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Monday, October 12, 2026

Meloni: 'Sull'energia l'Ue dia risposte strutturali'

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 "Se non costruiamo risposte strutturali e di lungo periodo rischiamo di restare in balia dell'emergenza". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sul caro energia intervenendo all'assemblea di Assolombarda a Milano.

"La crescita italiana è debole, ma l'economia ha retto l'onda d'urto. Voglio ringraziarvi a nome della nazione per il vostro contributo - ha aggiunto rivolgendosi agli imprenditori -. Se l'Italia è forte, autorevole e ammirata nel mondo, il merito è soprattutto delle imprese e dei loro lavoratori, è di chi cerca di non accontentarsi perché in un mondo che corre sempre più rischia di non esserci spazio per chi indietreggia e per chi tentenna".

 "I dati per i primi sei mesi di quest'anno ci dicono che la crescita per il 2026 può arrivare all'1 per cento, in linea con le principali economie europee, e anche stavolta, oltre le previsioni", ha sottolineato la premier sostenendo che "noi italiani veniamo spesso sottovalutati. Solo che quando ci sottovaluta l'Unione europea ci siamo abituati, invece quando siamo sistematicamente sottovalutati dai nostri organismi un po' dispiace, ma tant'è". 

"Un'industria che vuole creare ha certamente bisogno di volontà, ma ha anche bisogno di uno Stato che accompagni, che la consideri un alleato e che non la consideri un mero soggetto da tassare quando non direttamente da controllare o addirittura da ostacolare", ha affermato Meloni ribadendo che "lo Stato è alleato" dell'industria e "non la considera un soggetto da tassare". 

"Il governo ci sarà quando serve e vi lascerà lavorare, perché alle volte il migliore aiuto a chi produce e non mettersi di traverso. Continuate a fare quello che vi riesce meglio, a osare, a costruite, a credere in questa straordinaria avventura che si chiama Italia", ha aggiunto la presidente del consiglio rivolgendosi agli imprenditori.

"L'Italia non siede in Europa per dire sempre di si. L'Italia è uno dei paesi che l'Europa l'ha fondata e ha il diritto e il dovere di dire quando le cose non vanno", ha proseguito. "Sul quadro finanziario pluriennale, anche noi vogliamo che vengano finanziate nuove priorità e certamente tra queste priorità c'è la competitività, ma non possiamo cercare risorse sulla competitività tagliando sulla coesione o sulla politica agricola, perché coesione e politica agricola sono una precondizione di quello che noi stiamo cercando di costruire in Europa - ha aggiunto Meloni -. Non si può costruire competitività se i territori non crescono e non corrono tutti alla stessa velocità e non si può difendere l'autonomia strategica se si va tagliando sull'unica autonomia strategica che in Europa abbiamo, che è quella su quello che mangiamo".

"Quindi le cose devono camminare insieme e l'Italia anche su questo, come sapete, è stata ed è in prima fila, abbiamo dato vita a un documento, abbiamo promosso un documento, Gli amici della coesione si chiama, che è stato sottoscritto da 22 paesi membri su 27. Sono molte altre le battaglie che con il nostro peso e con il nostro buon senso possiamo portare avanti".

"È facile vedere opportunità negli Stati Uniti o nel Golfo, più difficile vederle in Africa. Ma parliamo del continente più giovane del pianeta e tra i mercati che cresceranno di più nei prossimi decenni. Esserci significa non lasciare ad altri un'opportunità che può essere soprattutto nostra". 

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