo andare a votare. Se la nostra gente va a votare, vinciamo con un margine schiacciante". Lo ha detto Donald Trump in un ultimo appello agli elettori lanciato su Fox News, a poche ore dalle elezioni di midterm, rispondendo a una domanda secondo cui le elezioni di metà mandato sono, per definizione, una questione di affluenza alle urne. "Quando il mio nome è sulla scheda elettorale, come sapete, ho sempre vinto, otteniamo il 50% di voti in più rispetto a quando non ci sono". 

Che cosa succede dopo il voto? Gli scenari possibili

La Corte suprema respinge la richiesta di Trump di "accantonare" 20mila schede in California

La Corte Suprema americana, senza alcun voto contrario, ha respinto in serata la richiesta dell'amministrazione Trump per imporre alla California di accantonare 20.000 schede elettorali per corrispondenza - nell'ipotesi che possano essere state consegnate a persone non cittadine americane. 

Il provvedimento, privo di firma e di motivazioni, cade lo stesso giorno in cui i legali dell'amministrazione si sono rivolti alla Corte dopo che una corte d'appello federale aveva rigettato la tesi dell'amministrazione secondo cui le autorità californiane avrebbero dovuto sequestrare le schede per sottoporle a ulteriori verifiche. 

La decisione, maturata con straordinaria velocità a poche ore dall'apertura delle votazioni per le midterm, è apparsa come un rimprovero all'amministrazione Trump: il messaggio che la Corte ha veicolato, osserva il New York Times, è che non intende intervenire per sostenere i tentativi del presidente Usa di interferire con le modalità di gestione delle elezioni che fa capo ai singoli Stati. 

Secondo la Costituzione americana, la responsabilità della gestione delle elezioni spetta ai singoli Stati. Il dipartimento di Giustizia ha sostenuto di essere legittimato da una legge federale che rende illegale il voto da parte di persone non cittadine. Nell'istanza d'urgenza, l'avvocato generale dello Stato ha sollecitato i giudici a concedere quello che hanno definito un "rimedio modesto", chiedendo che la California separi le schede elettorali dei "cittadini" da quelle di "soggetti sospettati di non essere cittadini". L'azione legale che contesta 20.000 schede elettorali in California rientra in un più ampio tentativo dell'amministrazione di sostenere che le elezioni potrebbero essere compromesse da voti illegali espressi da persone non cittadine.

VIDEO - Si rinnovano tutti i 435 seggi della Camera e un terzo del Senato

Trump: "Prezzi del petrolio crollano, un accordo con l'Iran può avvenire"

"I prezzi del petrolio stanno crollando vertiginosamente, con un calo di quasi 10 dollari al barile, un record (maiuscolo, ndr),  perché si ritiene che non ci sarà una guerra con l'Iran. L'Iran vuole trovare un accordo, il prima possibile. Potrebbe succedere!". Così Donald Trump su Truth alla vigilia delle elezioni di midterm.

VIDEO - Simboli, cimeli, bandiere: alla scoperta degli eredi del Ku Klux Klan

L'incontro con Rachel Pendergraft, coordinatrice del movimento erede del gruppo razzista nato, dopo la guerra civile americana, per mantenere la supremazia dei bianchi.

Trump: "Nuovi attacchi contro l'Iran dopo le midterm? No"

"No". Così Donald Trump ha risposto a un cronista che chiedeva se gli Stati Uniti riprenderanno gli attacchi contro l'Iran dopo le elezioni di midterm di domani. Il presidente ha risposto alla domanda dopo il suo ultimo intervento al Lincoln Memorial prima delle elezioni.

Trump: "Abbiamo la Groenlandia, grazie alla Danimarca e all'Europa"

Donald Trump ha ringraziato la Danimarca e l'Europa per la Groenlandia. "Abbiamo la Groenlandia", ha detto il presidente americano nell'ultimo intervento prima delle midterm. "Abbiamo più petrolio di Arabia Saudita e Russia", ha aggiunto.

Trump: "Midterm più importanti della storia, dai dem candidati jihadisti"

"Queste sono le elezioni di metà mandato più importanti della nostra storia. I democratici hanno candidato jihadisti er portare avanti la loro agenda estremista". Lo ha detto Donald Trump alla vigilia delle midterm. "Abbiamo lanciato l'età dell'oro, e non consentiremo che ce la portino via", ha messo in evidenza.

"Spero che gli elettori siano pronti a  fare la cosa giusta'', ha aggiunto Trump affermando ''non lasciamo  vincere le elezioni a persone che odiano il nostro Paese".

Secondo Trump i candidati Democratici alle elezioni di metà mandato sono "tutti accomunati dallo stesso programma radicale: frontiere aperte, aumento delle tasse per trilioni di dollari, confisca delle armi, mutilazioni dei vostri figli in nome dell'ideologia transgender, abolizione di petrolio e gas naturale, con un conseguente aumento vertiginoso dei costi dell'energia, e l'apertura delle porte a milioni di migranti da ogni parte del mondo nella speranza di farli votare; è questo l'unico motivo per cui li lasciano entrare. Vogliono che possano votare"."Con il vostro voto decideremo se questi estremisti otterranno il potere oppure no. Decideremo se mantenere l'America forte", ha sottolineato Trump.

Trump: "Presidenti in carica di solito perdono le midterm, mantenere Congresso forte"

"Domani è l'Election Day e dobbiamo mantenere il nostro Congresso forte. Non possiamo consentire a gente che odia questo paese di vincere". Lo ha detto Donald Trump ribadendo che i presidenti in carico di solito perdono le elezioni di metà mandato.

Trump: "Sto pensando di dare il mio nome anche alla vasca del Lincoln Memorial"

Donald Trump adesso vuole cambiare il nome anche alla vasca del Lincoln Memorial a Washington e intestarsela. "La chiamerò Trump Pool", ha detto durante un discorso davanti al monumento, salvo poi precisare che stava scherzando e chiedere ai media presenti di non riportare la frase. Il tycoon ha poi continuato a parlare della ristrutturazione della vasca nel suo ultimo discorso prima delle midterm.

Midterm, Trump a Corte Suprema: California non conti 20mila schede

Il governo Trump ha chiesto alla Corte Suprema di impedire temporaneamente alla California di contare 20.000 schede elettorali inviate per posta da elettori che secondo il dipartimento di Giustizia potrebbero non essere cittadini americani (e che come tali per legge non potrebbero votare). La richiesta arriva alla vigilia delle elezioni di metà mandato con cui si rinnova il Congresso.

La Giustizia Usa aveva fatto causa contro la California il 15 ottobre scorso in un tribunale distrettuale di Los Angeles con l'intento di impedire il conteggio di quelle schede elettorali. Mercoledì scorso il giudice David Carter aveva respinto la richiesta sostenendo che "mai prima nella storia americana il governo federale ha tentato di costringere un governo statale e locale ad abbandonare le proprie procedure elettorali costituzionali e piegarsi alla volontà del ramo esecutivo". A quel punto il governo aveva fatto ricorso, che è stato poi respinto.

Funzionario Casa Bianca alla Cnn: "Ultimo intervento di Trump prima delle midterm verterà su agenda America First"

L'ultimo discorso di Donald Trump prima delle midterm intende delineare un netto contrasto tra il programma dei repubblicani e quello dei democratici. Lo ha riferito alla Cnn un funzionario della Casa Bianca.   

"L'intervento del presidente metterà in luce i risultati ottenuti da questa amministrazione per rendere il Paese più sicuro e prospero, tracciando al contempo una chiara distinzione tra il programma dei repubblicani, basato sul buon senso e sul principio 'America First', e quello dei Democratici, radicale e orientato a mettere l'America in secondo piano ('America last')", ha dichiarato il funzionario.   

Il tycoon ha spiegato di aver scelto la vasca del Lincoln Memorial per tenere il suo ultimo comizio prima del voto per "per mostrare quanto sia bella". In realtà moli analisti hanno notato come il monumento sia diventato un simbolo delle difficoltà della seconda presidenza Trump. Ecco perché i suoi consiglieri hanno consigliato al tycoon di non dilungarsi troppo sui progetti edilizi e di restauro a Washington durante l'intervento.

Elezioni di midterm e social media: un gemello virtuale conferma la polarizzazione

Le “bolle” informative nascono dall’interazione tra algoritmi e comportamenti degli utenti. In occasione di eventi particolarmente rilevanti, come le elezioni di midterm negli Stati Uniti, possono accentuare la polarizzazione politica, limitando l’accesso degli elettori a punti di vista differenti. Per comprendere come si formino e quale ruolo svolgano le echo chamber, un team coordinato dall’Istituto di Scienze e tecnologie dell’informazione “Alessandro Faedo” del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (CNR-ISTI), in collaborazione con le Università di Pisa e di Trento e con l’Université Claude Bernard di Lione, ha sviluppato un virtual twin, un gemello digitale che riproduce le dinamiche di un social network. Lo studio è pubblicato sulla rivista “Big Data & Society”.

"Effetto Stevens" su El-Sayed: il candidato del Michigan raccoglie 2,4 milioni in un giorno, record

Effetto Haley Stevens sulla raccolta fondi di Abdul El-Sayed. Nel giorno del “tradimento” da parte della deputata democratica che ieri si è schierata per il repubblicano Mike Rogers nella corsa per conquistare un seggio al Senato per il Michigan, la campagna del progressista musulmano che l'aveva sconfitta alle primarie ha raccolto 2,4 milioni di dollari. Stando alla campagna di colui che in caso di vittoria sarebbe il primo senatore musulmano d'America, si tratta della raccolta fondi giornaliera maggiore. Oggi El-Sayed terrà un comizio al fianco delle senatrici Elissa Slotkin, una moderata che ha criticato Stevens per il suo voltafaccia, ed Elizabeth Warren, progressista del Massachusetts. Non è chiaro come la mossa di Stevens condizionerà il voto. Stando al dipartimento di Stato del Michigan, quasi il 30% degli elettori registrati aveva già votato quando Stevens si è schierata al fianco di Rogers.

Il punto della vigilia e i casi di Texas, Michigan e Georgia

"Voto per Mike Rogers, lo faccio per il mio Paese". La democratica Halye Stevens strappa con il suo partito e annuncia di aver espresso la sua preferenza per il candidato repubblicano al Senato in Michigan. Con Rogers accanto, Stevens ha spiegato di non essere stata la benvenuta nella campagna di Abdul El-Sayed, il candidato democratico al Senato in Michigan che la ha sconfitta alle primarie. Nello Stato si corre una delle competizioni decisive per il controllo del Senato.

Cnn: "Giudice Alaska respinge causa di Trump su blocco certificazione dei voti"

Un giudice dell'Alaska ha respinto la causa avviata dal dipartimento di Giustizia dell'amministrazione Trump per bloccare la certificazione del voto qualora il candidato repubblicano al Senato Dan Sullivan perdesse. Lo riporta Cnn. L'Alaska è finita al centro di uno scandalo per un caso di omonimia fra il conservatore Sullivan e un altro Dan Sullivan candidato, che sarebbe stato cercato dai democratici per provare e sottrarre voti ai repubblicani. 

Sondaggio Nbc, il 52% per Congresso a guida dem, il 45% coi repubblicani

Secondo un nuovo sondaggio nazionale di Nbc News, i Democratici godono di un notevole vantaggio nella battaglia per il controllo del Congresso a pochi giorni dalle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. Gli elettori registrati preferiscono un Congresso a maggioranza democratica con un margine di 7 punti percentuali, con i democratici in vantaggio sui repubblicani con il 52% contro il 45%. Il 3% degli elettori è rimasto indeciso al termine del sondaggio, condotto tra il 28 e il 30 ottobre.

Sondaggio Nbc: i democratici al 52%, i repubblicani al 45%

I democratici partono con un vantaggio considerevole nella battaglia per il controllo del Congresso a due giorni dalle elezioni di midterm. Secondo un nuovo sondaggio nazionale di Nbc, il 52 per cento degli elettori registrati vuole un Congresso controllato dai dem, 7 punti percentuali in più del 45% che invece voterà per il Gop, e un 3% di indecisi. Tra gli indipendenti, il vantaggio dei Dem è di 21 punti. Non è chiaro ancora se e come questo si tradurrà in una vittoria elettorale per l'opposizione. I repubblicani restano in testa negli Stati in cui Donald Trump ha vinto nel 2024. Ma la popolarità del presidente è a picco, con il 60% degli intervistati che lo disapprova e solo il 40% che lo sostiene, il dato più basso mai registrato dalla Nbc. Non potrà non pesare il carovita e la situazione dell'economia. Per la prima volta in 30 anni di sondaggi di Nbc, sono più gli elettori insoddisfatti della loro situazione finanziaria (51%) di quelli soddisfatti (49%).

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