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Friday, October 2, 2026

Putin: “Esercitazioni nel Baltico sono un’escalation. Non attaccheremo mai, ma se aggrediti ci difenderemo”

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Putin: “Esercitazioni nel Baltico sono un’escalation. Non attaccheremo mai, ma se aggrediti ci difenderemo”

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Le esercitazioni nel mar Baltico? “Un’escalation”. La guerra contro Kiev? “Non l’abbiamo iniziata noi, loro non vogliono chiuderla”. Quindi, da un lato, la ‘rassicurazione’ che la Russia “non ha intenzione di attaccare nessuno” ma anche l’avvertimento che risponderà “con tutti i mezzi a disposizione” in caso di aggressione. Vladimir Putin torna a parlare in maniera ambigua dei rapporti con l’Occidente, deterioratisi dopo l’invasione dell’Ucraina. Lo fa durante la sessione plenaria del Club di discussione internazionale Valdai a pochi giorni dall’allarme su una possibile, futura crisi nell’exclave di Kaliningrad.

“Le esercitazioni nel mar Baltico, una dopo l’altra, e i tentativi di fermare le nostre navi e imbarcazioni: tutto questo rappresenta l’escalation di cui ho parlato nel mio discorso. Tutto questo è un’escalation”, ha sostenuto il leader del Cremlino che ha anche respinto come “assurda” la proposta di sospendere gli attacchi a lunga distanza tra la Russia e l’Ucraina su raffinerie e navi nel Mar Nero. Quindi ha rimarcato che Mosca “non ha intenzione di attaccare nessuno, né nel 2029, né nel 2030, né nel 2050″ ed è tornato a parlare di “escalation” riferendosi alle affermazioni di alcuni Paesi europei riguardo alla necessità di prepararsi alla guerra con la Russia entro la fine del decennio.

Lo zar ha quindi avvisato che, in caso di attacco diretto al territorio russo, Mosca risponderà “con tutti i mezzi a sua disposizione”, sottolineando che ciò non significa automaticamente l’utilizzo di armi nucleari. E ha quindi spiegato il significato da attribuire, a suo avviso, alla lettera inviata nei giorni scorsi alla Nato in merito alla risposta a una possibile minaccia all’exclave di Kaliningrad: “Non è una minaccia, ma una risposta a un tentativo di minacciare la Russia”, ha affermato.

Il leader del Cremlino ha anche detto di ritenere possibile un trilaterale con il presidente americano Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping a margine del vertice Apec: “Un incontro è probabilmente possibile”, ha sostenuto. Molto, ha aggiunto, dipende dalla Cina in quanto paese ospitante. “Ma, ripeto, gli incontri sono sempre utili: per scambiare opinioni e chiarire le posizioni. La cosa più importante è individuare le questioni che possano costituire la base di questo possibile vertice trilaterale”, ha aggiunto il presidente russo.

E ha dichiarato che “la Russia vuole porre fine alle ostilità in Ucraina il prima possibile e attraverso i negoziati”. Putin ha però detto che il presidente Trump ha presentato “proposte difficili” per la soluzione del conflitto. “La Russia non vede alcuna volontà di negoziare da parte dell’Ucraina”, ha aggiunto “Non è stata la Russia – ha proseguito – a sospendere il processo negoziale, bensì la parte ucraina”. Quindi è tornato a sostenere che quanto sta avvenendo in Ucraina dal 2022 non è colpa di Mosca: “Non abbiamo cominciato noi la guerra, la guerra è stata cominciata contro di noi”. Putin ha ribadito la posizione di Mosca, secondo la quale, a partire dal 2014, con la rimozione in Ucraina del presidente filorusso Viktor Yanukovich, la Russia è stata “posta deliberatamente in una situazione in cui è stata costretta a difendersi con le armi e rispondere all’aggressione” da parte dei Paesi occidentali. Mosca, ha affermato Putin, non ha dimenticato che i suoi avversari volevano infliggerle “una sconfitta strategica” e smembrare la Russia.

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