Volontario della Protezione civile arrestato per otto incendi dolosi nel Gargano. I sindaci: “Chiarire il movente di un’azione così grave”
Otto incendi di boschi appiccati nel pieno dell’estate, tra Vieste e Peschici nel Gargano. Nel mesi più caldi che ha visto i vigili del fuoco impegnati su tantissimi fronti in più parti d’Italia, dalla Puglia però arriva la notizia che in alcuni casi le fiamme sarebbero state provocate dolosamente da un volontario della Protezione civile. L’uomo, 35 anni, residente a Vieste e impiegato come operatore ecologico, è stato arrestato perché ritenuto dai carabinieri forestali colui che innescato i roghi dolosi divampati nella zona tra luglio e agosto. La misura è arrivata dopo le indagini e i militari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. I militari hanno inoltre perquisito la sua abitazione.
Il difensore dell’uomo, l’avvocato Alessandro Petrone, ha inoltre riferito di aver ascoltato familiari e volontari che conoscono il 35enne da anni, descrivendolo come una persona nei confronti della quale “non c’è mai stato alcun sospetto”. La difesa, dunque, si prepara a esaminare gli elementi raccolti dagli investigatori a sostegno dell’accusa. Non è noto quali incendi vengano attributi all’indagato, ma l’estate scorso sono andati fumo diversi ettari di pineta e macchia mediterranea, in alcuni casi si sono rese necessarie l’evacuazione di turisti.
L’arresto ha suscitato la reazione dei sindaci di Vieste e Peschici. Giuseppe Nobiletti ha espresso apprezzamento per il lavoro degli investigatori, invitando però ad attendere che siano chiariti gli elementi alla base dell’accusa. “Aspettiamo che venga fatta chiarezza e che vengano resi noti gli elementi su cui si basa l’accusa”, ha dichiarato.
Il sindaco di Vieste ha anche sottolineato la necessità di tutelare il lavoro dei volontari della Protezione civile, attività quotidiana che non deve essere messa in discussione dalla vicenda giudiziaria. “I volontari che si dedicano quotidianamente a questa attività devono essere tutelati”, ha aggiunto. Dal Comune di Peschici è arrivato invece il plauso del sindaco Luigi D’Arenzo alle forze dell’ordine e alla magistratura per l’individuazione del presunto responsabile. D’Arenzo ha auspicato che l’inchiesta possa chiarire anche l’eventuale presenza di mandanti e soprattutto il movente: “Capire il perché di un’azione talmente grave ai danni del territorio“.
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