Blocco TIR, via libera del Cdm al dl misure sostegno autotrasporto-agricoltura

Caro carburanti, nove articoli nel decreto per autotrasporto, agricoltura e pesca
La bozza del decreto-legge all’esame del Consiglio dei ministri prevede interventi per contrastare l’aumento dei costi del carburante e sostenere le imprese dei tre settori. Tra le misure figurano crediti d’imposta per il gasolio, contributi a fondo perduto per agricoltori e pescatori e la sospensione fino al 31 marzo 2027 dei canoni di leasing dei mezzi utilizzati dalle aziende di autotrasporto. Il provvedimento punta inoltre a garantire liquidità e continuità operativa, rafforzando le tutele contrattuali e la digitalizzazione del trasporto merci.
Caro carburanti, il governo prepara un decreto per autotrasporto e agricoltura
Il Consiglio dei ministri si riunisce oggi alle 12 a Palazzo Chigi per esaminare un decreto-legge con misure urgenti a sostegno dei comparti dell’autotrasporto, dell’agricoltura e della pesca, alle prese con le difficoltà legate all’aumento dei costi.
Caro gasolio e vincoli Ue, si ferma la pesca in diversi porti
La protesta contro il caro-carburante coinvolge anche i pescatori, con imbarcazioni ferme in numerosi scali, soprattutto nell’Alto Adriatico. Le marinerie contestano l’aumento dei costi e le regole europee che limitano le giornate di attività e impongono nuovi obblighi. Confcooperative Agroalimentare e Pesca chiede al governo interventi urgenti già nel Consiglio dei ministri di oggi: il gasolio può arrivare a pesare per oltre il 60% delle spese operative.
Sospesa la protesta dei Tir, frutta e verdura tornano nei supermercati in Calabria
La sospensione della protesta degli autotrasportatori decisa da Fedralog in Calabria ha riattivato le consegne di generi alimentari in negozi e supermercati. Oggi frutta e verdura fresca hanno fatto la loro ricomparsa sugli scaffali dei gran parte dei punti vendita, da nord a sud della regione.
La consegna è ancora a macchia di leopardo, ma si avvia alla normalizzazione. Oltre ai prodotti freschi, la distribuzione riguarda più in generale tutti gli alimenti.
Ripresi anche i rifornimenti con le autobotti dei distributori di carburante sparsi nella regione molti dei quali, fino a ieri, aveva esaurito benzina e diesel.
Garante scioperi valuta interventi urgenti
La Commissione di Garanzia per gli scioperi esprime "viva preoccupazione per i diffusi blocchi stradali collegati alla protesta degli autotrasportatori, attuati in difformità dalla disciplina di settore, che stanno compromettendo seriamente gli approvvigionamenti dei beni di prima necessità". Lo si legge in una nota in cui si aggiunge che "il proseguimento di tali azioni, in violazione delle regole e dei limiti stabiliti dal Codice di autoregolamentazione, configura un pericolo grave e imminente per i diritti costituzionali dei cittadini, minacciando la salute, la sicurezza e la libera circolazione".
"Allo scopo di prevenire un irreparabile pregiudizio alla collettivita', la Commissione segue con la massima attenzione l'evoluzione degli eventi per assumere tempestivamente le determinazioni di propria competenza, volte a garantire l'immediata ripresa delle consegne e sbloccare rifornimenti e servizi vitali alle citta'", conclude il Garante.
Il gasolio corre e sale in autostrada a 2,3 euro al litro
Il prezzo del gasolio corre e arriva a 2,3 euro in autostrada. Secondo gli ultimi dati rilevati dall'Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, oggi il prezzo medio dei carburanti in modalità 'self service' lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,024 euro al litro per la benzina (in lieve calo rispetto ai 2,026 euro di ieri) e 2,260 euro per il diesel (contro 2,259 di ieri).
Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,047 euro per la benzina (in lieve rialzo rispetto ai 2,045 di ieri) e 2,300 euro per il gasolio (dai 2,294 di ieri).
Palazzo Chigi, falso che manchi carta igienica a causa di blocchi tir
"La notizia secondo cui a Palazzo Chigi mancherebbe la carta igienica a causa del blocco dei tir è assolutamente falsa, priva di qualsiasi fondamento e ridicola. I magazzini di Palazzo Chigi sono regolarmente riforniti e dispongono di scorte ampie e sufficienti per mesi". Lo si legge in una nota degli uffici stampa di Palazzo Chigi in merito al titolo di apertura del Fatto Quotidiano di oggi: 'Nel Sud manca tutto. A Chigi la carta igienica'.
"Quanto riportato è l'ennesimo esempio di disinformazione strumentale diffusa ad arte. Si segnala, a riprova della totale assenza di verifica, che nessun giornalista de Il Fatto Quotidiano ha ritenuto di dover effettuare una telefonata all’ufficio stampa di Palazzo Chigi per verificare la notizia prima di pubblicarla. Nessuna telefonata è stata effettuata neppure alla società Romeo Gestioni, che si occupa delle forniture per le sedi istituzionali, che avrebbe potuto immediatamente smentire", sottolinea la nota.
"Si invita pertanto la testata a fare corretta informazione e a verificare le fonti prima di diffondere notizie false che ledono l'immagine delle istituzioni. Invitiamo quindi gli autori di questo capolavoro di disinformazione a venire questa mattina a Palazzo Chigi: potranno verificare personalmente le scorte nei magazzini e magari scoprire quanto sia ridicolo l’allarme che hanno lanciato", conclude la nota.
Protesta Tir, Fonti Palazzo Chigi: il governo impegnato a trovare risorse
Il governo è impegnato da giorni per individuare le risorse necessarie per sostenere il settore dell'autotrasporto: lo sottolineano fonti di Palazzo Chigi. Il ministro Salvini ha infatti incontrato - si rimarca - le rappresentanze dell'autotrasporto, affrontando le criticità sollevate dalla categoria e raggiungendo un'intesa per ripristinare la piena circolazione sulle strade e garantire i diritti della categoria, dei cittadini e dell'intero sistema produttivo. Ha inoltre incontrato altri soggetti coinvolti nelle mobilitazioni, che avrebbero manifestato disponibilità rispetto ai provvedimenti annunciati dal governo.
Confagricoltura: "A rischio imprese e occupazione"
'I blocchi degli autotrasportatori, ancora in corso in numerose regioni del Sud Italia, stanno mettendo in ginocchio le imprese agricole, con danni economici che rischiano di diventare irreversibili', si legge in una nota di Confagricoltura.
'Numerosi produttori sono costretti a distruggere insalata, zucchine, melanzane, pomodori e altri ortaggi e frutta di stagione. Nelle stalle il latte resta fermo per giorni, senza essere ritirato e conferito ai caseifici. In alcuni casi, i produttori sono costretti a destinarlo all'alimentazione degli animali, svalutando completamente un prodotto che dovrebbe generare reddito. I prodotti freschi sono altamente deperibili e non si può attendere un giorno di più'.
'Sono a rischio il reddito delle imprese agricole, la tenuta occupazionale e il futuro di interi territori. E se i prodotti italiani non arrivano ai supermercati, a pagare sono anche i consumatori, con ripercussioni sulla disponibilità e sui prezzi degli alimenti. Tuttavia - sottolinea la confederazione degli agricolturi - non si tratta solo di un'emergenza agricola, ma di un problema per l'economia del Paese. Mentre le aziende italiane perdono le proprie produzioni, i concorrenti stranieri sono pronti a occupare gli spazi vuoti sugli scaffali. Quote di mercato conquistate con anni di lavoro rischiano così di essere cedute alla concorrenza estera, con conseguenze che potrebbero protrarsi ben oltre la fine dei blocchi'.
'Non solo. Chi produce cibo non produce una merce qualsiasi: garantisce la sicurezza alimentare di tutti. Confagricoltura chiede alle istituzioni interventi urgenti per ripristinare la regolarità dei trasporti così da tornare al più presto alla normalità: per gli agricoltori, già vessati dagli effetti del clima e dal caro carburante, e per i consumatori. Siamo di fronte a una paralisi che mette a rischio l'interesse collettivo. Ogni giorno perso - conclude la nota di Confagricoltura - significa altro cibo distrutto, altro reddito bruciato e nuove opportunità regalate ai produttori stranieri.
Il tempo è scaduto: servono risposte immediate, prima che i danni diventino irreparabili'.
Proteste tir: 1.339 identificati, 71 denuncie e 242 sanzioni
Il Ministero dell'Interno ha avviato un'azione a tappeto per l'identificazione di quanti stanno attuando in forma illegale presidi stradali che intralciano la circolazione, soprattutto in Campania. Da quanto si apprende, sono centinaia i soggetti già controllati: 1.339 identificati, 71 denunciati, 242 sanzionati sul piano amministrativo.
Inoltre, il Viminale questa notte ha disposto la scorta di numerosi mezzi di trasporto, 500 soltanto in Campania, garantendo il regolare svolgimento di molte attività di carico e scarico.
In serata il Ministro Piantedosi ha convocato una riunione in collegamento con prefetti e questori delle province interessate anche al fine di sollecitare la massima attenzione su possibili infiltrazioni criminali.
Lollobrigida: "Blocchi tir? verificare casellario giudiziario leader protesta"
"I blocchi? Dopo il comunicato di tutte le associazioni di autotrasporto sono difficilmente spiegabili...
qualcosa uno può tranquillamente andarlo a evidenziare" guardando "spesso i curriculum dei leader della protesta. Se ve li andate a studiare, anche qualche casellario giudiziario, verificherete che ci sono criticità anche di questa natura, che non incidono sulla qualità delle istanze di ogni cittadino che si possono esprimere, ma non in maniera strumentale creando problemi alla collettività". Così, sul blocco dei tir per la protesta sui carburanti, il ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida, conversando con i cronisti a margine del question time in Transatlantico alla Camera.
A Caserta in corso operazione per identificare manifestanti e rimuovere i blocchi dei Tir
La Polizia di Stato sta effettuando un'operazione per identificare tutti gli autotrasportatori impegnati nei blocchi e nelle proteste lungo le autostrade nel territorio della provincia di Caserta. L'intervento ha già permesso la rimozione dei blocchi nei pressi delle autostrade, con liberazione dei presidi di Caserta e Mercato San Severino (Salerno). Nel frattempo, gli agenti stanno raccogliendo anche le segnalazioni di aggressioni e di forature di pneumatici per imporre ad alcuni autotrasportatori di partecipare alle proteste, costringendoli anche per tre giorni al fermo dei tir pur essendo intenzionati a riprendere la marcia e a consegnare i carichi. In particolare in provincia di Caserta - al casello di Teano e presso l'area di servizio San Nicola la Strada - sono stati segnalati diversi episodi con intimidazioni, ora al vaglio degli investigatori. Uno dei blocchi si starebbe spostando più a sud verso Pontecagnano, mentre al momento permangono i singoli blocchi nelle aree industriali interne.
Spaccatura all'interno del fronte degli autotrasportatori in Sicilia dopo l'incontro al ministero
Gli autotrasportatori siciliani aderenti all'Aias continueranno la protesta a oltranza. La decisione è arrivata al termine di un'animata assemblea all'Interporto di Catania e all'indomani del vertice con il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, segnando una spaccatura all'interno del fronte dei autotrasportatori in Sicilia. Il Cts (Comitato trasportatori siciliani), guidato da Salvatore Bella, infatti, ieri dopo il faccia a faccia con il vicepremier aveva disposto la revoca del fermo dei servizi per sbloccare la situazione logistica nell'Isola e dare un segnale di apertura al Governo, annunciando, però, il mantenimento dello stato di agitazione delle aziende "fino alla completa risoluzione degli ultimi nodi aperti". Una posizione, quella della 'tregua', però, non condivisa dall'Aias, che con il suo leader Giuseppe Richichi, contesta l'accordo siglato ieri a Milano.
"Ringraziamo il ministro per averci ricevuto, ma i risultati non ci sono stati, non abbiamo ottenuto niente - dice Richichi - La protesta proseguirà a oltranza, stiamo cercando di studiare qualche modalità per allentare un po' questa morsa. Faremo dei presidi. La gente è stanca ed esasperata, non ce la fa più, ecco perché scende in strada", aggiunge il leader di Aias.
L'Associazione imprese autotrasportatori siciliani chiede, tra le altre cose, contributi straordinari sul gasolio, la sospensione temporanea dei versamenti contributivi, finanziamenti agevolati e incentivi per rinnovare i camion e maggiori tutele per i piccoli trasportatori. Richieste messe nero su bianco in un documento che i padroncini sono pronti a inviare al ministero dei Trasporti. "Stiamo chiedendo di aiutare questa categoria - conclude Richichi -. Noi chiediamo di andare a lavorare, ma non possiamo andare avanti così.
Non è più sostenibile". I blocchi dei tir proseguono al casello di San Gregorio nel Catanese e a Tremestieri a Messina.
A Napoli gente con manifestanti: "Hanno ragione"
Gli appelli si moltiplicano, ma i rincari dei beni portano i cittadini anche a solidarizzare con gli autotrasportatori. Nel centro di Napoli come in altre zone gli scaffali dei supermercati e i banchi solitamente destinati a frutta e verdura sono vuoti, i benzinai sono in gran parte chiusi ed espongono cartelli scritti a penna: "Gasolio esaurito. Super esaurito. Tutto esaurito". La signora Caterina 68 anni, con la sorella Maria di 70, mentre con i loro cartellini vanno al supermercato dicono all'AGI: "Si, stiamo andando a fare la spesa, vediamo cosa troviamo", dice Maria. "E' tutto piu' caro. Vediamo la roba che non si puo' comprare facilmente - aggiunge la sorella - non e' ingiustificata questa protesta. E' chiaro che tutto questo sta portando delle difficolta'. Ma io penso che e' inevitabile questa protesta". Salvatore T., pensionato, uscendo da un supermercato, commenta: "Hanno ragione, perche' i prezzi vanno alle stelle. Qui non si trova niente di frutta e verdura. Io ho trovato quello che mi serviva perche' sono andato al banco salumeria e l'ho trovato lo stesso. Pero' non c'e' niente, tutto vuoto. Ma la protesta e' giustificata. Ho sentito al telegiornale che un pieno di carburante per un camion vai sui 6-700 euro in piu', e come fanno a sostenerlo?".
"Dobbiamo fare un piccolo sacrificio tutti quanti e ce la possiamo fare, non e' grave. Nel senso che meritano solidarieta', e' l'unica categoria in grado di bloccare i paesi e di fare una protesta efficace, che manda un messaggio se non altro", Maria Rosa, impiegata di 53 anni riflette anche sul fatto che "il problema e' che l'anomalia, la criticita' e' a livello mondiale, quindi e' difficile pensare che poi questo possa dare un messaggio, una sensibilita' anche al di fuori. Ma noi facciamo la nostra parte". Che i prezzi siano saliti per qualsiasi bene e' un dato oggettivo e "non e' di oggi - sottolinea Maria C. - e' diventato insostenibile, per le fasce piu' deboli ma anche per quelle meno deboli". "Nessuno e' felice di spendere 8 euro al chilo di pomodorini. E' da tempo che dura questa situazione e quindi e' tempo che finisca o che si trovi una soluzione diversa". Ai disagi e alle ripercussioni della protesta degli autotrasportatori si aggiunge la speculazione di chi ha ancora scorte. Angelo ha 42 anni, e' titolare di una caffetteria, gelateria e gastronomia, racconta che "fortunatamente a ora ancora nessun disagio. Qualche fornitore incomincia a dire che c'e' un po' di merce in meno. Purtroppo ci stiamo adagiando e ci adattiamo tutti quanti a questa grande protesta, che secondo me e' piu' che giustificata". "Noi - spiega ancora - siamo solidali con loro, l'importante e' che non ci siano sempre quei sotterfugi, perche' c'e' sempre il furbo che poi se ne approfitta".
Sottosegretaria Ferro: "Dal governo un aiuto importante"
"L'incontro di ieri con il ministro Salvini ha sancito quello che il governo ha messo in campo e ha visto, in molti presidi, anche la consapevolezza di dover in qualche modo accettare quello che è un aiuto importante. In un momento in cui i conflitti nel mondo non sono dovuti al governo italiano e con la consapevolezza che a pagare non può essere il cittadino come fruitore finale, dai farmaci al latte ai beni di prima necessità". Così la sottosegretaria all'Interno Wanda Ferro a margine della presentazione dell'ultimo progetto Pnrr del Comalca, Consorzio mercato agroalimentare Calabria a Catanzaro.
"Mi auguro che attraverso le associazioni che rappresentano gli autotrasportatori possa esserci quella alleanza tra lo Stato e chi rappresenta il territorio nella consapevolezza che stiamo facendo il massimo, guardando a questi temi con grande importanza. Ringraziando anche le Regioni, non ultima la Regione Calabria che ha stanziato 15 milioni", ha aggiunto Ferro.
Lollobrigida: "Faremo altri interventi contro il caro-carburanti in agricoltura"
Contro il caro carburanti in agricoltura "avremo e daremo riscontro ad ulteriori interventi che rappresenteremo nel dettaglio quando li avremo approvati, come è nostra abitudine". Lo ha detto il ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida, al question time alla Camera, rispondendo a una interrogazione di Italia Viva.
Poi, conversando con i cronisti nel Transatlantico, Lollobrigida ha parlato anche dei blocchi stradali. “Dopo il comunicato di tutte le associazioni di autotrasporto sono difficilmente spiegabili - ha detto -, ma guardando i curriculum dei leader della protesta, e a anche qualche casellario giudiziario, verificherete che ci sono criticità anche di questa natura, che non incidono sulla qualità delle istanze. Queste si possono esprimere, ma non in maniera strumentale, creando problemi alla collettività”.
Coop: "Scorte in esaurimento, ma non acquistermo dall'estero"
La Coop segnala un peggioramento progressivo degli approvvigionamenti a causa dei blocchi degli autotrasportatori, con criticità soprattutto per alcuni prodotti ortofrutticoli e scorte in esaurimento nei magazzini dei negozi. Gli scaffali al momento sono riforniti, ma il protrarsi delle proteste potrebbe causare carenze nei prossimi giorni. La catena si impegna comunque a non sostituire i prodotti italiani mancanti con importazioni dall'estero: "Ci impegniamo sin da ora a non sostituire i prodotti mancanti con acquisti dall'estero, fatti salvi ovviamente quei prodotti la cui origine è di norma estera - si legge in una nota - e chiediamo, qualora sarà necessario, anche ai nostri soci e consumatori un piccolo sacrificio per dare un segnale alle categorie produttive del nostro Paese maggiormente sotto pressione e per non piegarci alla logica del business ad ogni costo".
A Melito di Napoli e Villaricca sospesa la raccolta dei rifiuti
"A causa delle note criticità di carattere nazionale, giovedì 22 ottobre la raccolta dell'organico sarà sospesa su tutto il territorio comunale. Siamo consapevoli dei disagi che questa situazione comporta e comprendiamo le difficoltà dei cittadini. È vietato conferire i rifiuti dalle ore 22:00 di questa sera fino a tutta la giornata di domani e vi invitiamo a ritirare eventuali contenitori già esposti". Lo fa sapere la sindaca di Melito di Napoli, Dominique Pellecchia.
Analogo provvedimento a Villaricca: "A causa dei blocchi stradali e dei presidi di protesta che stanno interessando la rete viaria del Sud, potrebbero verificarsi disservizi nella raccolta dei rifiuti sul territorio comunale. Per questo motivo, invitiamo tutti i cittadini a non conferire i rifiuti previsti dal calendario di raccolta nelle giornate di giovedì 22 e venerdì 23 ottobre 2026". Lo fa sapere il sindaco di Villaricca, Francesco Gaudieri.
Fiesa Confesercenti: "Primi problemi di approvvigionamento anche in Toscana"
Le proteste degli autotrasportatori contro il caro carburanti iniziano a causare problemi di approvvigionamento alimentare in Toscana, con rallentamenti nelle forniture di frutta e verdura da Sicilia, Calabria, Puglia e Basilicata. A lanciare l'allarme è Fiesa Confesercenti Toscana, che segnala anche lievi aumenti dei prezzi all'ingrosso e avverte che - senza un accordo rapido - nei prossimi giorni potrebbero verificarsi carenze più significative. Tra i prodotti maggiormente interessati figurano uva, agrumi, pomodori, melanzane e peperoni, mentre si registrano criticità anche nei collegamenti con il mercato ortofrutticolo di Fondi, uno dei principali poli nazionali di distribuzione.
Federico II di Napoli passa alla didattica online dal 22 ottobre per le agitazioni e la carenza di carburante
Dal prossimo giovedì 22 ottobre, l’Università Federico II di Napoli adotterà la didattica a distanza per tutte le lezioni e le attività formative ordinarie. La disposizione resterà valida finché l’Ateneo non emetterà nuove indicazioni. La scelta, come spiegato dall’università, mira a contenere le difficoltà derivanti dalle proteste in corso e dai problemi legati alla fornitura di carburante. Le lezioni si terranno online negli orari già stabiliti dai calendari accademici.
Gli esami di profitto già in programma potranno, invece, svolgersi di persona, a condizione che le circostanze organizzative e la disponibilità dei docenti lo consentano. Per chi non riuscisse ad arrivare alle sedi universitarie, saranno previste sessioni straordinarie di recupero, con date e modalità che verranno comunicate in seguito. Laboratori, tirocini ed esercitazioni pratiche — cioè le attività che richiedono obbligatoriamente la presenza fisica — saranno gestiti dai presidenti delle Scuole, in base alle necessità di ciascun corso di studio. Le discussioni di laurea già fissate si terranno regolarmente in presenza.
L’Ateneo assicura che continuerà a seguire l’andamento della situazione, con l’obiettivo di mantenere attive le attività universitarie e limitare quanto più possibile gli inconvenienti per studenti e personale.
Urso: "Dal governo impegno da oltre un miliardo, anche Assotrasportatori chiedono la rimozione dei blocchi"
"Nell'incontro di ieri con gli autotrasportatori il governo si è impegnato a sbloccare oltre un
miliardo con varie misure che sono state giudicate favorevolmente dalle associazioni e ogni forma di protesta è stata sospesa. Rimangono sul campo dei presidi o anche dei blocchi sporadici, dei quali le stesse associazioni degli autotrasportatori hanno richiesto ufficialmente con comunicato congiunto la rimozione, ritenendo ingiustificabile continuare a bloccare il Paese dopo la riapertura del dialogo considerata positiva. Analogo appello è arrivato dalle associazioni industriali del Mezzogiorno e ovviamente dai consumatori. Il Viminale riferisce che si sta procedendo alle identificazioni e anche ai fini di rimuovere i presidi". Così il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, rispondendo a una domanda durante la sessione di interrogazioni a risposta immediata alla Camera.
"Impedire il passaggio dei soli camion, lasciando transitare le automobili, configura infatti comunque un blocco stradale, con conseguenze penali anche detentive. È importante, che le stesse associazioni dei trasportatori ci chiedano, chiedono al ministero degli Interni, di far rimuovere i blocchi", ha rilevato Urso. "Ove perdurassero le condizioni di guerra che hanno determinato l'aumento dei carburanti, si procederebbe con altre tipologie di misure, che comunque saranno concordate nel tavolo con i ministeri competenti e le associazioni di categoria".
Protesta tir: sindaci Napoli e Bari, anticipare incontro 27/10
Dopo l'incontro di ieri tra il ministro Matteo Salvini e le rappresentanze dell'autotrasporto, i sindaci di Napoli e Bari, Gaetano Manfredi e Vito Leccese, in una nota congiunta, prendono atto degli impegni annunciati e tornano a chiedere un intervento urgente per fronteggiare le gravi criticità che stanno interessando le città del Mezzogiorno.
"Ribadiamo gli appelli lanciati nei giorni scorsi e la necessità del confronto avviato dal Governo con le associazioni dell'autotrasporto - si legge nella nota - la situazione nelle città del Mezzogiorno resta estremamente critica e rischia di aggravarsi ulteriormente con il passare delle ore. A Napoli, Bari e in numerosi altri territori del Sud, il blocco della circolazione delle merci sta compromettendo gli approvvigionamenti alimentari, con prodotti che non raggiungono le piattaforme di distribuzione e scaffali dei supermercati sempre piu' vuoti. Le difficolta' cominciano a interessare anche servizi essenziali come la raccolta dei rifiuti e il trasporto pubblico extraurbano. Non siamo più di fronte a una crisi circoscritta al settore dell'autotrasporto, ma a un'emergenza che rischia di paralizzare intere comunità, con conseguenze economiche e sociali sempre più pesanti".
"Prendiamo atto degli impegni economici annunciati dal Governo, ma occorre accelerare concretamente la risoluzione della vertenza. Chiediamo al Governo e al ministro Salvini di anticipare il confronto previsto per il 27 perché rischiamo città paralizzate e sommerse dai rifiuti. Auspichiamo che tutte le parti coinvolte individuino soluzioni che consentano di ripristinare la regolare circolazione delle merci e garantire la continuità dei servizi essenziali. Comprendiamo le ragioni di chi protesta contro costi ormai insostenibili. Al contempo non possiamo permettere che a pagarne le conseguenze siano intere comunità. E' il momento che tutte le istituzioni facciano fronte comune, assumendosi ciascuna le proprie responsabilità, prima che questa emergenza metta in ginocchio le nostre città", concludono i due primi cittadini.
Per blocchi trasporti già chiusi molti ristoranti nel Sud Italia
Il perdurare del fermo dell'autotrasporto nel Mezzogiorno sta determinando una difficoltà oggettiva lungo l'intera dorsale logistica nazionale e le catene di ristorazione sono già a rischio paralisi, soprattutto al Sud.
A evidenziare la criticità è Aigrim-FIPE (Associazione delle Imprese di Grande Ristorazione e Servizi Multilocalizzate), segnalando come il blocco della circolazione delle merci tra il Sud e il resto d'Italia stia lasciando numerosi locali privi dei rifornimenti necessari per garantire il servizio e abbia portato alla chiusura di diversi ristoranti nel Sud Italia.
Le ripercussioni operative ed economiche sono già evidenti: secondo le prime rilevazioni di Aigrim-FIPE, le situazioni di maggiore sofferenza si registrano in Sicilia, Calabria e Campania che, secondo le rilevazioni ad ora disponibili, che riguarda diverse centinaia di stores. In diverse catene si rilevano già le prime flessioni di fatturato causate proprio dall'indisponibilità delle merci, con ripercussioni che investono anche i punti vendita situati nei nodi strategici di viaggio, come stazioni ferroviarie e aeroporti.
A mancare sono soprattutto le materie prime a ciclo rapido e a temperatura controllata: l'ortofrutta fresca proveniente dai bacini agricoli del Sud, che rischia il deterioramento prima di arrivare a destinazione, e i prodotti surgelati, la cui catena logistica non ammette interruzioni prolungate.Aigrim-FIPE, nel ribadire il proprio apprezzamento per l'attenzione e le risorse messe in campo dall'Esecutivo, a partire dal fondo da 1 miliardo di euro destinato all'autotrasporto, evidenzia la necessità di individuare con urgenza una soluzione operativa che consenta la ripresa regolare dei transiti.
L'obiettivo comune deve essere quello di ripristinare i collegamenti tra le aree produttive del Mezzogiorno e la rete distributiva nazionale, tutelando il lavoro, i livelli di servizio ai consumatori e scongiurando pesanti sprechi alimentari.
Legacoop lancia l’allarme: perdite per decine di milioni
La paralisi dei trasporti mette in ginocchio le filiere agroalimentari, con danni già pesanti per le produzioni deperibili. Secondo Legacoop Agroalimentare, in soli cinque giorni le perdite legate al kiwi giallo hanno raggiunto circa 30 milioni di euro. In difficoltà anche uva da tavola, agrumi e ortaggi, fermi nei magazzini o nelle celle frigorifere. Il protrarsi della protesta rischia di compromettere non solo le vendite, ma anche i rapporti commerciali e la competitività delle aziende italiane sui mercati esteri.
Calabria, Coldiretti chiede ai prefetti corsie prioritarie per i prodotti agricoli
Il blocco dei tir impedisce a kiwi, agrumi, olive e ortofrutta di raggiungere i mercati, mettendo in difficoltà le aziende agricole calabresi. Coldiretti ha scritto ai prefetti delle cinque province chiedendo un coordinamento urgente e passaggi prioritari per le merci deperibili. A rischio anche le forniture di mangimi agli allevamenti, oltre ai rapporti commerciali e alle vendite, con danni destinati a protrarsi anche dopo la fine della protesta.
Caserta, allarme Confcommercio: oltre l’80% dei negozi rischia lo stop
La protesta degli autotrasportatori mette in difficoltà le attività commerciali in provincia di Caserta: secondo Confcommercio, più di otto negozi su dieci potrebbero essere costretti a chiudere temporaneamente per la mancanza di rifornimenti. Anche i dipendenti faticano a raggiungere il posto di lavoro per la carenza di carburante. I danni stimati hanno già superato il milione di euro, tra merci deperite e vendite bloccate. L’associazione chiede un intervento urgente per tutelare imprese, lavoratori e famiglie.
Calabria, blocco dei tir: agricoltura a rischio nella Piana di Gioia Tauro
Confagricoltura Reggio Calabria lancia l’allarme per le aziende agricole penalizzate dai presidi degli autotrasportatori. I ritardi nelle consegne minacciano soprattutto frutta, verdura e altre produzioni deperibili, che rischiano di deteriorarsi e diventare invendibili.
“Per i prodotti deperibili il tempo è una variabile decisiva”, sottolinea l’associazione, avvertendo che il protrarsi dei blocchi potrebbe causare gravi perdite economiche e compromettere un’intera annata di lavoro.
Salvini: "Ragionare tetto gasolio ma stop blocchi"
“Siamo disponibili a ragionare anche di un tetto al prezzo del gasolio, cosa che c'è in altre realtà. Quello che non siamo disponibili a fare è tollerare la criminalità”, ha dichiarato Matteo Salvini a Milano. Il vicepremier ha ricordato lo sblocco di un miliardo di euro per il settore e l’avvio dei pagamenti per circa 2.000 aziende al giorno.
"Tutti quelli che oggi stanno picchiando i loro colleghi, tagliando le gomme dei Tir, bloccando le autostrade e minacciando chi sale in camion per fare le consegne, quelli riguardano l'ordine pubblico. Io incontro e incontrerò tutti i camionisti che me lo chiederanno in tutta Italia - dice ancora Salvini - soprattutto al sud, perché lì è il principale problema. Quando però ci sono atti di criminalità organizzata, quello è un altro discorso".
Calabria, blocco dei TIR: azienda di surgelati pronta a fermare la produzione
La carenza di materie prime, causata dai disagi nei trasporti, mette a rischio l’attività della Gias di Mongrassano, nel Cosentino. L’azienda agroalimentare, che conta 400 dipendenti e fattura oltre 70 milioni di euro, potrebbe interrompere le linee produttive già domani se la protesta degli autotrasportatori non si sbloccherà.
“Su 400 dipendenti l'interruzione lascerà a casa tra i 200 e i 300 lavoratori”, avverte la presidente e amministratrice delegata Gloria Tenuta.
Protesta dei TIR, Rixi: "Via i blocchi, temiamo infiltrazioni criminali"
Il viceministro dei Trasporti Edoardo Rixi chiede di porre fine ai presidi degli autotrasportatori, sottolineando le ripercussioni sulle forniture essenziali in diverse zone del Paese: “Noi chiediamo di smobilitare i blocchi, anche perché stanno creando grossi problemi ai cittadini, in particolare sugli approvvigionamenti agli ospedali e ai supermercati in alcune aree del paese”, ha dichiarato a margine del Forum internazionale di Conftrasporto-ConfCom. Rixi ha inoltre espresso preoccupazione per possibili infiltrazioni esterne al settore: “Temiamo anche infiltrazioni, come posso dire anche di bande organizzate che nulla hanno a che vedere con l'autotrasporto”.
Napoli, scaffali sempre più vuoti e code ai distributori
La protesta degli autotrasportatori contro il caro gasolio rallenta le forniture in città, dove iniziano a mancare beni essenziali come latte, pasta, farina e acqua. Scorte ridotte anche nei reparti surgelati e ortofrutticoli. Sul fronte carburanti, diversi impianti sono rimasti a secco e le nuove consegne hanno provocato lunghe attese alle pompe. I disagi proseguono in Campania, con ripercussioni sulla viabilità e sulla distribuzione delle merci.
Sicilia, tir in protesta e supermercati a corto di alimenti
Dopo cinque giorni di blocchi, la grande distribuzione siciliana registra scaffali vuoti nei reparti di frutta, verdura, carne, latticini e surgelati. A Palermo è stato rimosso il presidio in via Oreto, ma restano fermi una ventina di camion davanti al porto e continuano le proteste a Messina e Catania. La revoca del fermo da parte di una parte degli autotrasportatori alimenta la speranza che le consegne riprendano tra oggi e domani. Negozi di quartiere e mercati locali, per ora, risentono meno della crisi.
Calabria, stop al carburante negli aeroporti di Crotone e Reggio
Salvini: «Ascolto tutti, ma i blocchi dei tir sono illegali»
Così il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, intervenendo a 'Radio Anch'io', su Rai Radio 1, sulla protesta degli autotrasportatori: "Ho incontrato non solo le sigle istituzionali, ma anche i rappresentanti piccoli e piccolissimi, perché il mio dovere è ascoltare tutti e incontrare tutti. Ovviamente siamo vicini a tutti coloro che lavorano e ne capiamo la sofferenza. Altra cosa però sono i blocchi illegali, altra cosa è danneggiare milioni di altri lavoratori, i produttori, gli agricoltori, i pescatori, i pendolari, gli agenti di commercio, lì stiamo parlando di un'altra questione, stiamo parlando di illegalità".
Messina, protesta dei tir a oltranza: resta il presidio a Tremestieri
Prosegue la mobilitazione degli autotrasportatori al casello di Tremestieri, dove una parte dei camionisti ha scelto di continuare il blocco dopo il confronto con Matteo Salvini, giudicato insoddisfacente. In Sicilia il fronte della protesta è diviso: alcuni chiedono un accordo prima di ripartire, mentre il Cts vorrebbe riprendere il lavoro, denunciando pressioni che impedirebbero il ritorno alla normale attività.
Federdistribuzione: sud in difficoltà, a rischio rifornimenti e negozi
Il blocco delle merci continua a mettere sotto pressione la rete distributiva, soprattutto in Puglia, Calabria e Campania. Numerose consegne sono ferme nei centri logistici e i prodotti freschi rischiano di andare perduti. Federdistribuzione avverte che potrebbero essere compromessi i rifornimenti e la regolare apertura dei punti vendita, chiedendo alle istituzioni un intervento rapido per ripristinare la circolazione delle merci.
Associazioni autotrasporto: governo intervenga per fermare i blocchi
Le associazioni degli autotrasportatori dell'Albo dopo l'incontro di ieri a Milano con il Ministro Salvini chiedono con urgenza un intervento deciso e immediato del ministro Piantedosi per rimuovere i presidi che da giorni stanno bloccando il Sud con impatti ormai non più sostenibili sia per il comparto stesso, sia per il sistema degli approvvigionamenti all'intera collettività, penalizzando gravemente cittadini e imprese.
"Continuare a bloccare il Paese non è più giustificabile dopo che il Governo ha riaperto il dialogo con la categoria e ha assunto impegni importanti in continuità con l'intesa di Palazzo Chigi per riconoscere liquidità immediata alle imprese di autotrasporto e individuare le misure necessarie per fronteggiare l'attuale situazione", affermano Anita, Cna/Fita, Confartigianato trasporti, Fai, Fedit, Fiap, Sna casartigiani, Confcooperative lavoro e servizi, Legacoop produzione e servizi, Unatras, Assotir.
Salvini: arrivate 32mila domande per i 480 milioni stanziati
Sono stati sbloccati fondi per più di un miliardo per gli autotrasportatori. Lo ha detto il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini intervenendo a Radio anch'io spiegando che 480 milioni sono destinati al caro carburante tra marzo e ottobre e oltre 500 al rinnovo dei veicoli. Per i fondi per il caro carburante sono arrivate oltre 32mila domande.
"C'erano 430 milioni ai quali ne abbiamo aggiunti 50 di nuovi per l'aiuto per il caro carburante da marzo a ottobre. È stato uno sforzo enorme che copre il 70% dei maggiori costi con un prezzo fisso del gasolio per chi il gasolio lo usa per lavoro. L'obiettivo è arrivare alla fine dell'anno, sperando che queste due maledette guerre che stanno portando a questo caos finiscano". Sono arrivate 32mila domande, ha detto, da oggi cominciano i pagamenti per quasi mezzo miliardo".
Catania, manifestanti bloccano temporaneamente il casello di San Gregorio (video)
Salvini: blocchi tir illegali, danneggiano tutti
"Siamo vicini a tutti quelli che lavorano, capiamo la loro sofferenza, ma altra cosa sono i blocchi illegali, altra cosa è danneggiare milioni di altri lavoratori, produttori, agricoltori, pescatori, pendolari ecc". Lo ha detto il ministro dei Traporti, Matteo Salvini a Radio anch'io rispondendo a una domanda sugli autotrasportatori e sui blocchi dei tir contro il caro carburante.
Protesta dei tir, ancora presidi e code in Campania
Proseguono anche questa mattina in Campania i disagi alla circolazione legati alla protesta degli autotrasportatori contro il caro carburanti. Lunghe file di mezzi pesanti si registrano sull'autostrada A1 Milano-Napoli, nella zona di Caserta Sud. La mobilitazione interessa anche l'A30 Caserta-Salerno, dove nei giorni scorsi sono stati segnalati presidi e code in corrispondenza del casello di Nola. Il Comitato dei trasportatori siciliani ha annunciato la revoca del fermo, anche se nell'isola sono rimasti attivi alcuni presidi. In Campania, invece, la mobilitazione non si è fermata.
Autotrasportatori, 480 milioni dal governo ma i blocchi continuano al Sud
Un pacchetto da 480 milioni di euro subito, con l'obiettivo di superare il miliardo di risorse complessive, non basta a fermare interamente la mobilitazione dei tir. Dopo l'incontro al Mit con il vicepremier Matteo Salvini, le associazioni di categoria valutano positivamente l'apertura ma mantengono alta la guardia, mentre i comitati autonomi si dividono: i trasportatori siciliani revocano lo stop come segnale di apertura, ma in Calabria e Campania i blocchi proseguono almeno fino al nuovo vertice del 27 ottobre. Presidi parziali anche in Puglia, mentre continuano a registrarsi disagi e scaffali vuoti nei supermercati del Sud.
Confagricoltura Abruzzo: "Blocchi stradali nel Fucino a rischio la distribuzione orticola"
Il presidente di Confagricoltura Abruzzo, Fabrizio Lobene, ha lanciato un allarme urgente al governo a causa dei blocchi stradali nella piana del Fucino e in Marsica, comprensorio che in questo periodo garantisce circa il 60% della produzione orticola nazionale. Nel pieno della stagione di raccolta sono bloccate le spedizioni di verdure, finocchi, carote, patate e pomodori dirette ai mercati e alla grande distribuzione, con segnalazioni anche di danneggiamenti ai veicoli in transito. Confagricoltura chiede il ripristino immediato dell'ordine pubblico, la sospensione delle accise sui carburanti, dei contributi previdenziali e degli interessi sui mutui, avvertendo che il prolungarsi dei blocchi rischia di compromettere irreparabilmente le coltivazioni e l'intera filiera agroalimentare.
Federbeton di Confindustria esprime solidarietà ai camionisti e lancia l'allarme sul caro energia
La Federazione di Confindustria Federbeton ha espresso piena vicinanza agli autotrasportatori in protesta, sottolineando come il caro-carburante e i rincari energetici stiano mettendo in ginocchio l'intera filiera del cemento, del calcestruzzo e delle costruzioni, dove i costi di trasporto incidono fino al 50% su determinati segmenti. Il direttore generale Nicola Zampella ha evidenziato che l'impennata dei prezzi dell'energia elettrica in Italia — saliti a settembre 2026 a 207 euro/MWh, con un rincaro del 90% rispetto al 2025 e nettamente superiori alla media europea — si somma alla pressione fiscale delle quote CO2 e alla concorrenza estera, rendendo necessarie risposte istituzionali immediate per tutelare la competitività industriale del Paese.
Protesta autotrasportatori: in Campania i blocchi proseguono fino al 27 ottobre
Al termine dell'incontro al ministero con Matteo Salvini e Edoardo Rixi, il delegato campano Vincenzo Parisi ha annunciato che i blocchi degli autotrasportatori in Campania, Calabria, Molise, Basilicata e Puglia proseguiranno al 90% almeno fino al prossimo tavolo di confronto fissato per il 27 ottobre. Rifiutando soluzioni parziali, Parisi ha spiegato che i presidi rimarranno attivi in attesa di risposte concrete e tangibili da parte del governo, ribadendo la disponibilità della categoria a interrompere la mobilitazione anche prima qualora arrivassero provvedimenti immediati.
Caro-carburante, autotrasportatori in Puglia non revocano blocchi in attesa di risposte concrete
Dopo l'incontro al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con il ministro Matteo Salvini e il viceministro Edoardo Rixi, il rappresentante della delegazione pugliese Antonio Manzi ha annunciato che in Puglia i blocchi dei camion verranno revocati solo parzialmente in attesa di risposte concrete. Pur riconoscendo il piccolo accordo raggiunto sulla mancanza di liquidità e la disponibilità dimostrata dal governo, gli autotrasportatori di Cerignola restano in attesa dei dieci giorni tecnici necessari per le verifiche, riservandosi di valutare i risultati alla prossima convocazione.
Protesta dei camionisti: presidi a oltranza contro il caro-carburante
Gianni Prato, responsabile del coordinamento degli autotrasportatori in presidio sulle uscite autostradali della A1 e in Molise, annuncia che la mobilitazione andrà avanti a oltranza e che sono attesi nuovi manifestanti, ribadendo la richiesta di un taglio delle accise o del costo del carburante e bocciando l'ipotesi del credito d'imposta. Pur definendo la protesta pacifica e aperta al traffico delle auto, i promotori avvertono che il ministro Salvini non può ignorare i presidi che coinvolgono migliaia di tir, restando in attesa di sviluppi concreti dalle trattative in corso al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Il parroco di Tardiano benedice i camionisti in presidio nel Salernitano
Don Mimì Tropiano, parroco di Tardiano di Montesano sulla Marcellana, si è recato allo svincolo di Padula-Buonabitacolo sull'autostrada A2 per esprimere vicinanza e solidarietà agli autotrasportatori in protesta contro il caro-carburante e il caro-vita. Il sacerdote ha impartito una benedizione ai manifestanti, un gesto documentato da diversi video condivisi online da testate locali che ritraggono la sua presenza a supporto dei camionisti impegnati nella mobilitazione.
Don Mimì Tropiano benedice i camionisti durante il blocco (@ansa)
Comitato autotrasportatori Sicilia revoca il fermo
Il Comitato trasportatori siciliani (CTS) ha disposto la revoca del fermo dei servizi per sbloccare la situazione logistica in Sicilia e dare un segnale di apertura al Governo. La decisione è giunta dopo il confronto con il ministro Matteo Salvini, durante il quale sono state accolte la quasi totalità delle richieste della piattaforma rivendicativa. L'associazione precisa, tuttavia, che le aziende rimarranno in stato di agitazione fino alla completa risoluzione degli ultimi nodi aperti.
Ischia e Procida, scorte in esaurimento: a rischio i collegamenti marittimi
La protesta degli autotrasportatori sta mettendo in difficoltà i rifornimenti di carburante e alimenti sulle due isole campane. A Procida la benzina è quasi finita e i supermercati hanno gli scaffali vuoti, mentre a Ischia scarseggiano i prodotti freschi e si registrano lunghe code ai distributori. Anche i traghetti rischiano lo stop: Caremar ha chiesto a Prefettura e Regione un piano d’emergenza per garantire il carburante ed evitare la sospensione delle corse da giovedì mattina. Bloccate sulla terraferma le merci destinate alle isole.
Rixi: "Oltre 150 milioni aggiuntivi per contenere i costi"
“Il governo ha stanziato più di 150 milioni di euro per sostenere il settore dell’autotrasporto. Le risorse saranno destinate al credito d’imposta e a interventi legati al sistema Ets, con l’obiettivo di compensare l’aumento dei costi dei noli marittimi”.
Rixi: "Le richieste sono legittime, ma i blocchi non possono continuare sine die"
Edoardo Rixi, al termine dell'incontro in prefettura a Milano con le associazioni dell'autotrasporto Fai, Anita, Assotir, Cna Fita, Confartigianato Trasporti, Fedit, Fiap, Trasporto Unito Fiap, Confcooperative, Legacoop Produzione e Servizi e Sna-Casartigiani a cui ha preso parte il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini: "Una situazione come questa non può continuare, quindi giuste le istanze, però i blocchi non possono essere consentiti sine die".
"Oggi pomeriggio - ha ricordato Rixi citando l'incontro con gli autonomi in agenda alle 15 con lo stesso Salvini - ci saranno incontri anche con la frangia di Cobas che hanno fatto i blocchi in questi giorni. Il ministro chiederà ovviamente di eliminare i blocchi di fronte all'impegno da parte del governo di andare a erogare immediatamente le risorse".
Rixi: "Nuovi fondi in arrivo con un decreto rapido"
Il governo punta a inserire in un nuovo decreto le risorse destinate agli autotrasportatori. Lo ha annunciato il viceministro Edoardo Rixi, spiegando che i fondi sono stati individuati dopo un confronto con il Mef. Tra le ipotesi allo studio anche un sistema sul modello spagnolo, che adegui le tariffe del trasporto all’andamento del prezzo del gasolio.
Rixi annuncia lo sblocco di 480 milioni: partono i contributi
"Abbiamo sbloccato circa un miliardo di euro: 480 milioni per quanto riguarda tutte le domande che sono arrivate fino ad agosto e poi mettiamo nuove risorse su settembre-ottobre, però il credito d'imposta sarà ovviamente nel '27". Così il viceministro dei Trasporti Edoardo Rixi dopo il tavolo con gli autotrasportatori in Prefettura a Milano.
"Da oggi iniziamo a erogare i contributi sui 430, che ora sono diventati 480 milioni circa, per azzerare tutte le domande che sono pervenute fino al 30 di agosto, che è l'ultima finestra che è stata aperta". Queste le parole del viceministro Edoardo Rixi dopo il vertice in Prefettura a Milano con le associazioni di categoria e il ministro Matteo Salvini.
Protesta autotrasportatori in Sicilia, scaffali vuoti al supermercato
Blocchi dei TIR in Calabria, le voci della protesta
Gli autotrasportatori, partiti da Altamura, da giorni in protesta per riportare all'attenzione del governo la crisi con cui è alle prese il settore a causa del caro carburante, Bari, 19 ottobre 2026 (ANSA)
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