וואלהגבר בן 80 נפגע מאוטובוס בפרדס חנה: מצבו קשהESPN DeportesEl Atlético se mide ante Osasuna antes del derbiRTP DesportoTreino do FC Porto que antecedeu enfarte de Casillas foi moderado, diz Diogo CostaInquirerNBI: Siblings nabbed in Makati over fake notary servicesThe Jerusalem PostNessel gets Queen Esther wrong: Jews don’t have to sacrifice themselves - opinionInquirer EntertainmentKim Chiu says still thriving amid ‘unexpected plot twist’ in businessESPNLessons from a lost season: What the Mets learned in 2026BillboardChartbreaker: How ‘Bloodstream’ & TikTok Took Alyssa Grace From Cheesecake Factory to the Hot 100The South AfricanKempton Park killings fuel safety fears for women on late shifts3DNewsИИ-агенты перестали говорить по-человечески — они создают собственные диалекты, которые люди понимают с трудомגיקטייםהאם ChatGPT עומד להציג פרסומות גם בישראל?SoompiWatch: TWS Introduces Official “TWIMI” Characters With Profiles For Each Member
The Daily Newsstand · Free, Always
Wednesday, September 16, 2026

“Il 7,8% delle donne subisce una violenza sessuale prima dei 16 anni”: i dati Istat. E il 60% delle vittime non ne parla

Translate

“Il 7,8% delle donne subisce una violenza sessuale prima dei 16 anni”: i dati Istat. E il 60% delle vittime non ne parla

Icona dei commenti Commenti

Il 7,8% delle donne tra i 16 e i 70 anni dichiara di aver subito almeno una violenza sessuale prima dei 16 anni. Il dato emerge dal report Istat “Violenza contro le donne dall’infanzia all’età adulta”, relativo al 2025, ed è in diminuzione rispetto all’ultima indagine, realizzata nel 2014, quando era del 10,6%. La percentuale sale all’8,2% tra le donne italiane interpellate, mentre scende al 3,4% tra le straniere. L’indagine considera quattro tipi di violenza: essere costretta a posare nuda; essere toccata nelle parti intime contro la propria volontà; essere costretta a toccare le parti intime di un’altra persona; essere costretta ad avere un rapporto sessuale. La maggior parte degli episodi si verifica tra gli 11 e i 16 anni, ma l’8,2% delle vittime italiane colloca il primo episodio prima dei sei anni.

La ripetitività delle violenze si associa al tipo di autore che le commette. Tra le donne italiane, gli episodi vengono descritti come rari o isolati dall’82,2% di quante indicano uno sconosciuto come autore della violenza e dal 67% di quelle che indicano un conoscente. Al contrario, tra le donne che indicano il padre o patrigno come autore prevalgono gli episodi ripetuti: il 35,5% riferisce che si sono verificati “qualche volta”, il 23,2% “spesso” e il 2,7% “sempre“. Anche la gravità percepita è maggiore nel caso delle violenze subite in famiglia: le italiane definiscono molto grave la violenza, quando questa è stata effettuata dal padre o patrigno (80,1%), meno grave quella per mano di conoscenti (60,7%), di altri parenti di sesso maschile (55,5%) e di sconosciuti (al 53,6%). Tra le donne straniere, la percezione di maggiore gravità risulta particolarmente elevata per gli episodi attribuiti agli sconosciuti e ai parenti. Il silenzio sull’accaduto rappresenta la situazione più frequente sia tra le italiane sia tra le straniere: rispettivamente il 58,4% e il 58,3% delle donne che hanno subìto violenza sessuale prima dei 16 anni dichiara di non averne parlato con nessuno al momento della violenza. Le italiane ne parlano di più con familiari o parenti (29,9%) e meno frequentemente con amici, compagni di scuola o vicini (10,8%).

A commentare i dati del report vari esponenti politici, soprattutto di opposizione. “La violenza maschile è ancora un’amara realtà per le adolescenti e le bambine italiane, più che per le straniere presenti in Italia. E altro che violentatori sconosciuti magari extracomunitari, come farebbe piacere a qualche forza politica: l’orco è in casa“, afferma la senatrice Pd Valeria Valente, componente della Commissione bicamerale d’inchiesta sul femminicidio. “Solo l’educazione diffusa alla parità e al rispetto può aiutare le bimbe e le ragazze a riconoscere la violenza maschile e a difendersi e, insieme, smantellare un modello culturale basato sulla sopraffazione del maschile sul femminile”, argomenta. Sulla stessa linea gli eletti M5s in Commissione, Stefania Ascari, Anna Bilotti, Alessandra Maiorino e Daniela Morfino: “I dati diffusi dall’Istat sono impressionanti e non possono essere archiviati come semplici statistiche. Di fronte a tutto questo, continuare a parlare soltanto di repressione quando la violenza è già avvenuta non basta. La prevenzione non può più aspettare e deve cominciare dall’infanzia“, affermano.

View the original on Il Fatto Quotidiano

KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.