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Monday, October 5, 2026

Perché i nostri ragazzi non protestano come gli studenti francesi

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Perché i nostri ragazzi non protestano come gli studenti francesi

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Perché gli studenti italiani non scendono in piazza? Perché come i ragazzi francesi non protestano? Qual è la differenza tra la Francia e l’Italia? Solo il fatto che Oltralpe sono abituati a manifestare mentre nel nostro Paese non si sciopera più, non si vota più, non si alza più la voce?

A vedere i dati elettorali non sembrerebbe che sia questo il “casus belli”: al di là delle Europee 2024 dove in Italia l’affluenza è stata inferiore al 50% (circa il 49,6%), segnando un netto calo rispetto al 2019 e confermando il primato dell’astensionismo, alle politiche i numeri non si distanziano più di tanto. In Francia al primo turno (10 aprile 2022) l’astensione ufficiale è stata del 26,31%; nel secondo turno è salita al 28,01% mentre in Italia nel 2022 si è attestata al 36,1%.

Penso piuttosto che nel nostro Paese la democrazia negli ultimi anni sia stata smantellata, picconata. Le fotografie dei ragazzi francesi scesi in piazza circondati dai loro professori che li proteggevano sono immagini eloquenti: in Italia, nonostante gli stipendi dei docenti siano sotto la media, nessuno scende più in piazza perché ha paura. Di chi? Delle manganellate?

No! Ha timore del “sistema”, di chi potrebbe punirlo indirettamente rendendo la vita professionale difficile. Questo Governo, nel luglio 2023, ha introdotto nel codice di comportamento disciplinare questo articolo: “Il dipendente è tenuto ad astenersi da qualsiasi intervento o commento che possa nuocere al prestigio, al decoro o all’immagine dell’amministrazione di appartenenza o della pubblica amministrazione in generale”. E’ il bavaglio alla bocca. Da giornalista ho spesso a che fare con dirigenti che mi rivelano alcune cose ma aggiungono: “La prego non metta il mio nome”, oppure “Non ci sentiamo tutelati”. Presidi e docenti che sono terrorizzate dalle ispezioni ministeriali, dai provvedimenti disciplinari.

E se non scendono in piazza i padri come possono farlo i loro figli? Sono tanti gli esempi in cui i nostri studenti sono stati zittiti, puniti. Non sto parlando delle autogestioni ma di altro. Nel 2024 un ragazzo di Modena è stato sospeso solo per aver criticato la preside in un’intervista.

Negli ultimi anni, in particolare tra il 2025 e il 2026, diversi studenti italiani hanno messo in atto forme di protesta eclatanti durante l’esame di Maturità, rifiutandosi di sostenere il colloquio orale o chiedendo di abbassare il proprio voto per contestare un sistema scolastico percepito come troppo competitivo e basato solo sui numeri. Azioni rese impossibili introducendo disposizioni per sanzionare o bocciare chi sceglie di non completare il colloquio d’esame.

Risultato? La conseguenza è una sola, riassunta in cinque parole: chi me lo fa fare?

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